Tag: Cese

  • Il cantoniere, lo scopino. Mestieri scomparsi

    Il cantoniere, lo scopino. Mestieri scomparsi

    [Storia delle Cese n.184] di Osvaldo e Roberto Cipollone Alcune figure professionali sono gradualmente scomparse nel tempo assieme alle attività legate a fasi storiche oramai superate. Oggi sarebbe quasi impensabile pensare a un addetto alla cura del manto stradale, degli scoli e delle caditoie, al taglio dell’erba sulle banchine e alla pulizia dei fossi, alla…

  • Il prete artista, gli allievi e… i pittori danesi

    Il prete artista, gli allievi e… i pittori danesi

    [Storia delle Cese n.183] di Roberto Cipollone su testi di Osvaldo Cipollone “Uomo di chiesa e d’arte”, così si potrebbe definire don Vittorio Braccioni, parroco a Cese dal 1921 al 1946, per mettere insieme la vocazione religiosa, certamente centrale nella sua vita, e quella artistica, dalle molteplici espressioni. Due dimensioni che hanno imparato a convivere…

  • Prime tracce e rare storie dei reduci di guerra

    Prime tracce e rare storie dei reduci di guerra

    [Storia delle Cese n.182] di Roberto Cipollone I temi legati alla guerra sono tanto ampi quanto di profondo impatto in termini di coinvolgimento emotivo e memoria familiare, e non si esauriscono con le seppur rilevantissime ricostruzioni relative ai Caduti e alle vittime di guerra. Un’altra grande parte di questa tematica è quella relativa alle storie…

  • La “bbòrza”, le “posate”, “jo recónzolo”. Il culto della morte

    La “bbòrza”, le “posate”, “jo recónzolo”. Il culto della morte

    [Storia delle Cese n.181] di Osvaldo e Roberto Cipollone Attorno al culto dei defunti ruotano diversi rituali e alcune consuetudini che sono in parte arrivate sino ai giorni nostri. Altre non sono sopravvissute al tempo e restano scolpite nel passato con tutta la loro antica aura. In passato, quando una persona in là con gli…

  • Carrettieri, trasportatori, poesia e lavoro

    Carrettieri, trasportatori, poesia e lavoro

    [Storia delle Cese n.180] da Osvaldo Cipollone Nelle aree interne come la nostra, tagliate fuori dai tracciati ferroviari ed estranee ai principali nodi di scambio, prima dell’avvento dei mezzi pubblici i trasporti erano assicurati, in maniera più o meno organizzata ma sempre su richiesta, da poche figure come quelle dei “carrettieri”. Si trattava in sostanza…

  • Jo preggiudico. Ruolo e tipi di soprannome a Cese

    Jo preggiudico. Ruolo e tipi di soprannome a Cese

    [Storia delle Cese n.179] di Roberto Cipollone Il termine “soprannome”, attestato in italiano fin dagli inizi del 1300, richiama il latino supernomen che designava un’aggiunta ai tre elementi che formavano il sistema onomastico latino, ossia praenomen, nomen e cognomen. Le funzioni del soprannome sono diverse, ma il ruolo fondamentale è quello di rendere un individuo…

  • I missionari di Cese nel mondo

    I missionari di Cese nel mondo

    [Storia delle Cese n.178] da Osvaldo e Roberto Cipollone I religiosi di Cese si sono particolarmente distinti, all’interno della lunga opera missionaria promossa dalla Chiesa soprattutto nel Novecento, nell’impresa di arrivare ai quattro angoli della Terra come seme di speranza per costruire un mondo più fraterno. Senza andare troppo indietro nel tempo, spicca certamente in…

  • Quel bersagliere di Cese alla “breccia di Porta Pia”

    Quel bersagliere di Cese alla “breccia di Porta Pia”

    [Storia delle Cese n.177] di Roberto Cipollone Il 20 settembre 1870 è la data che sancisce la definitiva conquista di Roma da parte del Regno d’Italia. Con la breccia di Porta Pia e la “presa di Roma”, atto finale di una lunga lotta combattuta sia sul campo di battaglia che su quello diplomatico[1], cade lo…

  • L’istruzione dal post-terremoto alle nuove scuole elementari

    L’istruzione dal post-terremoto alle nuove scuole elementari

    [Storia delle Cese n.176] di Osvaldo e Roberto Cipollone Dopo le ingenti difficoltà vissute negli anni della prima guerra mondiale, del post-terremoto e della ricostruzione, anche a Cese negli anni ’20 tornò a funzionare l’istruzione pubblica con la riapertura delle scuole elementari formate da diverse classi affollate. L’edificio scolastico era stato terminato intorno al 1923,…

  • La ricostruzione della chiesa e il “39 maggio”

    La ricostruzione della chiesa e il “39 maggio”

    [Storia delle Cese n.174] da Osvaldo Cipollone Come ben noto, l’antica chiesa di Cese è stata totalmente distrutta dal terremoto del 13 gennaio 1915, che – accanto a tante anime – ha seppellito sotto le macerie diversi tesori artistici, lasciando al presente solo piccole tracce o preziosi frammenti di antichi simboli sacri. Ricostruita pressappoco dove…

  • La “marrata”, rituale di affetto e di… risarcimento

    La “marrata”, rituale di affetto e di… risarcimento

    [Storia delle Cese n.173] di Osvaldo e Roberto Cipollone Le forme della tradizione popolare legate al matrimonio sono molto numerose e si rifanno in alcuni casi a consuetudini e prassi anche molte antiche. In particolare, quando una ragazza del posto andava in sposa ad un “forestiero”, accettando di stabilirsi altrove, gli amici ed i familiari…

  • Il circolo giovanile culturale e ricreativo Palentino

    Il circolo giovanile culturale e ricreativo Palentino

    [Storia delle Cese n.172] di Osvaldo e Roberto Cipollone Nel periodo a cavallo tra gli anni ’60 ed i primi anni ’70 si sono sviluppate in paese alcune iniziative di carattere sociale, culturale e ricreativo che hanno rappresentato a loro modo un passaggio importante nell’evoluzione di Cese. Prima di allora, ossia fino agli anni ’50,…

  • Giovanni Paolo Tomei, un notaio al servizio dei Colonna

    Giovanni Paolo Tomei, un notaio al servizio dei Colonna

    [Storia delle Cese n.171] da Roberto Cipollone, Fulvio D’Amore, Mario Di Domenico, Antonio M. Socciarelli Nella realtà cesense del XVII secolo emerge come figura di spicco quella di Giovanni Paolo Tomei, affermato notaio del quale sono rimaste diverse tracce nei documenti d’archivio locali. Ad oggi non ne conosciamo anno di nascita e di morte, né…

  • Don Amerigo e don Francesco Petracca, che non piegarono mai la testa

    Don Amerigo e don Francesco Petracca, che non piegarono mai la testa

    [Storia delle Cese n.170] di Osvaldo e Roberto Cipollone Come molti altri uomini di chiesa, durante il periodo di occupazione tedesca anche un sacerdote originario di Cese, don Amerigo Petracca (1908-1980), dovette affrontare situazioni drammatiche. Avvenne in particolare quando il “centurione” della milizia volontaria[1] denunciò al vescovo Mons. Bagnoli un nutrito numero di preti marsicani,…

  • L’orrore della deportazione, poi la libertà, casa, Cese

    L’orrore della deportazione, poi la libertà, casa, Cese

    [Storia delle Cese n.169] da Eugenio Cipollone Venti anni. Secondo Conflitto Mondiale. Non sai cosa sia. Sai solo che qualcuno, o qualcosa, ti chiede di presentarti per andare a combattere. Non c’è modo di ragionare, né la possibilità di contestare. Solo obbedire. Oggi le cause di un conflitto si conoscono (quasi sempre) bene, ma è…

  • Le fiere, “jo strašcìno” e i sensali

    Le fiere, “jo strašcìno” e i sensali

    [Storia delle Cese n.168] di Osvaldo Cipollone Uno degli eventi centrali della vita rurale del passato era certamente quello della mietitura, in vista della quale contadini e massaie si attivavano già molto tempo prima che il grano arrivasse alla giusta maturazione. Gli uomini, in particolare, riprendevano le falci messorie (“i sarrìcchi”) per rigenerarne manici e…

  • La “promiscuità” con Cappelle e Scurcola e tutti gli abitanti del 1811

    La “promiscuità” con Cappelle e Scurcola e tutti gli abitanti del 1811

    [Storia delle Cese n.167] di Roberto Cipollone Tra il 1806 ed il 1808 Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone e sovrano di Napoli, abolisce la feudalità nel Regno (in ritardo, in realtà, rispetto agli altri Stati italiani), annullando tutte le relative attribuzioni ed i proventi associati alle giurisdizioni baronali; attribuzioni e proventi che vengono così resi…

  • Scritte, volantini. Le contestazioni degli anni ’70

    Scritte, volantini. Le contestazioni degli anni ’70

    [Storia delle Cese n.166] da Osvaldo e Renzo Cipollone Per un periodo ben definito, nei primi anni ‘70, serpeggiava tra studenti e giovani del posto una certa forza critica volta ad evidenziare alcuni problemi, anche non strettamente politici. Criticando abitudini e consuetudini, con specifiche iniziative si mettevano anonimamente alla berlina le autorità e anche gli…

  • Le “figlie di Maria” e i “ragazzi di San Tarcisio”

    Le “figlie di Maria” e i “ragazzi di San Tarcisio”

    [Storia delle Cese n.165] di Roberto Cipollone La radicata fede religiosa ha da sempre generato in Cese un ambiente fertile non solo alle vocazioni, ma anche alla presenza ed attività di associazioni e gruppi di giovani credenti. Nella relazione del parroco Don Antonio De Angelis[1] datata 2 settembre 1912 si legge, ad esempio: «In parrocchia…

  • I mastri, i muratori e l’arte di costruire

    I mastri, i muratori e l’arte di costruire

    [Storia delle Cese n.164] da Osvaldo Cipollone A Cese non sono mai mancati costruttori, muratori, carpentieri e manovali. A memoria d’uomo, tra i primi ad avere costruito di sana pianta la propria e le altrui abitazioni va citato Pietropaolo Ciciarelli (“jo sacrastano”, classe 1864), il quale, fra l’altro, ha realizzato il primo ponte che ha…

