Categoria: Persone

  • I presepi viventi a Cese, emozione e luce

    I presepi viventi a Cese, emozione e luce

    [Storia delle Cese n.186] di Roberto Cipollone Nel 1223 San Francesco ricostruiva a Greccio le scene della Natività con persone ed animali, realizzando in questo modo la prima rievocazione della nascita di Gesù, che nei secoli successivi sarebbe stata replicata in tutte le case del mondo. Secondo la tradizione, in Abruzzo il primo presepe sarebbe…

  • Cese e Berisso, storia di una fratellanza

    Cese e Berisso, storia di una fratellanza

    [Storia delle Cese n.185] da Roberto Cipollone, Annunziata Guidoni, Roberta Torge, Mario Petracca «Non so come si possano spiegare certe cose. È stato come se la Madonna di Cese mi avesse ispirato questo desiderio, e io l’ho sentito crescere in me. È stata una gioia grande poter portare l’immagine della Madonna ai nostri compaesani emigrati…

  • Il cantoniere, lo scopino. Mestieri scomparsi

    Il cantoniere, lo scopino. Mestieri scomparsi

    [Storia delle Cese n.184] di Osvaldo e Roberto Cipollone Alcune figure professionali sono gradualmente scomparse nel tempo assieme alle attività legate a fasi storiche oramai superate. Oggi sarebbe quasi impensabile pensare a un addetto alla cura del manto stradale, degli scoli e delle caditoie, al taglio dell’erba sulle banchine e alla pulizia dei fossi, alla…

  • Il prete artista, gli allievi e… i pittori danesi

    Il prete artista, gli allievi e… i pittori danesi

    [Storia delle Cese n.183] di Roberto Cipollone su testi di Osvaldo Cipollone “Uomo di chiesa e d’arte”, così si potrebbe definire don Vittorio Braccioni, parroco a Cese dal 1921 al 1946, per mettere insieme la vocazione religiosa, certamente centrale nella sua vita, e quella artistica, dalle molteplici espressioni. Due dimensioni che hanno imparato a convivere…

  • Prime tracce e rare storie dei reduci di guerra

    Prime tracce e rare storie dei reduci di guerra

    [Storia delle Cese n.182] di Roberto Cipollone I temi legati alla guerra sono tanto ampi quanto di profondo impatto in termini di coinvolgimento emotivo e memoria familiare, e non si esauriscono con le seppur rilevantissime ricostruzioni relative ai Caduti e alle vittime di guerra. Un’altra grande parte di questa tematica è quella relativa alle storie…

  • La “bbòrza”, le “posate”, “jo recónzolo”. Il culto della morte

    La “bbòrza”, le “posate”, “jo recónzolo”. Il culto della morte

    [Storia delle Cese n.181] di Osvaldo e Roberto Cipollone Attorno al culto dei defunti ruotano diversi rituali e alcune consuetudini che sono in parte arrivate sino ai giorni nostri. Altre non sono sopravvissute al tempo e restano scolpite nel passato con tutta la loro antica aura. In passato, quando una persona in là con gli…

  • Carrettieri, trasportatori, poesia e lavoro

    Carrettieri, trasportatori, poesia e lavoro

    [Storia delle Cese n.180] da Osvaldo Cipollone Nelle aree interne come la nostra, tagliate fuori dai tracciati ferroviari ed estranee ai principali nodi di scambio, prima dell’avvento dei mezzi pubblici i trasporti erano assicurati, in maniera più o meno organizzata ma sempre su richiesta, da poche figure come quelle dei “carrettieri”. Si trattava in sostanza…

  • Jo preggiudico. Ruolo e tipi di soprannome a Cese

    Jo preggiudico. Ruolo e tipi di soprannome a Cese

    [Storia delle Cese n.179] di Roberto Cipollone Il termine “soprannome”, attestato in italiano fin dagli inizi del 1300, richiama il latino supernomen che designava un’aggiunta ai tre elementi che formavano il sistema onomastico latino, ossia praenomen, nomen e cognomen. Le funzioni del soprannome sono diverse, ma il ruolo fondamentale è quello di rendere un individuo…

  • I missionari di Cese nel mondo

    I missionari di Cese nel mondo

    [Storia delle Cese n.178] da Osvaldo e Roberto Cipollone I religiosi di Cese si sono particolarmente distinti, all’interno della lunga opera missionaria promossa dalla Chiesa soprattutto nel Novecento, nell’impresa di arrivare ai quattro angoli della Terra come seme di speranza per costruire un mondo più fraterno. Senza andare troppo indietro nel tempo, spicca certamente in…

  • Quel bersagliere di Cese alla “breccia di Porta Pia”

    Quel bersagliere di Cese alla “breccia di Porta Pia”

    [Storia delle Cese n.177] di Roberto Cipollone Il 20 settembre 1870 è la data che sancisce la definitiva conquista di Roma da parte del Regno d’Italia. Con la breccia di Porta Pia e la “presa di Roma”, atto finale di una lunga lotta combattuta sia sul campo di battaglia che su quello diplomatico[1], cade lo…

  • L’istruzione dal post-terremoto alle nuove scuole elementari

    L’istruzione dal post-terremoto alle nuove scuole elementari

    [Storia delle Cese n.176] di Osvaldo e Roberto Cipollone Dopo le ingenti difficoltà vissute negli anni della prima guerra mondiale, del post-terremoto e della ricostruzione, anche a Cese negli anni ’20 tornò a funzionare l’istruzione pubblica con la riapertura delle scuole elementari formate da diverse classi affollate. L’edificio scolastico era stato terminato intorno al 1923,…

  • Ambulanti, cinciari, z’a ‘Ndunélla e zio Domenico

    Ambulanti, cinciari, z’a ‘Ndunélla e zio Domenico

    [Storia delle Cese n.175] da Osvaldo Cipollone Nei secoli scorsi, diversi beni di consumo arrivavano nei paesi grazie ai venditori ambulanti, che giravano con e senza licenza per proporre la propria merce consistente essenzialmente in generi alimentari, tessuti e chincaglieria, mentre altri ambulanti offrivano non beni ma servizi, primi fra tutti quelli di riparazione e…