  • Il Re a Cese e altre ipotesi fantasiose

    Il Re a Cese e altre ipotesi fantasiose

    [Storia delle Cese n.162] di Roberto Cipollone A metà tra le storie documentate e le leggende, di cui anche Cese può vantare chiari esempi, si collocano per natura alcune ipotesi più o meno fantasiose generate da ricorrenti racconti popolari o da scritti ufficiali, e accreditate, seppur solo parzialmente, da fatti storici acclarati. Non propriamente leggende,…

  • Signori e nobili senza palazzo

    Signori e nobili senza palazzo

    [Storia delle Cese n.161] di Roberto Cipollone Analizzando tracce e documenti della storia medievale di Cese emerge una domanda su tutte: come mai un paese su cui si è concentrata tanta parte del potere del tempo (leggasi residenza vescovile) e che ha attratto la devozione di alcune tra le famiglie più influenti (Colonna e Maccafani…

  • Il Ventennio fascista a Cese: tracce e personaggi

    Il Ventennio fascista a Cese: tracce e personaggi

    [Storia delle Cese n.160] da Roberto Cipollone L’analisi storico-sociale del Ventennio fascista si scontra inevitabilmente con posizioni ideologiche che spesso compromettono la possibilità di interpretare i fenomeni conservando la necessaria obiettività e adesione alla realtà. In questo contesto, invece, si vuole ricostruire l’evoluzione di una piccola realtà come quella di Cese all’interno del più ampio…

  • Il parroco “di un’intera vita”, don Angelo Leonetti

    Il parroco “di un’intera vita”, don Angelo Leonetti

    [Storia delle Cese n.159] di Roberto Cipollone Il futuro “don” Angelo Leonetti nasce a Castelnuovo il 23 marzo 1919 da Alfonso Leonetti (1881-1951) e Antonietta Flamini (1884-1959). In gioventù completa gli studi teologici presso il Seminario regionale di Chieti e viene ordinato sacerdote dal vescovo Mons. Bagnoli – ultimo del suo lungo episcopato – il…

  • L’arte sartoriale, il ricamo e “jo labboratorio”

    L’arte sartoriale, il ricamo e “jo labboratorio”

    [Storia delle Cese n.157] da Osvaldo Cipollone Alcune delle attività praticate in passato in paese sono giunte, ovviamente trasformate, anche ai giorni nostri. Tra queste non si può non citare l’arte sartoriale, del ricamo e del cucito, un tempo praticata non solo dalle donne. Uno dei primi sarti di cui si ha memoria a Cese…

  • Padre Enrico Cipollone, un pastorello sulla via di San Francesco

    Padre Enrico Cipollone, un pastorello sulla via di San Francesco

    [Storia delle Cese n.156] da Osvaldo Cipollone e Padre Nicola Petrone Sebbene di carattere schivo e riservato, Padre Enrico Cipollone è stata una figura di alto spessore umano e cristiano della nostra comunità, oltre che un esempio affascinante di sacerdote. Eccetto qualche rara occasione, nel suo paese natale poco si sente parlare di lui, specialmente…

  • L’antico casale di San Basilio: chiesa e posta

    L’antico casale di San Basilio: chiesa e posta

    [Storia delle Cese n.155] di Osvaldo e Roberto Cipollone In passato nei Piani Palentini esistevano diversi casolari sparsi che hanno mantenuto una propria singolarità fino alla metà del ‘900. Tra questi anche manieri, case coloniche e di campagna che in seguito, non più abitate, son rimaste a disposizione oppure vendute. In tale contesto si possono…

  • Uomini e lupi:  quando c’erano i lupari

    Uomini e lupi: quando c’erano i lupari

    [Storia delle Cese n.154] di Roberto Cipollone Recentemente è tornata di grande attualità anche a Cese, ma la convivenza tra uomini e animali selvatici ha da sempre rappresentato un tema complesso, che si è evoluto nel tempo di pari passo con la trasformazione dell’economia, della società e del sistema produttivo legata a sua volta al…

  • “Come se non vi fosse altro luogo che Cese per farvisi ammazzare!”

    “Come se non vi fosse altro luogo che Cese per farvisi ammazzare!”

    [Storia delle Cese n.153] da Giacinto De Vecchi Pieralice Il 28 luglio 1888, un mese dopo la data inizialmente prevista, veniva inaugurata la linea ferroviaria Roma-Avezzano-Sulmona, opera fondamentale per lo sviluppo economico della regione marsicana soprattutto alla luce del recente prosciugamento del Fucino, terminato nel 1878. Basti pensare che prima dell’avvento del treno, tra Roma…

  • Trenta ore di pianto. “Andranno alle Cese”

    Trenta ore di pianto. “Andranno alle Cese”

    [Storia delle Cese n.152] da Giovanni Giuriati, Lorenzo, Osvaldo e Roberto Cipollone Raccontare una tragedia non è mai facile neanche quando la si guarda dall’esterno. Raccontarla da dentro, da sopravvissuti poi, richiede tempo e una complicata capacità di razionalizzare, incamerare ed andare oltre, nonostante tutto. Tanti racconti del terremoto del 13 gennaio 1915 si sono…

  • Dalle guardie comunali e rurali alle guardie campestri

    Dalle guardie comunali e rurali alle guardie campestri

    [Storia delle Cese n.151] di Osvaldo e Roberto Cipollone Ripercorrendo le strade di campagna, le viuzze e le piazzette dei quartieri di un tempo tornano in mente alcune professioni particolari, oggi scomparse, come quelle delle guardie comunali e delle guardie campestri. A memoria d’uomo, uno dei primi a svolgere la mansione di guardia comunale a Cese è stato Antonio…

  • Di Torgio, Marchionno, Tomeo… I cognomi di Cese nascondono nomi antichi

    Di Torgio, Marchionno, Tomeo… I cognomi di Cese nascondono nomi antichi

    [Storia delle Cese n.150] di Roberto Cipollone Sui cognomi e sulla genealogia di Cese esistono gli studi fondamentali portati avanti anche di recente da Italo Cipollone (“Genealogia di Cese dal 1700 al 1900”) e da Ercole Di Matteo (www.antenatidellecese.it). Tuttavia, la disponibilità di due fonti inedite, ossia il “Catasto del gentilesco” di Avezzano del 1616…

  • Le leggende di paese tra “raccontarèlla” e realtà

    Le leggende di paese tra “raccontarèlla” e realtà

    [Storia delle Cese n.149] da Mario Di Domenico, Osvaldo Cipollone, Giovan Battista Brogi Nelle memorie di paese il confine tra leggenda, “raccontarèlla” e interpretazione fantasiosa è molto labile. Alcune storie, però, sommano al proprio interno diverse dimensioni che nel tempo acquisiscono natura propria, con una rilevanza che le rende credibili o verosimili anche in assenza…

  • Le rarità floreali di Cese, il dittamo, i miti

    Le rarità floreali di Cese, il dittamo, i miti

    [Storia delle Cese n.148] di Roberto Cipollone Le montagne che sovrastano Cese risultano particolarmente interessanti anche dal punto di vista naturalistico per via di diversi elementi di pregio della flora qui presente. La vecchia flora cosiddetta “relitta”, figlia dell’evoluzione legata al prosciugamento del lago del Fucino, si ritrova soprattutto lungo il versante palentino del monte Salviano.…

  • Il prete che sparò ai briganti: verità e leggenda

    Il prete che sparò ai briganti: verità e leggenda

    [Storia delle Cese n.147] da Fulvio D’Amore e Gio. Battista Brogi La vicenda del sacerdote di Cese che sparò ai briganti è stata raccontata in numerose cronache ed è divenuta anche oggetto di interpretazioni fantasiose che hanno solo tratto ispirazione dai fatti reali, inducendo a volte in errore anche i documentaristi più attenti. La data…

  • I  patronéjji, i pecorari e quella transumanza palentina

    I patronéjji, i pecorari e quella transumanza palentina

    [Storia delle Cese n.146] da Osvaldo Cipollone In passato a Cese la pastorizia era molto diffusa e tutti gli animali venivano condotti quotidianamente al pascolo nel periodo compreso tra la primavera e il primo di novembre. Con l’arrivo della stagione fredda, invece, il bestiame cessava di uscire all’aperto, eccetto per l’abbeveramento, e veniva alimentato con…

  • Il monumento ai Caduti di Cese

    Il monumento ai Caduti di Cese

    [Storia delle Cese n.145] da Roberto Cipollone La costruzione del primo monumento ai Caduti di Cese non è ad oggi facilmente isolabile nel tempo. Presso l’archivio comunale di Avezzano è stato possibile recuperare soltanto il documento relativo all’istituzione del monumento ai Caduti di Avezzano, collocabile attorno al 1927. Logica vuole che anche la stele di…

  • La vendemmia, la pigiatura, il ticchettio dei vinacciari…

    La vendemmia, la pigiatura, il ticchettio dei vinacciari…

    [Storia delle Cese n.144] da Osvaldo Cipollone In passato, come noto, la campagna di Cese era disseminata di vigne che garantivano un’ottima produzione. Solitamente la raccolta dell’uva durava all’incirca una settimana e coincideva con la fine del mese di ottobre. Solo in qualche caso poteva essere anticipata precipitosamente; succedeva quando le gelate notturne davano le…

  • Falegnami, ciabattini, fabbri ferrai e maniscalchi

    Falegnami, ciabattini, fabbri ferrai e maniscalchi

    [Storia delle Cese n.143] di Osvaldo Cipollone I Falegnami Molte erano le attività artigiane che un tempo animavano il paese. Una delle più importanti era quella dei falegnami. Vicino alla piazza centrale, in particolare, c’erano l’abitazione e la bottega di Tancredi Marchionni, che realizzava ogni sorta di mobilio, soprattutto su richiesta di coloro che erano…

  • Che c’entra Cese con il bosco sacro di Angizia

    Che c’entra Cese con il bosco sacro di Angizia

    [Storia delle Cese n.142] da Giovanni Massari Il mito della Dea Angizia e del suo “bosco sacro” (“lucus”, in latino) è noto e diffuso anche oltre i confini della Marsica, così come è noto lo stretto legame con il paese di Luco dei Marsi (“Lucus Angitiae”, un tempo). Tuttavia, in tempi meno recenti si era…

  • La Madonna dejj’ómmeni

    La Madonna dejj’ómmeni

    [Storia delle Cese n.141] da Osvaldo Cipollone Le Cese ha avuto – ed in alcuni casi ha ancora – diverse usanze religiose molto particolari o addirittura uniche. È questo il caso, ad esempio, di una ritualità dedicata alla cosiddetta “Madonna degli uomini”, la “Madonna dejj’ómmeni” in dialetto, specificità che non si rintraccia in nessun’altra tradizione…