  • La “marrata”, rituale di affetto e di… risarcimento

    La “marrata”, rituale di affetto e di… risarcimento

    [Storia delle Cese n.173] di Osvaldo e Roberto Cipollone Le forme della tradizione popolare legate al matrimonio sono molto numerose e si rifanno in alcuni casi a consuetudini e prassi anche molte antiche. In particolare, quando una ragazza del posto andava in sposa ad un “forestiero”, accettando di stabilirsi altrove, gli amici ed i familiari…

  • Il circolo giovanile culturale e ricreativo Palentino

    Il circolo giovanile culturale e ricreativo Palentino

    [Storia delle Cese n.172] di Osvaldo e Roberto Cipollone Nel periodo a cavallo tra gli anni ’60 ed i primi anni ’70 si sono sviluppate in paese alcune iniziative di carattere sociale, culturale e ricreativo che hanno rappresentato a loro modo un passaggio importante nell’evoluzione di Cese. Prima di allora, ossia fino agli anni ’50,…

  • Giovanni Paolo Tomei, un notaio al servizio dei Colonna

    Giovanni Paolo Tomei, un notaio al servizio dei Colonna

    [Storia delle Cese n.171] da Roberto Cipollone, Fulvio D’Amore, Mario Di Domenico, Antonio M. Socciarelli Nella realtà cesense del XVII secolo emerge come figura di spicco quella di Giovanni Paolo Tomei, affermato notaio del quale sono rimaste diverse tracce nei documenti d’archivio locali. Ad oggi non ne conosciamo anno di nascita e di morte, né…

  • Don Amerigo e don Francesco Petracca, che non piegarono mai la testa

    Don Amerigo e don Francesco Petracca, che non piegarono mai la testa

    [Storia delle Cese n.170] di Osvaldo e Roberto Cipollone Come molti altri uomini di chiesa, durante il periodo di occupazione tedesca anche un sacerdote originario di Cese, don Amerigo Petracca (1908-1980), dovette affrontare situazioni drammatiche. Avvenne in particolare quando il “centurione” della milizia volontaria[1] denunciò al vescovo Mons. Bagnoli un nutrito numero di preti marsicani,…

  • L’orrore della deportazione, poi la libertà, casa, Cese

    L’orrore della deportazione, poi la libertà, casa, Cese

    [Storia delle Cese n.169] da Eugenio Cipollone Venti anni. Secondo Conflitto Mondiale. Non sai cosa sia. Sai solo che qualcuno, o qualcosa, ti chiede di presentarti per andare a combattere. Non c’è modo di ragionare, né la possibilità di contestare. Solo obbedire. Oggi le cause di un conflitto si conoscono (quasi sempre) bene, ma è…

  • Le fiere, “jo strašcìno” e i sensali

    Le fiere, “jo strašcìno” e i sensali

    [Storia delle Cese n.168] di Osvaldo Cipollone Uno degli eventi centrali della vita rurale del passato era certamente quello della mietitura, in vista della quale contadini e massaie si attivavano già molto tempo prima che il grano arrivasse alla giusta maturazione. Gli uomini, in particolare, riprendevano le falci messorie (“i sarrìcchi”) per rigenerarne manici e…

  • Scritte, volantini. Le contestazioni degli anni ’70

    Scritte, volantini. Le contestazioni degli anni ’70

    [Storia delle Cese n.166] da Osvaldo e Renzo Cipollone Per un periodo ben definito, nei primi anni ‘70, serpeggiava tra studenti e giovani del posto una certa forza critica volta ad evidenziare alcuni problemi, anche non strettamente politici. Criticando abitudini e consuetudini, con specifiche iniziative si mettevano anonimamente alla berlina le autorità e anche gli…

  • I mastri, i muratori e l’arte di costruire

    I mastri, i muratori e l’arte di costruire

    [Storia delle Cese n.164] da Osvaldo Cipollone A Cese non sono mai mancati costruttori, muratori, carpentieri e manovali. A memoria d’uomo, tra i primi ad avere costruito di sana pianta la propria e le altrui abitazioni va citato Pietropaolo Ciciarelli (“jo sacrastano”, classe 1864), il quale, fra l’altro, ha realizzato il primo ponte che ha…

  • Il Re a Cese e altre ipotesi fantasiose

    Il Re a Cese e altre ipotesi fantasiose

    [Storia delle Cese n.162] di Roberto Cipollone A metà tra le storie documentate e le leggende, di cui anche Cese può vantare chiari esempi, si collocano per natura alcune ipotesi più o meno fantasiose generate da ricorrenti racconti popolari o da scritti ufficiali, e accreditate, seppur solo parzialmente, da fatti storici acclarati. Non propriamente leggende,…

  • Il Ventennio fascista a Cese: tracce e personaggi

    Il Ventennio fascista a Cese: tracce e personaggi

    [Storia delle Cese n.160] da Roberto Cipollone L’analisi storico-sociale del Ventennio fascista si scontra inevitabilmente con posizioni ideologiche che spesso compromettono la possibilità di interpretare i fenomeni conservando la necessaria obiettività e adesione alla realtà. In questo contesto, invece, si vuole ricostruire l’evoluzione di una piccola realtà come quella di Cese all’interno del più ampio…

  • Il parroco “di un’intera vita”, don Angelo Leonetti

    Il parroco “di un’intera vita”, don Angelo Leonetti

    [Storia delle Cese n.159] di Roberto Cipollone Il futuro “don” Angelo Leonetti nasce a Castelnuovo il 23 marzo 1919 da Alfonso Leonetti (1881-1951) e Antonietta Flamini (1884-1959). In gioventù completa gli studi teologici presso il Seminario regionale di Chieti e viene ordinato sacerdote dal vescovo Mons. Bagnoli – ultimo del suo lungo episcopato – il…