  • I forni e l’arte “de fa’ lo pano”

    I forni e l’arte “de fa’ lo pano”

    [Storia delle Cese n.139] di Osvaldo Cipollone Prima del terremoto del 1915 Cese contava circa 1300 abitanti, per cui anche i forni privati crebbero presto in numero. Nel 1910 c’era già quello di proprietà di Nunzio Torge (classe 1855), che lo gestiva con sua moglie Anastasia al n° 1 di Via Roma e di Via…

  • La “mòla”: Alfonso, Menanzino e ‘Lisa “la molenàra”

    La “mòla”: Alfonso, Menanzino e ‘Lisa “la molenàra”

    [Storia delle Cese n.138] di Osvaldo Cipollone Agli inizi del 1800 a Cese esistevano solo esercizi comunali, dei quali si poteva usufruire tramite un modesto contributo in danaro e in natura, da corrispondere al gestore preposto dall’Amministrazione (l’affidamento dell’incarico veniva deliberato dal sindaco). Dai documenti in nostro possesso si sa che nel 1887 la popolazione…

  • “S’è fatto notte alle Cese” e altre voci nostre

    “S’è fatto notte alle Cese” e altre voci nostre

    [Storia delle Cese n.136] di Roberto e Osvaldo Cipollone Alcune espressioni e particolarità linguistiche portano con loro delle motivazioni storiche o radici legate alla geografia ed alla morfologia del territorio, oppure a determinate interpretazioni dialettali. Questi fattori rendono le stesse espressioni e parole assolutamente unici o molto rari, sia nel panorama locale che in quello…

  • Le botteghe storiche e “jo spaccio”

    Le botteghe storiche e “jo spaccio”

    [Storia delle Cese n.135] di Roberto e Osvaldo Cipollone Prima del terremoto del 1915, che ha cancellato quasi totalmente il paese e parte della sua storia, esistevano a Cese diverse attività commerciali, per lo più riconducibili a forni, botteghe di artigiani, rivendite di vini e “beccherie”. Tali attività, così come quelle rinate dopo il terremoto,…

  • Contestazioni, rivendicazioni e proteste

    Contestazioni, rivendicazioni e proteste

    [Storia delle Cese n.134] da Osvaldo Cipollone La popolazione di Cese è stata sempre abbastanza pacifica, ma in alcune circostanze non sono mancati episodi di protesta e manifestazioni anche eclatanti. Tra gli atti di Sindaci si ritrovano diverse manifestazioni di dissenso, come quella del 1839 con la quale “uno stuolo di abitanti di Cese (che…

  • Il monastero benedettino, fulcro di Cese

    Il monastero benedettino, fulcro di Cese

    [Storia delle Cese n.133] da Giuseppe Grossi e Mario Di Domenico Il fulcro attorno al quale si è sviluppato il borgo di Cese è senza dubbio l’antichissimo monastero benedettino, che secondo alcune fonti va fatto risalire al X secolo. Lo stesso appare infatti in un elenco stilato nel 954 relativo alle pertinenze della casa conventuale…

  • Sarcasmo e ironia di paese: “le sàtare”

    Sarcasmo e ironia di paese: “le sàtare”

    [Storia delle Cese n.132] da Osvaldo Cipollone Quando in paese succedeva qualche fatto clamoroso non passava mai inosservato, anzi spesso veniva sottolineato con particolare ironia e sarcasmo. Giovani intraprendenti e scanzonati rappresentavano infatti l’avvenimento in chiave satirica con le cosiddette “sàtare”, che tendevano a sbeffeggiare o a mettere in ridicolo i protagonisti anche per provocare…

  • Maria ‘ella fonte, Peter e David

    Maria ‘ella fonte, Peter e David

    [Storia delle Cese n.131] da Osvaldo e Roberto Cipollone Dopo l’annuncio dell’armistizio firmato a Cassibile il 3 settembre 1943, molti prigionieri alleati fuggirono cercando rifugio ovunque se ne presentasse l’opportunità. Un giorno, in particolare, un nutrito gruppo proveniente dal campo di prigionia di Chieti viaggiava sul treno in direzione di Roma; lungo il tragitto, alcuni…

  • Che c’entra Cese col prosciugamento del Fucino

    Che c’entra Cese col prosciugamento del Fucino

    [Storia delle Cese n.130] di Roberto Cipollone Il legame tra Le Cese e il prosciugamento del Fucino è assolutamente stretto e circostanziato. A partire dal nome, “Le Cese” appunto, derivato dal latino caedere, tagliare, con riferimento al taglio degli alberi legato a sua volta ai lavori del primo prosciugamento voluto dall’imperatore romano Claudio. Scrive il…

  • Un prete tra la gente, Don Amabile Corradini

    Un prete tra la gente, Don Amabile Corradini

    [Storia delle Cese n.129] da Vittoria Addari Petrucci e Osvaldo Cipollone Il 1° Luglio 2001 a Tubione veniva inaugurata Piazza Don Amabile Corradini, “un prete tra la gente” come recita la didascalia, a sottolineare la dimensione profondamente umana ed il carattere di generosa fraternità che ha accompagnato l’esistenza e l’operato del sacerdote originario di Cese.…

  • “Jo méteco” e l’assistenza sanitaria in paese

    “Jo méteco” e l’assistenza sanitaria in paese

    [Storia delle Cese n.128] da Osvaldo e Roberto Cipollone L’importanza del servizio di assistenza sanitaria ha sempre richiesto un approccio “di prossimità” che prescinde dalla maggiore o minore dimensione demografica, e questo fortunatamente vale ed è valso anche per il nostro paese, nel quale, almeno in passato, le figure sanitarie erano diverse. Il medico condotto,…

  • Croci, nicchie e segni sparsi di religiosità

    Croci, nicchie e segni sparsi di religiosità

    [Storia delle Cese n.127] da Osvaldo Cipollone Lungo le strade del paese si possono notare ancora oggi diversi segni di autentica religiosità, tra cui due statue dedicate alla Vergine Maria. Quella che viene comunemente chiamata “Madonnina” si trova su Via Paolo Marso, all’altezza della biforcazione con via San Sebastiano; la seconda è invece collocata nello…

  • Le vittime civili di Cese nella 2a guerra mondiale

    Le vittime civili di Cese nella 2a guerra mondiale

    [Storia delle Cese n.126] da Roberto Cipollone Indagare il tema delle vittime di guerra civili, soprattutto in riferimento ad un piccolo paese come Cese, introduce ad un tipo di ricerca a tratti controverso ed aperto all’interpretazione.  Ferme restando tutte le cautele del caso, tuttavia, per alcuni nomi emergono elementi di accertamento oggettivi e sostanziati da…

  • La “Rua di Cipollone” e l’uffiziale dello Stato Civile

    La “Rua di Cipollone” e l’uffiziale dello Stato Civile

    [Storia delle Cese n.125] di Roberto Cipollone A Cese, almeno fino agli inizi dell’Ottocento, era il parroco ad essere responsabile della registrazione di nascite, matrimoni e morti, della tenuta dello “stato delle anime” e della conservazione dei relativi registri parrocchiali o libri canonici. Come in tutti gli altri paesi, questo avveniva dalla seconda metà del…

  • Il rimboschimento del Salviano

    Il rimboschimento del Salviano

    [Storia delle Cese n.124] di Osvaldo Cipollone Nei primi anni ‘50 gli abitanti di Cese ebbero l’opportunità di lavorare alla piantumazione di una nuova pineta sul monte Salviano e l’impiego, seppur a tempo determinato, allievò le ristrettezze economiche di molti. Il progetto, affidato al Gruppo Forestale dello Stato, tendeva a limitare un problema contingente, manifestatosi…

  • Perché fate tanta strada? Avete Padre Domenico!

    Perché fate tanta strada? Avete Padre Domenico!

    [Storia delle Cese n.123] da Roberto, Osvaldo, Manuela e Vincenzo Cipollone Su Padre Domenico, il frate nato a Cese con il nome di Emidio Petracca, esistono numerosissime testimonianze documentate che concorrono a delineare meglio non solo le straordinarie facoltà ascetiche, ma anche la sua eredità spirituale, nella consapevolezza di quanto questo aspetto rappresenti la dimensione…

  • Quando la strada e la ferrovia dovevano passare per Cese

    Quando la strada e la ferrovia dovevano passare per Cese

    [Storia delle Cese n.122] di Roberto Cipollone Come sarebbe andata se i collegamenti stradali e ferroviari nel tratto Capistrello-Avezzano fossero passati per Cese? Non è una domanda puramente ipotetica, perché i progetti esistevano realmente ed erano suffragati da evidenze storiche e vantaggi di realizzazione, ai quali, da quanto racconta la storia, si sono evidentemente anteposti…

  • Storie, racconti e leggende delle grotte

    Storie, racconti e leggende delle grotte

    [Storia delle Cese n.121] da Roberto e Osvaldo Cipollone Sul versante palentino della catena montuosa Salviano – Cimarani – San Felice sono presenti numerose piccole grotte di diversa conformazione. In passato, alcune di queste venivano utilizzate come riparo dai pastori che portavano le greggi al pascolo soprattutto sulle spianate di monte Cimarani. Durante la Seconda…

  • Don Vittorio Braccioni, un controverso prete d’avanguardia

    Don Vittorio Braccioni, un controverso prete d’avanguardia

    [Storia delle Cese n.120] da Osvaldo e Roberto Cipollone Don Vittorio Braccioni è stato parroco di Cese per 25 anni, dal 1921 al 1946. Ed è stato un parroco controverso, avendo attirato su di sé il consenso di molti e la critica feroce, se non l’avversione, di altri. Un’indole eclettica, sempre attenta alla cultura ed…

  • Da Cese alla corte dei Piccolomini e dei Gonzaga

    Da Cese alla corte dei Piccolomini e dei Gonzaga

    [Storia delle Cese n.119] di Roberto Cipollone Il percorso di Pietro Marso all’interno delle élite culturali del suo tempo prende origine dalla sua appartenenza all’Accademia di Pomponio Leto, stimatissimo umanista e fondatore di questa “Accademia romana” incentrata sul culto del classicismo latino e dell’antichità. Dopo l’incarcerazione subita nel 1468 per volontà del Papa Paolo II…