  • I “club” degli anni Settanta

    I “club” degli anni Settanta

    [Storia delle Cese n.158] di Roberto Cipollone Nella prima metà degli anni Settanta si è sviluppato a Cese un fenomeno del tutto particolare e, a suo modo, rivoluzionario, quello dei “club”. Si trattava in sostanza di ritrovi di amici, comitive, gruppi organizzati in forma di circoli informali più o meno aperti e con vocazione diversa,…

  • Padre Enrico Cipollone, un pastorello sulla via di San Francesco

    Padre Enrico Cipollone, un pastorello sulla via di San Francesco

    [Storia delle Cese n.156] da Osvaldo Cipollone e Padre Nicola Petrone Sebbene di carattere schivo e riservato, Padre Enrico Cipollone è stata una figura di alto spessore umano e cristiano della nostra comunità, oltre che un esempio affascinante di sacerdote. Eccetto qualche rara occasione, nel suo paese natale poco si sente parlare di lui, specialmente…

  • Uomini e lupi:  quando c’erano i lupari

    Uomini e lupi: quando c’erano i lupari

    [Storia delle Cese n.154] di Roberto Cipollone Recentemente è tornata di grande attualità anche a Cese, ma la convivenza tra uomini e animali selvatici ha da sempre rappresentato un tema complesso, che si è evoluto nel tempo di pari passo con la trasformazione dell’economia, della società e del sistema produttivo legata a sua volta al…

  • Dalle guardie comunali e rurali alle guardie campestri

    Dalle guardie comunali e rurali alle guardie campestri

    [Storia delle Cese n.151] di Osvaldo e Roberto Cipollone Ripercorrendo le strade di campagna, le viuzze e le piazzette dei quartieri di un tempo tornano in mente alcune professioni particolari, oggi scomparse, come quelle delle guardie comunali e delle guardie campestri. A memoria d’uomo, uno dei primi a svolgere la mansione di guardia comunale a Cese è stato Antonio…

  • Di Torgio, Marchionno, Tomeo… I cognomi di Cese nascondono nomi antichi

    Di Torgio, Marchionno, Tomeo… I cognomi di Cese nascondono nomi antichi

    [Storia delle Cese n.150] di Roberto Cipollone Sui cognomi e sulla genealogia di Cese esistono gli studi fondamentali portati avanti anche di recente da Italo Cipollone (“Genealogia di Cese dal 1700 al 1900”) e da Ercole Di Matteo (www.antenatidellecese.it). Tuttavia, la disponibilità di due fonti inedite, ossia il “Catasto del gentilesco” di Avezzano del 1616…

  • Le leggende di paese tra “raccontarèlla” e realtà

    Le leggende di paese tra “raccontarèlla” e realtà

    [Storia delle Cese n.149] da Mario Di Domenico, Osvaldo Cipollone, Giovan Battista Brogi Nelle memorie di paese il confine tra leggenda, “raccontarèlla” e interpretazione fantasiosa è molto labile. Alcune storie, però, sommano al proprio interno diverse dimensioni che nel tempo acquisiscono natura propria, con una rilevanza che le rende credibili o verosimili anche in assenza…

  • Il prete che sparò ai briganti: verità e leggenda

    Il prete che sparò ai briganti: verità e leggenda

    [Storia delle Cese n.147] da Fulvio D’Amore e Gio. Battista Brogi La vicenda del sacerdote di Cese che sparò ai briganti è stata raccontata in numerose cronache ed è divenuta anche oggetto di interpretazioni fantasiose che hanno solo tratto ispirazione dai fatti reali, inducendo a volte in errore anche i documentaristi più attenti. La data…

  • I  patronéjji, i pecorari e quella transumanza palentina

    I patronéjji, i pecorari e quella transumanza palentina

    [Storia delle Cese n.146] da Osvaldo Cipollone In passato a Cese la pastorizia era molto diffusa e tutti gli animali venivano condotti quotidianamente al pascolo nel periodo compreso tra la primavera e il primo di novembre. Con l’arrivo della stagione fredda, invece, il bestiame cessava di uscire all’aperto, eccetto per l’abbeveramento, e veniva alimentato con…

  • Il monumento ai Caduti di Cese

    Il monumento ai Caduti di Cese

    [Storia delle Cese n.145] da Roberto Cipollone La costruzione del primo monumento ai Caduti di Cese non è ad oggi facilmente isolabile nel tempo. Presso l’archivio comunale di Avezzano è stato possibile recuperare soltanto il documento relativo all’istituzione del monumento ai Caduti di Avezzano, collocabile attorno al 1927. Logica vuole che anche la stele di…

  • Falegnami, ciabattini, fabbri ferrai e maniscalchi

    Falegnami, ciabattini, fabbri ferrai e maniscalchi

    [Storia delle Cese n.143] di Osvaldo Cipollone I Falegnami Molte erano le attività artigiane che un tempo animavano il paese. Una delle più importanti era quella dei falegnami. Vicino alla piazza centrale, in particolare, c’erano l’abitazione e la bottega di Tancredi Marchionni, che realizzava ogni sorta di mobilio, soprattutto su richiesta di coloro che erano…

  • I cantanti della festa

    I cantanti della festa

    [Storia delle Cese n.140] di Roberto Cipollone La festa delle Cese conserva ancora oggi una sentita ritualità, che riguarda in primis le cerimonie religiose, ma che non dimentica gli aspetti legati più direttamente all’intrattenimento ed agli spettacoli pirotecnici, musicali o artistici in genere.  A tale proposito, è da notare che la presenza di cantanti o…

  • I forni e l’arte “de fa’ lo pano”

    I forni e l’arte “de fa’ lo pano”

    [Storia delle Cese n.139] di Osvaldo Cipollone Prima del terremoto del 1915 Cese contava circa 1300 abitanti, per cui anche i forni privati crebbero presto in numero. Nel 1910 c’era già quello di proprietà di Nunzio Torge (classe 1855), che lo gestiva con sua moglie Anastasia al n° 1 di Via Roma e di Via…

  • La “mòla”: Alfonso, Menanzino e ‘Lisa “la molenàra”

    La “mòla”: Alfonso, Menanzino e ‘Lisa “la molenàra”