  • La Cannelòra e Santo Bbiaso

    La Cannelòra e Santo Bbiaso

    [Storia delle Cese n.118] di Osvaldo e Roberto Cipollone Il 2 di febbraio, ossia 40 giorni dopo il Natale, si rievoca tradizionalmente la presentazione di Gesù al tempio e la purificazione della Madonna[1], con la distribuzione delle candele a simboleggiare la luce che illumina il mondo e che ogni fedele deve portare nella propria vita…

  • I tedeschi, il maiale e i padroni di niente

    I tedeschi, il maiale e i padroni di niente

    [Storia delle Cese n.117] da Ovaldo e Roberto Cipollone Come ben noto, nei paesi a spiccata connotazione rurale la sussistenza era legata in maniera strettissima all’andamento della campagna ed al buon esito dell’allevamento. Il maiale, in particolare, era una fonte imprescindibile di nutrimento per tutto l’anno. Così, si comprende facilmente quale potesse essere la preoccupazione…

  • Gli orfani e i minori ricoverati dopo il terremoto

    Gli orfani e i minori ricoverati dopo il terremoto

    [Storia delle Cese n.116] di Roberto Cipollone Una delle maggiori criticità legate al terremoto marsicano del 13 gennaio 1915 è stata certamente rappresentata dalla tutela dei minori rimasti orfani o privi di sostegno in seguito al sisma. Una schiera di giovani, bambini e neonati verso i quali sin dall’inizio si concentrarono le attenzioni e le…

  • Dice Pasqua Bbbufanìa: «Tutte le fésti le porto via»

    Dice Pasqua Bbbufanìa: «Tutte le fésti le porto via»

    [Storia delle Cese n.115] di Roberto Cipollone L’Epifania, dal greco “epiphàneia”, ossia “apparizione”, “rivelazione”, è la festa cristiana che celebra appunto la rivelazione di Dio agli uomini attraverso il manifestarsi di Gesù bambino ai Magi, il cui arrivo coincide con la prima “Pasqua”. Questo termine viene dunque associato al primo per indicare la “Pasqua Epifania”…

  • I tempi difficili e la mensa dei poveri

    I tempi difficili e la mensa dei poveri

    [Storia delle Cese n.114] da Osvaldo Cipollone Il nostro paese, come quelli del circondario, ha pagato un grosso tributo alle situazioni difficili del passato. In particolare, sia dopo la tragedia del terremoto del ’15, che nel periodo immediatamente successivo alla Seconda guerra mondiale, le difficoltà economiche ed i sacrifici contingenti hanno interessato quasi tutte le…

  • Il mistero delle sculture scomparse e… Leonardo Da Vinci

    Il mistero delle sculture scomparse e… Leonardo Da Vinci

    [Storia delle Cese n.113] da Mario Di Domenico C’è un doppio mistero tra i tesori dell’antica chiesa di Cese distrutta nel terremoto del 1915. Da alcune testimonianze fotografiche e verbali si sa, infatti, che le sculture in terracotta che ornavano l’altare maggiore si sono parzialmente salvate dal disastro del sisma, tanto da rientrare nel fondo…

  • Da “Dio e Patria” all’A.C. di Cese lungo 110 anni

    Da “Dio e Patria” all’A.C. di Cese lungo 110 anni

    [Storia delle Cese n.112] da Arianna, Manuela e Vincenzo Cipollone Dal Circolo “Dio e Patria” all’Azione Cattolica di Cese (Arianna) L’Azione Cattolica Italiana è l’associazione di laici più popolosa di tutti i tempi, e i suoi tempi, come per ogni cosa che si rispetti, sono finiti sulle pagine di una storia importante. Tra queste, le…

  • Levatrici e mammare. Quando si nasceva in casa

    Levatrici e mammare. Quando si nasceva in casa

    [Storia delle Cese n.110] da Osvaldo e Roberto Cipollone Sul certificato di nascita di molti ultra-settantenni di oggi è ancora riportato “Cese” come luogo di evento. Non Avezzano, che già aveva la propria struttura ospedaliera[1], ma Cese, semplicemente perché fino ai primi anni ’50, nella stragrande maggioranza dei casi, il parto avveniva in casa. Al…

  • “Adivi pregà de revenì”… I Caduti della 2a guerra mondiale

    “Adivi pregà de revenì”… I Caduti della 2a guerra mondiale

    [Storia delle Cese n.109] da Roberto Cipollone Le storie legate alla Seconda guerra mondiale sono moltissime. Si pensi a quelle dei tanti reduci, dei prigionieri, delle persone comuni che hanno dovuto convivere con l’occupazione, o a quanti hanno visto la propria vita stravolta, nel fisico, nella mente e negli affetti, da un conflitto che nessuno…

  • Quei voli in parapendio nel nostro cielo…

    Quei voli in parapendio nel nostro cielo…

    [Storia delle Cese n.107] di Roberto Cipollone Nei primi anni ’90 il nome di Cese era ben noto tra gli appassionati di parapendio, deltaplano e aeromodellismo per via della presenza di una base di partenza situata su Monte Cimarani, base tuttora esistente ma certamente meno utilizzata di un tempo. L’attività più praticata, allora e –…

  • Lo ‘mericanéjjo e l’uva delle Cese

    Lo ‘mericanéjjo e l’uva delle Cese

    [Storia delle Cese n.106] da Osvaldo Cipollone Viene chiamato “uva delle Cese” un vitigno che dà grappoli ed acini minuti, di colore bluastro e sapore dolce. Si parla dell’uva e del vino che a Cese venivano chiamati popolarmente “lo mericanéjjo”. In verità si tratta di una coltivazione tipica della nostra campagna che, secondo una versione…

  • La Pro Loco di “Cese dei Marsi” dal 1970 ad oggi

    La Pro Loco di “Cese dei Marsi” dal 1970 ad oggi

    [Storia delle Cese n.105] da Lorenzo Cipollone La Pro Loco di Cese è nata ufficialmente il 5 Aprile 1970, quando diverse persone, native o adottive, residenti e non, ma unite dall’interesse per il proprio paese, si recarono presso il notaio Arturo Di Giovanni di Avezzano per costituire la “Pro-Loco di Cese dei Marsi’’. L’ultima assemblea…

  • L’asilo delle suore

    L’asilo delle suore

    [Storia delle Cese n.104] da don Angelo Leonetti, Osvaldo Cipollone L’asilo di Cese è stato inaugurato il 10 maggio 1964, ma l’attività scolastica dedicata all’infanzia era iniziata già nel 1954, sempre sotto la responsabilità delle suore del Sacro Cuore. Nel discorso tenuto in occasione dell’inaugurazione dal parroco del tempo, Don Angelo Leonetti, si possono rintracciare…

  • “L’alberale” e altre forme di mutualità “cesaròla”

    “L’alberale” e altre forme di mutualità “cesaròla”

    [Storia delle Cese n.103] da Osvaldo Cipollone Negli anni Cinquanta del secolo scorso vigeva a Cese una consuetudine che, a suo modo, ha precorso i tempi. All’epoca, infatti, si poteva stipulare una convenzione sanitaria tra il medico condotto e gli abitanti. Si trattava in pratica di una sorta di assicurazione privata. Questo tipo di convenzione…

  • Osterie, cantine, bettole e bar

    Osterie, cantine, bettole e bar

    [Storia delle Cese n.102] da Roberto Cipollone, Elisa Cipollone, Emilio Faonio Nei paesi, si sa, i bar non rappresentano solo pure attività commerciali, ma fungono anche da luoghi di ritrovo e di svago, di socialità e di scambio, riferimenti ideali e pratici importanti per l’intera comunità. Questa vocazione e funzione era ancora più rilevante in…

  • “Santo Rocco”

    “Santo Rocco”

    [Storia delle Cese n.101] da Osvaldo e Roberto Cipollone, Mario Di Domenico Sulla chiesa di San Rocco esiste un documento ufficiale datato 10 dicembre 1854 che riporta la cronaca della benedizione del tempietto. Vi si legge: “Oggi li dieci dicembre anno mille ottocento cinquantaquattro, giorno di domenica, con solenne processione di tutti li confratelli e…

  • Jo carraggio

    Jo carraggio

    [Storia delle Cese n.99] da Osvaldo Cipollone Una delle consuetudini più singolari legate alle nozze era senz’altro quella “dejjo carràggio”. Era in voga in diversi paesi marsicani e prevedeva il trasloco del corredo della sposa dalla sua casa paterna a quella futura. Il giovedì precedente il matrimonio, infatti, si trasportavano in corteo mobili, utensili, vestiario,…

  • Leonardo Marso, un secondo umanista di Cese?

    Leonardo Marso, un secondo umanista di Cese?

    [Storia delle Cese n.98] di Roberto Cipollone Il nome di Leonardo Marso è comparso casualmente nel corso delle ricerche su Pietro Marso, ma la scoperta potrebbe aprire un nuovo scenario attorno alla possibile esistenza di una “scuola” umanistica marsicana quattro-cinquecentesca. La prima domanda da porsi, in tale prospettiva, è la seguente: oltre che a Pietro…

  • La “Madonna delle Grazie”, il nostro piccolo santuario

    La “Madonna delle Grazie”, il nostro piccolo santuario

    [Storia delle Cese n.97] da Osvaldo Cipollone Frammenti di storia e leggenda Dai documenti locali e da quelli dell’Archivio Diocesano non si riesce a stabilire con certezza l’anno di edificazione della chiesetta dedicata alla “Madonna delle Grazie”. Una testimonianza storica ricavata dallo stesso Archivio, ad ogni modo, riporta l’esistenza di un’edicola situata poco lontano dal…

  • Quelle strane foto della facciata della chiesa

    Quelle strane foto della facciata della chiesa

    [Storia delle Cese n.96] da Osvaldo e Roberto Cipollone Come sappiamo, il percorso di ricostruzione della chiesa madre dopo la distruzione del terremoto è stato difficile ed accidentato. I lavori, iniziati nel 1934, si sono protratti anche oltre l’inaugurazione ufficiale, avvenuta il 2 dicembre del 1946. A quella data, infatti, l’edificio non era del tutto…

  • 11 giugno ’44: le truppe neozelandesi entrano a Cese

    11 giugno ’44: le truppe neozelandesi entrano a Cese

    [Storia delle Cese n.95] da Roberto Cipollone Agli inizi di giugno del 1944 l’esercito nazista si ritirò frettolosamente dal territorio marsicano e gli Alleati raggiunsero l’area risalendo lungo la Valle Roveto. Una volta liberato il percorso dalle mine tedesche, certe di non trovare resistenza da parte dei nemici, le truppe entrarono nei paesi e nelle…