    [Storia delle Cese n.138] di Osvaldo Cipollone Agli inizi del 1800 a Cese esistevano solo esercizi comunali, dei quali si poteva usufruire tramite un modesto contributo in danaro e in natura, da corrispondere al gestore preposto dall’Amministrazione (l’affidamento dell’incarico veniva deliberato dal sindaco). Dai documenti in nostro possesso si sa che nel 1887 la popolazione…

  • “S’è fatto notte alle Cese” e altre voci nostre

    “S’è fatto notte alle Cese” e altre voci nostre

    [Storia delle Cese n.136] di Roberto e Osvaldo Cipollone Alcune espressioni e particolarità linguistiche portano con loro delle motivazioni storiche o radici legate alla geografia ed alla morfologia del territorio, oppure a determinate interpretazioni dialettali. Questi fattori rendono le stesse espressioni e parole assolutamente unici o molto rari, sia nel panorama locale che in quello…

  • Le botteghe storiche e “jo spaccio”

    Le botteghe storiche e “jo spaccio”

    [Storia delle Cese n.135] di Roberto e Osvaldo Cipollone Prima del terremoto del 1915, che ha cancellato quasi totalmente il paese e parte della sua storia, esistevano a Cese diverse attività commerciali, per lo più riconducibili a forni, botteghe di artigiani, rivendite di vini e “beccherie”. Tali attività, così come quelle rinate dopo il terremoto,…

  • Contestazioni, rivendicazioni e proteste

    Contestazioni, rivendicazioni e proteste

    [Storia delle Cese n.134] da Osvaldo Cipollone La popolazione di Cese è stata sempre abbastanza pacifica, ma in alcune circostanze non sono mancati episodi di protesta e manifestazioni anche eclatanti. Tra gli atti di Sindaci si ritrovano diverse manifestazioni di dissenso, come quella del 1839 con la quale “uno stuolo di abitanti di Cese (che…

  • Sarcasmo e ironia di paese: “le sàtare”

    Sarcasmo e ironia di paese: “le sàtare”

    [Storia delle Cese n.132] da Osvaldo Cipollone Quando in paese succedeva qualche fatto clamoroso non passava mai inosservato, anzi spesso veniva sottolineato con particolare ironia e sarcasmo. Giovani intraprendenti e scanzonati rappresentavano infatti l’avvenimento in chiave satirica con le cosiddette “sàtare”, che tendevano a sbeffeggiare o a mettere in ridicolo i protagonisti anche per provocare…

  • Maria ‘ella fonte, Peter e David

    Maria ‘ella fonte, Peter e David

    [Storia delle Cese n.131] da Osvaldo e Roberto Cipollone Dopo l’annuncio dell’armistizio firmato a Cassibile il 3 settembre 1943, molti prigionieri alleati fuggirono cercando rifugio ovunque se ne presentasse l’opportunità. Un giorno, in particolare, un nutrito gruppo proveniente dal campo di prigionia di Chieti viaggiava sul treno in direzione di Roma; lungo il tragitto, alcuni…

  • Un prete tra la gente, Don Amabile Corradini

    Un prete tra la gente, Don Amabile Corradini

    [Storia delle Cese n.129] da Vittoria Addari Petrucci e Osvaldo Cipollone Il 1° Luglio 2001 a Tubione veniva inaugurata Piazza Don Amabile Corradini, “un prete tra la gente” come recita la didascalia, a sottolineare la dimensione profondamente umana ed il carattere di generosa fraternità che ha accompagnato l’esistenza e l’operato del sacerdote originario di Cese.…

  • “Jo méteco” e l’assistenza sanitaria in paese

    “Jo méteco” e l’assistenza sanitaria in paese

    [Storia delle Cese n.128] da Osvaldo e Roberto Cipollone L’importanza del servizio di assistenza sanitaria ha sempre richiesto un approccio “di prossimità” che prescinde dalla maggiore o minore dimensione demografica, e questo fortunatamente vale ed è valso anche per il nostro paese, nel quale, almeno in passato, le figure sanitarie erano diverse. Il medico condotto,…

  • Le vittime civili di Cese nella 2a guerra mondiale

    Le vittime civili di Cese nella 2a guerra mondiale

    [Storia delle Cese n.126] da Roberto Cipollone Indagare il tema delle vittime di guerra civili, soprattutto in riferimento ad un piccolo paese come Cese, introduce ad un tipo di ricerca a tratti controverso ed aperto all’interpretazione.  Ferme restando tutte le cautele del caso, tuttavia, per alcuni nomi emergono elementi di accertamento oggettivi e sostanziati da…

  • Il rimboschimento del Salviano

    Il rimboschimento del Salviano

    [Storia delle Cese n.124] di Osvaldo Cipollone Nei primi anni ‘50 gli abitanti di Cese ebbero l’opportunità di lavorare alla piantumazione di una nuova pineta sul monte Salviano e l’impiego, seppur a tempo determinato, allievò le ristrettezze economiche di molti. Il progetto, affidato al Gruppo Forestale dello Stato, tendeva a limitare un problema contingente, manifestatosi…

  • Perché fate tanta strada? Avete Padre Domenico!

    Perché fate tanta strada? Avete Padre Domenico!

    [Storia delle Cese n.123] da Roberto, Osvaldo, Manuela e Vincenzo Cipollone Su Padre Domenico, il frate nato a Cese con il nome di Emidio Petracca, esistono numerosissime testimonianze documentate che concorrono a delineare meglio non solo le straordinarie facoltà ascetiche, ma anche la sua eredità spirituale, nella consapevolezza di quanto questo aspetto rappresenti la dimensione…

  • Storie, racconti e leggende delle grotte

    Storie, racconti e leggende delle grotte

    [Storia delle Cese n.121] da Roberto e Osvaldo Cipollone Sul versante palentino della catena montuosa Salviano – Cimarani – San Felice sono presenti numerose piccole grotte di diversa conformazione. In passato, alcune di queste venivano utilizzate come riparo dai pastori che portavano le greggi al pascolo soprattutto sulle spianate di monte Cimarani. Durante la Seconda…