  • La devozione alla Santissima Trinità. Sempre viva

    La devozione alla Santissima Trinità. Sempre viva

    [Storia delle Cese n.94] di Roberto e Osvaldo Cipollone Una fede antica lega diversi paesi marsicani al Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra. Una devozione che non può spiegarsi con il semplice senso del pellegrinaggio cristiano, ma che conserva nella propria quota istintiva il significato profondo di una spiritualità impastata con la storia ed impreziosita…

  • Lo zuccherificio, le barbabietole e le “pese” delle Cese

    Lo zuccherificio, le barbabietole e le “pese” delle Cese

    [Storia delle Cese n.93] di Roberto Cipollone Cese ed i piani palentini hanno sempre mantenuto una vocazione agricola propria, distinta da quella del Fucino in quanto (giustamente) orientata verso quelle colture maggiormente adatte alle caratteristiche ed alle peculiarità del territorio. Il tratto che differenzia maggiormente la campagna palentina da quella fucense è certamente legato alla…

  • La chiesa di San Vincenzo, altro che “chiesa vecchia”

    La chiesa di San Vincenzo, altro che “chiesa vecchia”

    [Storia delle Cese n.92] da Osvaldo Cipollone, Mario Di Domenico, Roberto Cipollone Dopo il crollo della chiesa monumentale con il sisma del 1915, in paese venne costruito un nuovo edificio di culto dedicato al compatrono San Vincenzo e agli altri santi protettori del paese. La scritta incisa sulla facciata recita infatti “Vincentio Ferrerio ceterisque caesarum…

  • Quando Cese era meta di pellegrinaggio

    Quando Cese era meta di pellegrinaggio

    [Storia delle Cese n.91] da Mario Di Domenico e Osvaldo Cipollone Muzio Febonio, nel descrivere la presenza della tavola della Madonna nell’antica chiesa di Cese, nel 1678 ne sottolineava la collocazione sull’altare maggiore (“Est apté ornata, et in ara maiori, in qua Sacrata Deiparae Venerabilis Imago collocatur”), in evidente posizione privilegiata, per accogliere fedeli e…

  • Cese e i paesi vicini tra campanilismo, liti e rivalità

    Cese e i paesi vicini tra campanilismo, liti e rivalità

    [Storia delle Cese n.90] di Roberto e Osvaldo Cipollone Da che mondo è mondo, tra paesi vicini sono sempre esistiti rivalità e spirito di competizione. Il tanto noto “campanilismo”[1], che affonda le proprie radici nelle più ferree divisioni medioevali legate al sistema feudale, si è tradotto e si traduce non solo in forme di esaltazione…

  • Cinquanta lire e ‘na seggia. La tradizione teatrale a Cese

    Cinquanta lire e ‘na seggia. La tradizione teatrale a Cese

    [Storia delle Cese n.89] da Isaia e Osvaldo Cipollone Alla metà del XIX secolo un gruppetto di studenti di Cese volle cimentarsi con il teatro, riprendendo una bella tradizione iniziata probabilmente negli anni ‘20. Al tempo, proprio intorno agli anni ’50, si era resa disponibile la chiesa provvisoria del paese, denominata in seguito “chiesa vecchia”,…

  • Dalla Pasqua del 1300 alle gnàccole e le scùrdie

    Dalla Pasqua del 1300 alle gnàccole e le scùrdie

    [Storia delle Cese n.88] da Osvaldo Cipollone Le consuetudini e le particolarità legate al periodo pasquale sono ancora molte; alcune, tuttavia, sono scomparse con lo scorrere del tempo. Prima della Pasqua del 1324, in particolare, nella chiesa di Cese convennero i chierici e gli abati di ogni chiesa del circondario per versare il proprio contributo,…

  • Le lattaròle e l’oro bianco delle Cese

    Le lattaròle e l’oro bianco delle Cese

    [Storia delle Cese n.87] da Osvaldo e Roberto Cipollone Il vero e proprio commercio del latte a Cese è iniziato negli anni ’50, in seguito all’affermarsi in paese degli allevamenti di vacche della specie “brun’alpina”, adatta a produrre discrete quantità di latte. Già prima, a partire dagli anni ’20 e ’30, le stesse proprietarie di…

  • “Alla fonte”. Pozzi, fontane e fontanili

    “Alla fonte”. Pozzi, fontane e fontanili

    [Storia delle Cese n.86] da Osvaldo Cipollone A Cese l’acqua è sempre stata insufficiente per le esigenze igieniche ed alimentari delle persone e degli animali. In passato la si doveva attingere e “carià” (trasportare) dalle poche fontane sparse per il paese, presso  le quali avvenivano spesso storie di litigi e d’amore. Le ragazze che vi…

  • “Il paese è tunno tunno e ‘nnaméso ci sta un forno”

    “Il paese è tunno tunno e ‘nnaméso ci sta un forno”

    [Storia delle Cese n.85] da Osvaldo e Roberto Cipollone La struttura “urbanistica” di Cese si è ovviamente modificata nel tempo e la conformazione che vediamo attualmente è frutto non solo della ricostruzione post-terremoto, ma anche delle trasformazioni intervenute a livello architettonico, normativo, economico e socio-demografico. Dall’elenco delle costruzioni presenti nel XIX secolo emerge una visione…

  • 1876. Quando il tetto della chiesa crollò per la neve

    1876. Quando il tetto della chiesa crollò per la neve

    [Storia delle Cese n.84] di Roberto Cipollone Come noto, l’antica chiesa di Cese ha subito nel tempo numerose ristrutturazioni, alcune delle quali resesi necessarie in seguito ad eventi naturali. L’ultimo intervento di cui si ha notizia certa prima del devastante terremoto del 1915 risale all’anno 1876 ed è testimoniato da una lettera che il parroco…

  • La domenica dopo il matrimonio… rresci’ sposa

    La domenica dopo il matrimonio… rresci’ sposa

    [Storia delle Cese n.83] da Osvaldo Cipollone Durante la settimana successiva al matrimonio la sposa non si faceva vedere in pubblico; per almeno sette giorni, in pratica, non oltrepassava l’uscio di casa e se aveva bisogno di qualcosa doveva attendere la visita della madre, di una zia o di una sorella. Chi, ad esempio, si…

  • La nevicata del ’56… alle Cese

    La nevicata del ’56… alle Cese

    [Storia delle Cese n.82] da Osvaldo Cipollone e Giovan Battista Pitoni A cavallo dei mesi di gennaio e febbraio del 1956 avveniva un evento atmosferico straordinario, e sono ancora in molti ad averne impressi nella mente i ricordi e le immagini. La famosa “nevicata del ‘56” venne provocata da una rara perturbazione di aria gelida,…

  • Sant’Antonio Abate e San Sebastiano, culti e storie diverse

    Sant’Antonio Abate e San Sebastiano, culti e storie diverse

    [Storia delle Cese n.81] di Roberto e Osvaldo Cipollone Il freddo mese di gennaio ospita, lontano ma non troppo dall’Epifania, le ricorrenze dedicate a due Santi che nella devozione locale hanno ruoli molto differenti, ma detengono una propria particolare rilevanza. Una rima popolare ancora in vita, d’altra parte, recita “Dice Pasqua Bbbufanìa: Tutte le fésti…

  • Le pietre che hanno ricostruito

    Le pietre che hanno ricostruito

    [Storia delle Cese n.80] di Roberto Cipollone Dopo le scosse venne il silenzio.Le pietre cadute rimanevano lì, oramai inermi, ben custodite da polvere e calcinacci. Quando la disperazione passò, e non passò mai, venne l’esigenza di ripararsi. Dopo, molto dopo, si cominciò a ricostruire, molto spesso arrangiandosi alla meglio, altre volte adeguandosi alle previsioni edilizie.…

  • Don Giovanni Petracca e il suo “piccolo clero”

    Don Giovanni Petracca e il suo “piccolo clero”

    [Storia delle Cese n.79] da Fadino Ciavarelli Alcune storie si leggono tutte d’un fiato anche solo attraverso una foto. In questo caso si tratta di una foto scattata a San Massimo di Isola del Gran Sasso nel 1938 e ritrovata dopo anni da uno dei protagonisti grazie ad un nostro compaesano, Raffaele Petracca, nipote del…

  • Le ferratèlle e gli altri dolci di Natale

    Le ferratèlle e gli altri dolci di Natale

    [Storia delle Cese n.78] di Roberto Cipollone, con contenuti di Osvaldo Cipollone e Roberta Torge La cena di Natale non è mai una cena normale, e anche in passato si contraddistingueva sia per l’abbondanza che per la varietà del menù. Tuttavia, se i ricchi convivi oggi sono generalmente più frequenti, un tempo si limitavano a…

  • La Palentina, La Folgore e il calcio a Cese

    La Palentina, La Folgore e il calcio a Cese

    [Storia delle Cese n.77] di Roberto e Osvaldo Cipollone La pratica del calcio a Cese ha plausibilmente inizio circa un secolo fa. Al tempo (e fino a tutto il primo dopoguerra) in paese non erano ancora arrivati i palloni di cuoio, per cui i primi appassionati si adattavano modellando stracci e indumenti dismessi, tenuti insieme…

  • 1943/44. Un diario di guerra a Cese

    1943/44. Un diario di guerra a Cese

    [Storia delle Cese n.76] da Antonio Ricciardi Il 13 novembre 1943 due ragazzi poco più che ventenni arrivano a Cese nel tentativo di fare ritorno a casa, che per uno di loro vuol dire Palermo, quasi 900 chilometri a sud. Antonio è un ufficiale dell’esercito italiano oramai disciolto, dopo l’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre, e in…

  • La ‘mbasciata, la dichiarazione, la serenata

    La ‘mbasciata, la dichiarazione, la serenata

    [Storia delle Cese n.75] da Osvaldo Cipollone Un tempo, il percorso che conduceva dalla frequentazione all’altare era scandito da alcune tappe caratterizzate da diversi gradi di formalità. La ’mbasciata Nel momento in cui i familiari acquisivano informazioni certe sui ragazzi, il pretendente era costretto ad uscire allo scoperto ed a manifestare le proprie intenzioni alla…

  • Felice Antonio Cosimati, un notaio illustre

    Felice Antonio Cosimati, un notaio illustre

    [Storia delle Cese n.74] da Antonio Socciarelli e Osvaldo Cipollone Diverse persone di Cese si sono affermate e continuano ad affermarsi in campo civico e professionale. In passato, tuttavia, l’ascesa era probabilmente più complessa, soprattutto in considerazione del fatto che alcune professioni erano appannaggio di poche casate o famiglie privilegiate. Alla fine del ‘700, invece,…

  • I Caduti della prima guerra mondiale

    I Caduti della prima guerra mondiale

    [Storia delle Cese n.73] da Roberto Cipollone Il tema dei Caduti e delle vittime di guerra è da sempre delicato e di difficile perimetrazione. Per il problema delle fonti, anzitutto, che spesso risultano carenti e a tratti discordanti, ma anche per tutta una serie di dimensioni che non rientrano nella sfera prettamente documentale, ma attengono…

  • Il dialetto delle Cese. Non solo ‘na parlata

    Il dialetto delle Cese. Non solo ‘na parlata

    [Storia delle Cese n.72] da Osvaldo Cipollone I dialetti marsicani, come il resto dei dialetti abruzzesi, si presentano frammentati, influenzati come sono dalle vicende storiche della subregione, che già in epoca antica era divisa in due aree: quella a settentrione del lago Fucino, occupata dagli Equi/Equicoli, e quella a meridione, abitata dai Marsi. Gli idiomi…

  • Cese sede della diocesi. Oppure no?