  • Don Vittorio Braccioni, un controverso prete d’avanguardia

    Don Vittorio Braccioni, un controverso prete d’avanguardia

    [Storia delle Cese n.120] da Osvaldo e Roberto Cipollone Don Vittorio Braccioni è stato parroco di Cese per 25 anni, dal 1921 al 1946. Ed è stato un parroco controverso, avendo attirato su di sé il consenso di molti e la critica feroce, se non l’avversione, di altri. Un’indole eclettica, sempre attenta alla cultura ed…

  • Da Cese alla corte dei Piccolomini e dei Gonzaga

    Da Cese alla corte dei Piccolomini e dei Gonzaga

    [Storia delle Cese n.119] di Roberto Cipollone Il percorso di Pietro Marso all’interno delle élite culturali del suo tempo prende origine dalla sua appartenenza all’Accademia di Pomponio Leto, stimatissimo umanista e fondatore di questa “Accademia romana” incentrata sul culto del classicismo latino e dell’antichità. Dopo l’incarcerazione subita nel 1468 per volontà del Papa Paolo II…

  • I tedeschi, il maiale e i padroni di niente

    I tedeschi, il maiale e i padroni di niente

    [Storia delle Cese n.117] da Ovaldo e Roberto Cipollone Come ben noto, nei paesi a spiccata connotazione rurale la sussistenza era legata in maniera strettissima all’andamento della campagna ed al buon esito dell’allevamento. Il maiale, in particolare, era una fonte imprescindibile di nutrimento per tutto l’anno. Così, si comprende facilmente quale potesse essere la preoccupazione…

  • Gli orfani e i minori ricoverati dopo il terremoto

    Gli orfani e i minori ricoverati dopo il terremoto

    [Storia delle Cese n.116] di Roberto Cipollone Una delle maggiori criticità legate al terremoto marsicano del 13 gennaio 1915 è stata certamente rappresentata dalla tutela dei minori rimasti orfani o privi di sostegno in seguito al sisma. Una schiera di giovani, bambini e neonati verso i quali sin dall’inizio si concentrarono le attenzioni e le…

  • Dice Pasqua Bbbufanìa: «Tutte le fésti le porto via»

    Dice Pasqua Bbbufanìa: «Tutte le fésti le porto via»

    [Storia delle Cese n.115] di Roberto Cipollone L’Epifania, dal greco “epiphàneia”, ossia “apparizione”, “rivelazione”, è la festa cristiana che celebra appunto la rivelazione di Dio agli uomini attraverso il manifestarsi di Gesù bambino ai Magi, il cui arrivo coincide con la prima “Pasqua”. Questo termine viene dunque associato al primo per indicare la “Pasqua Epifania”…

  • I tempi difficili e la mensa dei poveri

    I tempi difficili e la mensa dei poveri

    [Storia delle Cese n.114] da Osvaldo Cipollone Il nostro paese, come quelli del circondario, ha pagato un grosso tributo alle situazioni difficili del passato. In particolare, sia dopo la tragedia del terremoto del ’15, che nel periodo immediatamente successivo alla Seconda guerra mondiale, le difficoltà economiche ed i sacrifici contingenti hanno interessato quasi tutte le…

  • Da “Dio e Patria” all’A.C. di Cese lungo 110 anni

    Da “Dio e Patria” all’A.C. di Cese lungo 110 anni

    [Storia delle Cese n.112] da Arianna, Manuela e Vincenzo Cipollone Dal Circolo “Dio e Patria” all’Azione Cattolica di Cese (Arianna) L’Azione Cattolica Italiana è l’associazione di laici più popolosa di tutti i tempi, e i suoi tempi, come per ogni cosa che si rispetti, sono finiti sulle pagine di una storia importante. Tra queste, le…

  • Dalle Cese “alle Brasile”: i Torge, don Giovanni Cosimati…

    Dalle Cese “alle Brasile”: i Torge, don Giovanni Cosimati…

    [Storia delle Cese n.111] da Osvaldo Cipollone e Rosa G. Cipollone A cavallo tra la fine dell’800 e la prima metà del ‘900, la grande emigrazione abruzzese ha riguardato principalmente gli Stati Uniti, l’Argentina e il Brasile. Era in particolare verso i territori dell’America latina che volgeva il sogno degli emigranti abruzzesi, ed italiani in…

  • Levatrici e mammare. Quando si nasceva in casa

    Levatrici e mammare. Quando si nasceva in casa

    [Storia delle Cese n.110] da Osvaldo e Roberto Cipollone Sul certificato di nascita di molti ultra-settantenni di oggi è ancora riportato “Cese” come luogo di evento. Non Avezzano, che già aveva la propria struttura ospedaliera[1], ma Cese, semplicemente perché fino ai primi anni ’50, nella stragrande maggioranza dei casi, il parto avveniva in casa. Al…

  • “Adivi pregà de revenì”… I Caduti della 2a guerra mondiale

    “Adivi pregà de revenì”… I Caduti della 2a guerra mondiale

    [Storia delle Cese n.109] da Roberto Cipollone Le storie legate alla Seconda guerra mondiale sono moltissime. Si pensi a quelle dei tanti reduci, dei prigionieri, delle persone comuni che hanno dovuto convivere con l’occupazione, o a quanti hanno visto la propria vita stravolta, nel fisico, nella mente e negli affetti, da un conflitto che nessuno…

  • La Pro Loco di “Cese dei Marsi” dal 1970 ad oggi

    La Pro Loco di “Cese dei Marsi” dal 1970 ad oggi

    [Storia delle Cese n.105] da Lorenzo Cipollone La Pro Loco di Cese è nata ufficialmente il 5 Aprile 1970, quando diverse persone, native o adottive, residenti e non, ma unite dall’interesse per il proprio paese, si recarono presso il notaio Arturo Di Giovanni di Avezzano per costituire la “Pro-Loco di Cese dei Marsi’’. L’ultima assemblea…