    Cese sede della diocesi. Oppure no?

    [Storia delle Cese n.71] di Roberto Cipollone In tempi recenti si è riacceso il dibattito su un tema mai del tutto definito: Cese è stata sede della diocesi dei Marsi o, più semplicemente, uno dei luoghi di dimora dei vescovi marsicani? A riaccendere il dibattito ha contribuito il rinnovato interesse attorno alla famiglia dei Vescovi…

  • Diritti e confini tra Cese, Corcumello e Pagliara

    Diritti e confini tra Cese, Corcumello e Pagliara

    [Storia delle Cese n.70] da Osvaldo Cipollone Dai “cassetti della memoria” riemerge un’antica Ordinanza emanata dalla Suprema Commissione Feudale e facente parte degli “Atti del Comune di Cese”[1]. Il documento del 1854 riguarda i possedimenti tenuti da Cese nella contrada Cespugliara, situata sul versante Est del Monte Pao, la montagna che separa i Piani Palentini…

  • La costruzione delle “scòle vecchie”

    La costruzione delle “scòle vecchie”

    [Storia delle Cese n.69] di Roberto Cipollone Dalle testimonianze locali si sa che, nel periodo immediatamente successivo al terremoto, le scuole elementari di Cese vennero provvisoriamente dislocate all’interno di alcune baracche fatte costruire nella zona prossima ajjo Burghitto e ajj’Arborito (vicino all’attuale cabina elettrica). Raccontava al riguardo Lidia Petracca: “Nel 1918 arrivarono i prigionieri e…

  • I campi sperimentali e la rivolta di Cese degli anni ‘50

    I campi sperimentali e la rivolta di Cese degli anni ‘50

    [Storia delle Cese n.68] di Osvaldo Cipollone Intorno al 1950 il paese di Cese ed il territorio adiacente furono interessati da un avvenimento che sconvolse la naturale quiete del posto. Un giorno, infatti, si videro muovere verso la zona “dell’Ara” alcuni mezzi meccanici di inusuale fattura e funzione. I nostri compaesani, incuriositi, chiesero cosa avessero…

  • Alla Rafia e ajjo canalo

    Alla Rafia e ajjo canalo

    [Storia delle Cese n.66] di Osvaldo Cipollone Un tempo la vita in campagna occupava la quasi totalità del tempo anche per i più giovani. Dopo il periodo della mietitura e quello della trebbiatura, ad esempio, i ragazzi erano soliti darsi una rinfrescata nel vicino fiumiciattolo del paese, la Ràfia. Di solito prediligevano i punti in…

  • Le autolinee Cosimati

    Le autolinee Cosimati

    [Storia delle Cese n.65] di Roberto Cipollone Quello delle Autolinee Cosimati è un caso storico molto interessante, soprattutto perché racconta di un’imprenditorialità “di servizio” e “di famiglia” che nel tempo ha dimostrato di meritare il ruolo di rilievo riconosciutole nel territorio. L’attività nasce nella seconda metà degli anni ‘40 su iniziativa di Carmine Cosimati, che…

  • Padre Nazzareno dell’Addolorata, asceta

    Padre Nazzareno dell’Addolorata, asceta

    [Storia delle Cese n.64] da Osvaldo Cipollone e Padre Stefano Pompilio Fra i tanti religiosi della nostra comunità ce ne sono alcuni poco conosciuti, che hanno condotto una vita altamente riservata, arrivando quasi a recidere il legame che li univa alla famiglia d’origine. Questo non per conflittualità, ma semplicemente perché guidati dalla vocazione e ligi…

  • Il castello che non era un castello

    Il castello che non era un castello

    [Storia delle Cese n.63] da Mario Di Domenico Nella toponomastica di Cese antecedente il terremoto del 1915 figura una stradina con un nome particolare: Via Castello, corrispondente alle attuali Via Leopardi e Via Manzoni, nei pressi della chiesa. In paese, però, non ci sono mai stati manieri o fortezze, dunque quel “castello” non può essere…

  • Le mappe storiche e Le Chiese, Cesa, Cesi…

    Le mappe storiche e Le Chiese, Cesa, Cesi…

    [Storia delle Cese n.62] di Roberto Cipollone La storia della cartografia ha radici profondissime; basti pensare che la più vecchia mappa proveniente dall’antichità classica, la cosiddetta “mappa di Soleto” (una supposta mappa geografica del Salento raffigurata su un vaso), viene datata al VI-V secolo a.C. e che le più antiche rappresentazioni cartografiche cinesi rimaste risalgono…

  • Sant’Elisabetta

    Sant’Elisabetta

    [Storia delle Cese n.61] da Osvaldo Cipollone Sebbene modificata nel tempo, la ricorrenza legata alla festa di Santa Elisabetta resta fra le poche consuetudini che resistono tra le tradizioni religiose locali. Sull’origine di tale culto e sul legame tra la “visitazione della Beata Vergine” e la chiesetta della Madonna delle Grazie non si hanno notizie…

  • L’antico stendardo della SS.ma Trinità ed il suo restauro

    L’antico stendardo della SS.ma Trinità ed il suo restauro

    [Storia delle Cese n.60] da Osvaldo Cipollone Come alcuni sapranno, tra gli stendardi appartenenti alla chiesa di Cese ce n’è uno dedicato alla SS.ma Trinità che da tempo non risultava più utilizzabile a causa del deterioramento dei tessuti. Da una foto d’epoca, risalente a circa un secolo fa, emergono chiaramente le condizioni del drappo che…

  • I mezzadri, i braccianti, la fatica e l’armonia

    I mezzadri, i braccianti, la fatica e l’armonia

    [Storia delle Cese n.59] da Osvaldo Cipollone In qualche regione d’Italia molto probabilmente esiste ancora un tipo di contratto agrario vigente fino alla metà del secolo scorso anche nella nostra campagna. Parliamo della “mezzadria”, che regolava i rapporti tra proprietari di grossi appezzamenti terrieri ed i contadini che li coltivavano per loro conto; il contratto…

  • La terra delle Cese e i 52 “fuochi” del 1797

    La terra delle Cese e i 52 “fuochi” del 1797

    [Storia delle Cese n.58] da Lorenzo Giustiniani Lorenzo Giustiniani era un erudito napoletano ed alla fine del 1700 scrisse la sua opera maggiore, il “Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli”, i cui primi tre volumi furono pubblicati nel 1797. All’interno fortunatamente trova spazio anche una breve descrizione di Cese, con riferimenti al territorio, al…

  • Jo meso de maggio

    Jo meso de maggio

    [Storia delle Cese n.56] da Osvaldo Cipollone Alcune usanze religiose sono comuni a diversi paesi del circondario, ma spesso a Cese assumono caratteristiche del tutto particolari. Fino agli inizi del ‘900, ad esempio, era consuetudine assegnare per sorteggio lo stendardo raffigurante la Madonna ad una famiglia, la quale aveva l’onore di custodirlo per tutto l’arco…

  • Le zone della campagna. Una possibile storia dei nomi

    Le zone della campagna. Una possibile storia dei nomi

    [Storia delle Cese n.55] di Roberto e Osvaldo Cipollone, con il supporto di Francesco Alfonsi Alcune zone della campagna di Cese sono note un po’ a tutti, magari perché più frequentate, o semplicemente perché più spesso citate nei racconti, negli aneddoti, nelle disquisizioni sulle proprietà terriere. Altre invece, sconosciute ai più, rientrano nel dominio dei…

  • Le Cese e Pietraquaria, un legame forte

    Le Cese e Pietraquaria, un legame forte

    [Storia delle Cese n.54] da Osvaldo e Roberto Cipollone Il paese di Cese conserva da sempre un forte legame con la Madonna di Pietraquaria, in virtù di una “vicinanza” legata non solo alla breve distanza che separa l’abitato dal santuario montano. La devozione per Maria SS.ma di Pietraquaria è il sentimento che più profondamente ha…

  • La dote e j’apprézzo

    La dote e j’apprézzo

    [Storia delle Cese n.53] da Osvaldo Cipollone L’accettazione del “contratto di fidanzamento” tra due giovani implicava quasi sempre la verifica della “róbba”, ossia della proprietà, delle terre e della dote. La dote era dunque il bene primario che la sposa riceveva dai genitori; una parte del patrimonio familiare, avuto come anticipo o come lascito definitivo.…

  • Padre Valeriano Marchionni, una giovane vita per gli altri

    Padre Valeriano Marchionni, una giovane vita per gli altri

    [Storia delle Cese n.52] da Ermanno Di Matteo “Ha fatto della sua vita come un ferro …”, così si legge nella lapide murata sulla tomba monumentale di Padre Valeriano Marchionni a Soavinandriana. Ordinato Sacerdote Trinitario nel 1925 insieme al fratello Padre Ignazio, dopo neanche un anno era partito Missionario in Madagascar approdando lì il 2…

  • Perché il “traforetto” dell’Arunzo riguarda anche Cese

    Perché il “traforetto” dell’Arunzo riguarda anche Cese

    [Storia delle Cese n.51] da Primo Di Nicola e Francesco Proia Molti saranno a conoscenza del canale di origine romana scavato tra Castellafiume e Corcumello, sotto il monte Arunzo (o Aurunzo). Quello noto anche come “canale Arunzio”[1] riveste in realtà una rilevanza del tutto particolare e conserva alcuni tratti ancora da decifrare. Primo fra tutti,…