  • L’asilo delle suore

    L’asilo delle suore

    [Storia delle Cese n.104] da don Angelo Leonetti, Osvaldo Cipollone L’asilo di Cese è stato inaugurato il 10 maggio 1964, ma l’attività scolastica dedicata all’infanzia era iniziata già nel 1954, sempre sotto la responsabilità delle suore del Sacro Cuore. Nel discorso tenuto in occasione dell’inaugurazione dal parroco del tempo, Don Angelo Leonetti, si possono rintracciare…

  • “L’alberale” e altre forme di mutualità “cesaròla”

    “L’alberale” e altre forme di mutualità “cesaròla”

    [Storia delle Cese n.103] da Osvaldo Cipollone Negli anni Cinquanta del secolo scorso vigeva a Cese una consuetudine che, a suo modo, ha precorso i tempi. All’epoca, infatti, si poteva stipulare una convenzione sanitaria tra il medico condotto e gli abitanti. Si trattava in pratica di una sorta di assicurazione privata. Questo tipo di convenzione…

  • Osterie, cantine, bettole e bar

    Osterie, cantine, bettole e bar

    [Storia delle Cese n.102] da Roberto Cipollone, Elisa Cipollone, Emilio Faonio Nei paesi, si sa, i bar non rappresentano solo pure attività commerciali, ma fungono anche da luoghi di ritrovo e di svago, di socialità e di scambio, riferimenti ideali e pratici importanti per l’intera comunità. Questa vocazione e funzione era ancora più rilevante in…

  • “Santo Rocco”

    “Santo Rocco”

    [Storia delle Cese n.101] da Osvaldo e Roberto Cipollone, Mario Di Domenico Sulla chiesa di San Rocco esiste un documento ufficiale datato 10 dicembre 1854 che riporta la cronaca della benedizione del tempietto. Vi si legge: “Oggi li dieci dicembre anno mille ottocento cinquantaquattro, giorno di domenica, con solenne processione di tutti li confratelli e…

  • Jo carraggio

    Jo carraggio

    [Storia delle Cese n.99] da Osvaldo Cipollone Una delle consuetudini più singolari legate alle nozze era senz’altro quella “dejjo carràggio”. Era in voga in diversi paesi marsicani e prevedeva il trasloco del corredo della sposa dalla sua casa paterna a quella futura. Il giovedì precedente il matrimonio, infatti, si trasportavano in corteo mobili, utensili, vestiario,…

  • Leonardo Marso, un secondo umanista di Cese?

    Leonardo Marso, un secondo umanista di Cese?

    [Storia delle Cese n.98] di Roberto Cipollone Il nome di Leonardo Marso è comparso casualmente nel corso delle ricerche su Pietro Marso, ma la scoperta potrebbe aprire un nuovo scenario attorno alla possibile esistenza di una “scuola” umanistica marsicana quattro-cinquecentesca. La prima domanda da porsi, in tale prospettiva, è la seguente: oltre che a Pietro…

  • Quelle strane foto della facciata della chiesa

    Quelle strane foto della facciata della chiesa

    [Storia delle Cese n.96] da Osvaldo e Roberto Cipollone Come sappiamo, il percorso di ricostruzione della chiesa madre dopo la distruzione del terremoto è stato difficile ed accidentato. I lavori, iniziati nel 1934, si sono protratti anche oltre l’inaugurazione ufficiale, avvenuta il 2 dicembre del 1946. A quella data, infatti, l’edificio non era del tutto…

  • 11 giugno ’44: le truppe neozelandesi entrano a Cese

    11 giugno ’44: le truppe neozelandesi entrano a Cese

    [Storia delle Cese n.95] da Roberto Cipollone Agli inizi di giugno del 1944 l’esercito nazista si ritirò frettolosamente dal territorio marsicano e gli Alleati raggiunsero l’area risalendo lungo la Valle Roveto. Una volta liberato il percorso dalle mine tedesche, certe di non trovare resistenza da parte dei nemici, le truppe entrarono nei paesi e nelle…

  • La devozione alla Santissima Trinità. Sempre viva

    La devozione alla Santissima Trinità. Sempre viva

    [Storia delle Cese n.94] di Roberto e Osvaldo Cipollone Una fede antica lega diversi paesi marsicani al Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra. Una devozione che non può spiegarsi con il semplice senso del pellegrinaggio cristiano, ma che conserva nella propria quota istintiva il significato profondo di una spiritualità impastata con la storia ed impreziosita…

  • Lo zuccherificio, le barbabietole e le “pese” delle Cese

    Lo zuccherificio, le barbabietole e le “pese” delle Cese

    [Storia delle Cese n.93] di Roberto Cipollone Cese ed i piani palentini hanno sempre mantenuto una vocazione agricola propria, distinta da quella del Fucino in quanto (giustamente) orientata verso quelle colture maggiormente adatte alle caratteristiche ed alle peculiarità del territorio. Il tratto che differenzia maggiormente la campagna palentina da quella fucense è certamente legato alla…

  • La chiesa di San Vincenzo, altro che “chiesa vecchia”

    La chiesa di San Vincenzo, altro che “chiesa vecchia”

    [Storia delle Cese n.92] da Osvaldo Cipollone, Mario Di Domenico, Roberto Cipollone Dopo il crollo della chiesa monumentale con il sisma del 1915, in paese venne costruito un nuovo edificio di culto dedicato al compatrono San Vincenzo e agli altri santi protettori del paese. La scritta incisa sulla facciata recita infatti “Vincentio Ferrerio ceterisque caesarum…

  • Cese e i paesi vicini tra campanilismo, liti e rivalità

    Cese e i paesi vicini tra campanilismo, liti e rivalità

    [Storia delle Cese n.90] di Roberto e Osvaldo Cipollone Da che mondo è mondo, tra paesi vicini sono sempre esistiti rivalità e spirito di competizione. Il tanto noto “campanilismo”[1], che affonda le proprie radici nelle più ferree divisioni medioevali legate al sistema feudale, si è tradotto e si traduce non solo in forme di esaltazione…