  • La morra

    La morra

    [Storia delle Cese n.50] da Osvaldo Cipollone La morra è un gioco dalle origini antichissime. Possiamo ritrovarne traccia addirittura nell’antico Egitto: in una tomba di un alto dignitario di corte si vede chiaramente il defunto stendere il braccio con un numero, contrapposto ad un altro giocatore. Sebbene vi siano indizi dello stesso gioco anche tra…

  • 1509: Erasmo da Rotterdam va a conoscere Pietro Marso, il Cesense

    1509: Erasmo da Rotterdam va a conoscere Pietro Marso, il Cesense

    [Storia delle Cese n.49] di Roberto Cipollone Anno del Signore 1509. Sullo scranno papale siede Giulio II, grande mecenate noto alle cronache come il “Papa terribile”. Sempre a Roma, nella canonica di San Lorenzo in Damaso, il più illustre umanista europeo, Erasmo da Rotterdam, va a visitare un professore universitario e latinista nato 68 anni…

  • Quel dottore e i tre “invincibili a tavola” di fine ‘800

    Quel dottore e i tre “invincibili a tavola” di fine ‘800

    [Storia delle Cese n.48] da Nicola Marcone Nicola Marcone è stato uno dei pochi viaggiatori a riportare cenni descrittivi su Cese in un’epoca in cui i narratori si soffermavano soltanto sui centri abitati maggiormente noti. Provenendo da Roma, alla fine dell’800 Marcone si trovò a visitare alcune località della Marsica per poi raccogliere le proprie…

  • Quando nel 1962 volevamo staccarci da Avezzano

    Quando nel 1962 volevamo staccarci da Avezzano

    [Storia delle Cese n.47] di Osvaldo e Roberto Cipollone Nel 1962 gli abitanti di Cese inviarono una petizione al Prefetto dell’Aquila, chiedendo che la frazione non fosse più amministrata dal Comune di Avezzano, bensì da quello di Scurcola. Gli stessi Cesensi si dichiaravano “stanchi dell’abbandono più completo” in cui si trovava il paese. L’istanza, sottoscritta…

  • Cese dei Marsi, o forse degli Equi?

    Cese dei Marsi, o forse degli Equi?

    [Storia delle Cese n.46] da Giuseppe Grossi Nelle notazioni locali, al di là della denominazione amministrativa di “Cese di Avezzano”, il nostro paese appare sovente come “Cese dei Marsi”. In alcune ricostruzioni cartografiche, tuttavia, l’intero territorio palentino viene ascritto ad uno dei popoli confinanti con i Marsi, quello degli Equi (“Aequi”). La questione sarà facilmente…

  • Il sacrificio del maiale

    Il sacrificio del maiale

    [Storia delle Cese n.45] da testimonianze locali Quelli della mia generazione se le ricordano ancora, le scene e le urla straziate dei maiali che andavano al sacrificio. Con gli occhi di oggi le stesse scene ci apparirebbero crudeli e impietose, ma quelli erano i sistemi “naturali”, mutuati dai padri, che mescolavano nei rituali dell’uccisione le…

  • “Un grande grido… poi il terremoto”

    “Un grande grido… poi il terremoto”

    [Storia delle Cese n.44] da Osvaldo Cipollone Vincenzo Cipollone “de Papparéjjo” era nato il 9 novembre 1902. Nel 1993, alla veneranda età di 91 anni, è stato intervistato da Osvaldo Cipollone ed in quell’occasione ha condiviso con lui moltissimi dettagli della storia e delle tradizioni di Cese. E’ tuttavia sul tema del terremoto che il…

  • La consanguineità tra i cesensi

    La consanguineità tra i cesensi

    [Storia delle Cese n.43] da Italo Cipollone Fino al secondo dopoguerra, le condizioni economiche e le difficoltà nelle comunicazioni facevano di Cese una comunità “chiusa” ed i suoi abitanti “isolati genetici”. Moltissimi matrimoni avvenivano tra consanguinei realizzando quella che in biodemografia viene definita “linea pura” o “inincrociata”. Il matrimonio tra consanguinei è definito per “linea…

  • La tregua di Natale del 1943

    La tregua di Natale del 1943

    [Storia delle Cese n.42] da Osvaldo e Roberto Cipollone Anche Cese, nel suo piccolo, ha generato una propria “tregua di Natale”, il 24 dicembre del 1943, quasi trent’anni dopo la tregua più famosa del 1914 (all’inizio della prima guerra mondiale), raccontata magistralmente nel film del 2005 scritto e diretto da Christian Carion. A Cese, alla…

  • La chiesetta di Santa Lucia

    La chiesetta di Santa Lucia

    [Storia delle Cese n.41] da Osvaldo Cipollone e Mario Di Domenico Attualmente Cese ha tre chiese, ma in passato ne esisteva certamente una quarta, dedicata a Santa Lucia, che sorgeva all’inizio del paese giungendo da Cappelle, come scrive Osvaldo Cipollone in “Orme di un borgo”. “A Cese, oltre alle tre chiese attuali, ne esisteva un’altra…

  • I canti popolari di Cese

    I canti popolari di Cese

    [Storia delle Cese n.40] di Luigi, Osvaldo e Roberto Cipollone Esistono diversi canti popolari dedicati a Cese o riconducibili al paese. Uno dei più antichi è quello che porta il titolo di “Cese belle”. Dello spartito musicale di questo brano non è giunta a noi traccia ed il testo evidenzia alcune forme non esattamente riconducibili…

  • L’Università delle Cese

    L’Università delle Cese

    [Storia delle Cese n.39] da Lorenzo e Osvaldo Cipollone Il termine “università” non deve trarre in inganno per l’attuale accostamento con le “università degli studi”. “Universitas” è infatti il termine che generalmente indicava i comuni dell’Italia meridionale, sorti già sotto la dominazione longobarda e successivamente infeudati con le conquiste dei Normanni. La loro evoluzione storica…

  • “Santo Martino”

    “Santo Martino”

    [Storia delle Cese n.38] da Osvaldo Cipollone Solitamente era nella sera del 10, vigilia di San Martino, che il paese respirava un’aria insolita, ed i vicoli, le cantine e le abitazioni vivevano a pieno l’euforia del momento. La gente, come d’incanto, si rallegrava d’entusiasmo; anche il mosto, prossimo a diventare vino, sembrava impaziente. Profumi diversi…

  • Il giorno dei morti, i papiri a Camposanto

    Il giorno dei morti, i papiri a Camposanto

    [Storia delle Cese n.37] di Roberto Cipollone A Cese ancora oggi resistono diversi rituali legati al culto dei defunti, con particolare riguardo alla commemorazione del 2 novembre ed all’intero mese, considerato “jo méso dejji morti”. Tra le consuetudini scomparse si ricorda quella particolarissima secondo cui, nel giorno della commemorazione dei defunti, si portavano in chiesa…

  • La ‘ncioccata, j’occhitto, le prime occasioni d’incontro

    La ‘ncioccata, j’occhitto, le prime occasioni d’incontro

    [Storia delle Cese n.36] da Osvaldo Cipollone La “’ncioccata” rievoca una situazione del passato dal forte richiamo simbolico. Come facilmente intuibile, il termine deriva da “ciocco”, ossia grosso pezzo di legna da ardere, tradizionalmente legato alla sera di Natale, quando si utilizza(va) per riscaldare, assieme alla casa, anche il Bambinello. In un tempo in cui…

  • La ricostruzione e il progetto mai realizzato della chiesa “gemella”

    La ricostruzione e il progetto mai realizzato della chiesa “gemella”

    [Storia delle Cese n.35] da Simonetta Ciranna, Patrizia Montuori La ricostruzione post-sisma del 1915 fu certamente complessa e incontrò diverse difficoltà progettuali e realizzative. Molti edifici di culto, in particolare, dovettero essere ricostruiti ex-novo, spesso secondo un stesso modello replicato in diverse varianti a seconda del pregio e dei costi di realizzazione. In tale contesto…

  • Le famiglie allargate e la ‘ndufata

    Le famiglie allargate e la ‘ndufata

    [Storia delle Cese n.34] da Osvaldo Cipollone Dopo il terremoto del 1915 ed in seguito alle due guerre mondiali, erano molte le famiglie di Cese che avevano perso uno o più componenti. Le vedove che avevano anche figli da mantenere spesso passavano a seconde nozze; non sono stati rari i casi in cui, risposandosi, abbiano…

  • La Dea Pale, i Campi Valentini e il Piano di Palenta

    La Dea Pale, i Campi Valentini e il Piano di Palenta

    [Storia delle Cese n.33] di Roberto Cipollone La vita e la storia di Cese sono strettamente legati al territorio dei Piani Palentini, da sempre al centro delle vicende del paese non solo per gli aspetti economico-produttivi legati alla vocazione agreste del luogo, ma anche per la collocazione geografica e per le relazioni con gli altri…

  • 1917. Poche baracche, senza corrente né strade

    1917. Poche baracche, senza corrente né strade

    [Storia delle Cese n.32] di Roberto Cipollone Le criticità avvertire ed affrontate dai cesensi nella propria vita quotidiana hanno tracce ormai secolari. Risalgono al 1917, in particolare, due reclami presentati dagli abitanti del paese in relazione alle difficoltà emerse soprattutto nel post-terremoto.Nel primo reclamo, inviato al Ministero dell’Interno, l’accento è posto sul tema della costruzione…

  • Pietro Marso: i primi anni e il legame con Cese

    Pietro Marso: i primi anni e il legame con Cese

    [Storia delle Cese n.31] da Roberto Cipollone e Mario Di Domenico Pietro Marso nacque a Cese in una data che deve collocarsi intorno al 30 Ottobre 1441, in base ad un obituario[1] attestante come data di morte il 30 Dicembre 1511[2]. Nell’epitaffio del Marso, voluto da suo nipote Ascanio ed anticamente conservato in San Lorenzo…

  • Che c’entra Cese con la Battaglia dei Piani Palentini

    Che c’entra Cese con la Battaglia dei Piani Palentini

    [Storia delle Cese n.30] da Angelo Melchiorre e Giuseppe Cipollone La bibliografia sulla battaglia dei Piani Palentini è ormai sterminata. Dal famoso verso di Dante (cui si deve la consacrazione del nome di “Battaglia di Tagliacozzo”) ad oggi, poeti e narratori e storici di ogni tendenza e di ogni nazionalità hanno ricordato soprattutto la patetica…

  • L’antica chiesa di Cese. Tesori salvati

    L’antica chiesa di Cese. Tesori salvati

    [Storia delle Cese n.29] da Mario Di Domenico Alcuni “tesori” si sono fortunatamente salvati dalla distruzione dell’antica chiesa di Cese nel terremoto del 13 gennaio 1915. Il più noto e prestigioso è senza dubbio la tavola della Madonna delle Cese di Andrea Di Litio, ma in paese ci sono ancora oggi altre testimonianze artistiche poco…

  • Fra’ Bonaventura da Cese. Storia e voci

    Fra’ Bonaventura da Cese. Storia e voci

    [Storia delle Cese n.28] da Giovanni Pagani, Mario Di Domenico, Osvaldo Cipollone Giovanni Pagani include nel suo “Luci di nostra gente: Avezzanesi illustri” la figura di Fra’ Bonaventura da Cese, vissuto nel XIII secolo. Le fonti storiche sul frate cesense sono però labili e non sempre concordi. Ecco quanto riporta Pagani. La tradizione vuole che…

  • Un soldato ungherese ajjo “Colle Streppìto”

    Un soldato ungherese ajjo “Colle Streppìto”

    [Storia delle Cese n.27] di Roberto Cipollone C’era una fibbia metallica in un terreno da poco arato nella campagna di Cese, in zona “Colle Streppìto”. Nei pressi, tegolame e pietre lavorate che riconducono con tutta probabilità alla presenza nell’area di un’antica villa romana. Ma quella fibbia metallica è davvero uno strano ritrovamento.Risulta infatti essere parte…

  • Il giorno delle nozze

    Il giorno delle nozze

    [Storia delle Cese n.25] da Osvaldo Cipollone Agli inizi del ventesimo secolo il vestito della sposa non era necessariamente bianco, ma di sovente aveva tonalità pastello. Lo spreco non era ammissibile, dunque bisognava fare in modo che le donne potessero indossare il capo anche in altre occasioni importanti. Molte giovani chiedevano il vestito in prestito…

  • Don Baldassarre Quadrano, il prete bandito

    Don Baldassarre Quadrano, il prete bandito

    [Storia delle Cese n.24] da Fulvio D’Amore, Osvaldo Cipollone, Antonio M. Socciarelli, Ermanno Grassi e Pino Coscetta Il fenomeno del banditismo/brigantaggio antispagnolo nacque agli inizi del 1500, si sviluppò rapidamente in tutto il Regno di Napoli e arrivò in Abruzzo verso la fine del secolo. Qui ebbe come capo incontrastato Marco Sciarra, detto “re della…

  • “Santa Barbora”

    “Santa Barbora”

    [Storia delle Cese n.23] di Roberto Cipollone, con testi tratti da Osvaldo e Lorenzo Cipollone, Giuseppe Grossi Sulla catena Cimarani-San Felice è presente un altarino, a cui nel 1994 è stata affiancata una croce in ferro, ricostruito sulle spoglie di una cappellina che avrebbe origine cinquecentesca. Su quell’altarino oggi campeggia l’immagine di San Barnaba, ma…

  • La scuola prima del terremoto

    La scuola prima del terremoto

    [Storia delle Cese n.22] di Roberto Cipollone Uno dei primi documenti che testimoniano l’esistenza di un’educazione scolastica “formale” a Cese è del 1817 e consiste in una “Tabella dello stato semestrale degli scolari della scuola primaria del Comune di Cese”. La stessa educazione scolastica era impartita dagli “Istitutori”, coincidenti di fatto con i parroci; nel…

  • Le bande musicali di Cese

    Le bande musicali di Cese

    [Storia delle Cese n.21] da Osvaldo e Roberto Cipollone, Gianluca Tarquinio L’esistenza della banda musicale di Cese viene fatta risalire al 1889, sotto la guida del quarantenne Gabriele Di Marco di Capistrello; aveva un organico di 14 elementi (5 clarinetti, un basso, 2 piatti, 2 trombe, un trombone, 3 tamburi) e provava in un’aula della…

  • San Vincenzo Ferrer, compatrono

    San Vincenzo Ferrer, compatrono

    [Storia delle Cese n.20] da Osvaldo Cipollone Da tempi remoti Cese ha due compatroni: la Madonna e San Vincenzo Ferreri, a cui è dedicata la chiesa (detta popolarmente “vecchia”) eretta in pochissimo tempo nel 1925, grazie al contributo dei parrocchiani e dei cesensi emigrati, oltre che alla dedizione dell’allora parroco don Vittorio Braccioni. Sulla facciata…

  • Gli antichi monumenti funerari ritrovati a Cese

    Gli antichi monumenti funerari ritrovati a Cese

    [Storia delle Cese n.19] da Mario Di Domenico, Hubert Devijver e Frank Van Wonterghem Il simbolismo funerario nei monumenti sepolcrali è una costante dello spirito religioso di tutte le genti, in particolar modo di quelle antiche. Per la gente comune e di medio rango, la stele si componeva solitamente del solo testo rituale riproducente i…

  • “O la Marsigliese, o il caos!”

    “O la Marsigliese, o il caos!”

    [Storia delle Cese n.18] da Osvaldo Cipollone e Armando Palanza Agli inizi del ‘900, dopo il prosciugamento del lago del Fucino, la popolazione marsicana rivendicava un’equa ripartizione delle terre coltivabili e a quel tempo amministrate dalla famiglia Torlonia, realizzatrice del progetto. I contadini protestavano contro la speculazione e lo sfruttamento di chi riempiva i granai…

  • Padre Antonio Tchang, la guerra e Cese

    Padre Antonio Tchang, la guerra e Cese

    [Storia delle Cese n.17] da Osvaldo e Roberto Cipollone Padre Antonio Tchang era un francescano nato in Cina nel 1911. Allo scoppio della seconda guerra mondiale fu nominato cappellano di un campo di internamento e nel 1941 ricevette dalla Santa Sede l’incarico di assistente spirituale del campo di Isola del Gran Sasso, in provincia di…

  • La Pasqua e jo furno

    La Pasqua e jo furno

    [Storia delle Cese n.16] da Osvaldo Cipollone La domenica di Pasqua un tempo era preceduta da intensi preparativi. Le donne ripulivano stoviglie, posate e casseruole strofinandovi sopra aceto, sale, cenere o sabbia bagnate. Spolveravano ogni angolo della casa e risciacquavano il corredo proprio come per le fatidiche “pulizie di Pasqua”. Preparavano, inoltre, dolci e leccornie…

  • Quel prete di Cese che sparò ai briganti

    Quel prete di Cese che sparò ai briganti

    [Storia delle Cese n.15] da Roberto Cipollone Dopo il 1860 il fenomeno del brigantaggio esplose anche nella Marsica e nell’aquilano, così come nel resto del Meridione, fomentato da motivi di chiara ostilità nei riguardi di un governo, quello unitario piemontese, che veniva visto come estraneo e ostile. Nella nostra zona, tuttavia, la matrice politica del…

  • Le antiche fortezze di montagna

    Le antiche fortezze di montagna

    [Storia delle Cese n.14] da Giuseppe Grossi Nel territorio di Avezzano esistevano, al tempo dei popoli italici marsicani, diversi abitati fortificati, concentrati soprattutto sulle alture dominanti le piane e le valli in modo da controllare e difendere il territorio agricolo e di pascolo della comunità locale. Di questi centri fortificati della prima età del ferro,…

  • Padre Domenico da Cese

    Padre Domenico da Cese

    [Storia delle Cese n.13] da Osvaldo e Roberto Cipollone Emidio Petracca, il futuro Padre Domenico, nasce a Cese il 27 marzo 1905 da Giovanni Petracca e Caterina Tucceri, al n. 30 di Via Isonzo (all’epoca “Via del Pozzo”). A quei tempi il battesimo veniva celebrato subito dopo la nascita, e così avviene anche per quel…

  • L’antica chiesa di Cese. Tesori perduti

    L’antica chiesa di Cese. Tesori perduti

    [Storia delle Cese n.12] da Mario Di Domenico Il maggiore tempio religioso della comunità cesense fu eretto, ad opera del monachesimo benedettino, sulle rovine abbandonate di una villa coloniale romana. Il Vescovo Didaco Petra la descriveva così a seguito della sua visita pastorale del 19-20 maggio 1671: “La chiesa era di una sola navata ed…

  • La passatèlla

    La passatèlla

    [Storia delle Cese n.11] da Osvaldo Cipollone (con il contributo di Michele Cipollone) Oltre al gioco delle bocce ed alla morra, gli uomini di Cese praticavano (e praticano) volentieri anche quello delle carte. Una caratteristica del tutto particolare risiedeva nel fatto che al termine di ogni partita si svolgeva la “primiera” a cui seguiva la…

  • Piazza dejj’aseni, ‘n sulle mura…

    Piazza dejj’aseni, ‘n sulle mura…

    [Storia delle Cese n.10] da Osvaldo Cipollone La maggior parte delle circa 50 vie e piazze di Cese porta oggi il nome di poeti, scrittori, storici, letterati e studiosi (tra i 30 nomi illustri ricordiamo Paolo Marso e Pietro Marso, cui sono dedicate rispettivamente le ex Via Napoli e Via Roma). Solo quattro sono dedicate…

  • Sul nome delle Cese

    Sul nome delle Cese

    [Storia delle Cese n.9] da Mario Di Domenico Per comodità del lettore è sembrato opportuno trascrivere le tesi sulle origini di Cese formulate dai maggiori autori di storie locali marsicane. In primis quella del Febonio, al quale senza dubbio e con doveroso rispetto porgiamo la corona agonale, poi Antinori, Corsignani e Di Pietro. Tesi del…

  • Nazario Sauro tra le macerie di Cese

    Nazario Sauro tra le macerie di Cese

    [Storia delle Cese n.8] da Romano Sauro Per tutto il tempo che – la mia famiglia ed io – siamo rimasti lì tra Le Cese, Sante Marie e Avezzano, la mia immaginazione e la mia mente erravano riconducendomi a quel triste e lontano 13 gennaio 1915, quando il sisma distrusse la terra della Marsica causando…

  • Famiglie e cognomi di Cese

    Famiglie e cognomi di Cese

    [Storia delle Cese n.7] da Italo Cipollone Tredici famiglie, avendo abitato a Cese almeno dal 1600, o comunque da molti più anni rispetto alle altre, le definisco autoctone. I Bartolucci sono a Cese da moltissimo tempo, probabilmente dalla fine del 1500. Una presenza che si è andata però via via riducendo: all’inizio del 1800 era…


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