  • Cinquanta lire e ‘na seggia. La tradizione teatrale a Cese

    Cinquanta lire e ‘na seggia. La tradizione teatrale a Cese

    [Storia delle Cese n.89] da Isaia e Osvaldo Cipollone Alla metà del XIX secolo un gruppetto di studenti di Cese volle cimentarsi con il teatro, riprendendo una bella tradizione iniziata probabilmente negli anni ‘20. Al tempo, proprio intorno agli anni ’50, si era resa disponibile la chiesa provvisoria del paese, denominata in seguito “chiesa vecchia”,…

  • Le lattaròle e l’oro bianco delle Cese

    Le lattaròle e l’oro bianco delle Cese

    [Storia delle Cese n.87] da Osvaldo e Roberto Cipollone Il vero e proprio commercio del latte a Cese è iniziato negli anni ’50, in seguito all’affermarsi in paese degli allevamenti di vacche della specie “brun’alpina”, adatta a produrre discrete quantità di latte. Già prima, a partire dagli anni ’20 e ’30, le stesse proprietarie di…

  • 1876. Quando il tetto della chiesa crollò per la neve

    1876. Quando il tetto della chiesa crollò per la neve

    [Storia delle Cese n.84] di Roberto Cipollone Come noto, l’antica chiesa di Cese ha subito nel tempo numerose ristrutturazioni, alcune delle quali resesi necessarie in seguito ad eventi naturali. L’ultimo intervento di cui si ha notizia certa prima del devastante terremoto del 1915 risale all’anno 1876 ed è testimoniato da una lettera che il parroco…

  • La domenica dopo il matrimonio… rresci’ sposa

    La domenica dopo il matrimonio… rresci’ sposa

    [Storia delle Cese n.83] da Osvaldo Cipollone Durante la settimana successiva al matrimonio la sposa non si faceva vedere in pubblico; per almeno sette giorni, in pratica, non oltrepassava l’uscio di casa e se aveva bisogno di qualcosa doveva attendere la visita della madre, di una zia o di una sorella. Chi, ad esempio, si…

  • La nevicata del ’56… alle Cese

    La nevicata del ’56… alle Cese

    [Storia delle Cese n.82] da Osvaldo Cipollone e Giovan Battista Pitoni A cavallo dei mesi di gennaio e febbraio del 1956 avveniva un evento atmosferico straordinario, e sono ancora in molti ad averne impressi nella mente i ricordi e le immagini. La famosa “nevicata del ‘56” venne provocata da una rara perturbazione di aria gelida,…

  • Don Giovanni Petracca e il suo “piccolo clero”

    Don Giovanni Petracca e il suo “piccolo clero”

    [Storia delle Cese n.79] da Fadino Ciavarelli Alcune storie si leggono tutte d’un fiato anche solo attraverso una foto. In questo caso si tratta di una foto scattata a San Massimo di Isola del Gran Sasso nel 1938 e ritrovata dopo anni da uno dei protagonisti grazie ad un nostro compaesano, Raffaele Petracca, nipote del…

  • Le ferratèlle e gli altri dolci di Natale

    Le ferratèlle e gli altri dolci di Natale

    [Storia delle Cese n.78] di Roberto Cipollone, con contenuti di Osvaldo Cipollone e Roberta Torge La cena di Natale non è mai una cena normale, e anche in passato si contraddistingueva sia per l’abbondanza che per la varietà del menù. Tuttavia, se i ricchi convivi oggi sono generalmente più frequenti, un tempo si limitavano a…

  • La Palentina, La Folgore e il calcio a Cese

    La Palentina, La Folgore e il calcio a Cese

    [Storia delle Cese n.77] di Roberto e Osvaldo Cipollone La pratica del calcio a Cese ha plausibilmente inizio circa un secolo fa. Al tempo (e fino a tutto il primo dopoguerra) in paese non erano ancora arrivati i palloni di cuoio, per cui i primi appassionati si adattavano modellando stracci e indumenti dismessi, tenuti insieme…

  • 1943/44. Un diario di guerra a Cese

    1943/44. Un diario di guerra a Cese

    [Storia delle Cese n.76] da Antonio Ricciardi Il 13 novembre 1943 due ragazzi poco più che ventenni arrivano a Cese nel tentativo di fare ritorno a casa, che per uno di loro vuol dire Palermo, quasi 900 chilometri a sud. Antonio è un ufficiale dell’esercito italiano oramai disciolto, dopo l’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre, e in…

  • La ‘mbasciata, la dichiarazione, la serenata

    La ‘mbasciata, la dichiarazione, la serenata

    [Storia delle Cese n.75] da Osvaldo Cipollone Un tempo, il percorso che conduceva dalla frequentazione all’altare era scandito da alcune tappe caratterizzate da diversi gradi di formalità. La ’mbasciata Nel momento in cui i familiari acquisivano informazioni certe sui ragazzi, il pretendente era costretto ad uscire allo scoperto ed a manifestare le proprie intenzioni alla…

  • Felice Antonio Cosimati, un notaio illustre

    Felice Antonio Cosimati, un notaio illustre

    [Storia delle Cese n.74] da Antonio Socciarelli e Osvaldo Cipollone Diverse persone di Cese si sono affermate e continuano ad affermarsi in campo civico e professionale. In passato, tuttavia, l’ascesa era probabilmente più complessa, soprattutto in considerazione del fatto che alcune professioni erano appannaggio di poche casate o famiglie privilegiate. Alla fine del ‘700, invece,…

  • I Caduti della prima guerra mondiale

    I Caduti della prima guerra mondiale

    [Storia delle Cese n.73] da Roberto Cipollone Il tema dei Caduti e delle vittime di guerra è da sempre delicato e di difficile perimetrazione. Per il problema delle fonti, anzitutto, che spesso risultano carenti e a tratti discordanti, ma anche per tutta una serie di dimensioni che non rientrano nella sfera prettamente documentale, ma attengono…

  • Il dialetto delle Cese. Non solo ‘na parlata

    Il dialetto delle Cese. Non solo ‘na parlata

    [Storia delle Cese n.72] da Osvaldo Cipollone I dialetti marsicani, come il resto dei dialetti abruzzesi, si presentano frammentati, influenzati come sono dalle vicende storiche della subregione, che già in epoca antica era divisa in due aree: quella a settentrione del lago Fucino, occupata dagli Equi/Equicoli, e quella a meridione, abitata dai Marsi. Gli idiomi…

  • La costruzione delle “scòle vecchie”

    La costruzione delle “scòle vecchie”

    [Storia delle Cese n.69] di Roberto Cipollone Dalle testimonianze locali si sa che, nel periodo immediatamente successivo al terremoto, le scuole elementari di Cese vennero provvisoriamente dislocate all’interno di alcune baracche fatte costruire nella zona prossima ajjo Burghitto e ajj’Arborito (vicino all’attuale cabina elettrica). Raccontava al riguardo Lidia Petracca: “Nel 1918 arrivarono i prigionieri e…

  • I campi sperimentali e la rivolta di Cese degli anni ‘50

    I campi sperimentali e la rivolta di Cese degli anni ‘50

    [Storia delle Cese n.68] di Osvaldo Cipollone Intorno al 1950 il paese di Cese ed il territorio adiacente furono interessati da un avvenimento che sconvolse la naturale quiete del posto. Un giorno, infatti, si videro muovere verso la zona “dell’Ara” alcuni mezzi meccanici di inusuale fattura e funzione. I nostri compaesani, incuriositi, chiesero cosa avessero…

  • Le autolinee Cosimati

    Le autolinee Cosimati

    [Storia delle Cese n.65] di Roberto Cipollone Quello delle Autolinee Cosimati è un caso storico molto interessante, soprattutto perché racconta di un’imprenditorialità “di servizio” e “di famiglia” che nel tempo ha dimostrato di meritare il ruolo di rilievo riconosciutole nel territorio. L’attività nasce nella seconda metà degli anni ‘40 su iniziativa di Carmine Cosimati, che…

  • Padre Nazzareno dell’Addolorata, asceta

    Padre Nazzareno dell’Addolorata, asceta

    [Storia delle Cese n.64] da Osvaldo Cipollone e Padre Stefano Pompilio Fra i tanti religiosi della nostra comunità ce ne sono alcuni poco conosciuti, che hanno condotto una vita altamente riservata, arrivando quasi a recidere il legame che li univa alla famiglia d’origine. Questo non per conflittualità, ma semplicemente perché guidati dalla vocazione e ligi…

  • La dote e j’apprézzo

    La dote e j’apprézzo

    [Storia delle Cese n.53] da Osvaldo Cipollone L’accettazione del “contratto di fidanzamento” tra due giovani implicava quasi sempre la verifica della “róbba”, ossia della proprietà, delle terre e della dote. La dote era dunque il bene primario che la sposa riceveva dai genitori; una parte del patrimonio familiare, avuto come anticipo o come lascito definitivo.…

  • Padre Valeriano Marchionni, una giovane vita per gli altri

    Padre Valeriano Marchionni, una giovane vita per gli altri

    [Storia delle Cese n.52] da Ermanno Di Matteo “Ha fatto della sua vita come un ferro …”, così si legge nella lapide murata sulla tomba monumentale di Padre Valeriano Marchionni a Soavinandriana. Ordinato Sacerdote Trinitario nel 1925 insieme al fratello Padre Ignazio, dopo neanche un anno era partito Missionario in Madagascar approdando lì il 2…

  • La morra

    La morra

    [Storia delle Cese n.50] da Osvaldo Cipollone La morra è un gioco dalle origini antichissime. Possiamo ritrovarne traccia addirittura nell’antico Egitto: in una tomba di un alto dignitario di corte si vede chiaramente il defunto stendere il braccio con un numero, contrapposto ad un altro giocatore. Sebbene vi siano indizi dello stesso gioco anche tra…

  • 1509: Erasmo da Rotterdam va a conoscere Pietro Marso, il Cesense

    1509: Erasmo da Rotterdam va a conoscere Pietro Marso, il Cesense

    [Storia delle Cese n.49] di Roberto Cipollone Anno del Signore 1509. Sullo scranno papale siede Giulio II, grande mecenate noto alle cronache come il “Papa terribile”. Sempre a Roma, nella canonica di San Lorenzo in Damaso, il più illustre umanista europeo, Erasmo da Rotterdam, va a visitare un professore universitario e latinista nato 68 anni…

  • Quando nel 1962 volevamo staccarci da Avezzano

    Quando nel 1962 volevamo staccarci da Avezzano

    [Storia delle Cese n.47] di Osvaldo e Roberto Cipollone Nel 1962 gli abitanti di Cese inviarono una petizione al Prefetto dell’Aquila, chiedendo che la frazione non fosse più amministrata dal Comune di Avezzano, bensì da quello di Scurcola. Gli stessi Cesensi si dichiaravano “stanchi dell’abbandono più completo” in cui si trovava il paese. L’istanza, sottoscritta…

  • Il sacrificio del maiale

    Il sacrificio del maiale

    [Storia delle Cese n.45] da testimonianze locali Quelli della mia generazione se le ricordano ancora, le scene e le urla straziate dei maiali che andavano al sacrificio. Con gli occhi di oggi le stesse scene ci apparirebbero crudeli e impietose, ma quelli erano i sistemi “naturali”, mutuati dai padri, che mescolavano nei rituali dell’uccisione le…

  • “Un grande grido… poi il terremoto”

    “Un grande grido… poi il terremoto”

    [Storia delle Cese n.44] da Osvaldo Cipollone Vincenzo Cipollone “de Papparéjjo” era nato il 9 novembre 1902. Nel 1993, alla veneranda età di 91 anni, è stato intervistato da Osvaldo Cipollone ed in quell’occasione ha condiviso con lui moltissimi dettagli della storia e delle tradizioni di Cese. E’ tuttavia sul tema del terremoto che il…

  • La consanguineità tra i cesensi

    La consanguineità tra i cesensi

    [Storia delle Cese n.43] da Italo Cipollone Fino al secondo dopoguerra, le condizioni economiche e le difficoltà nelle comunicazioni facevano di Cese una comunità “chiusa” ed i suoi abitanti “isolati genetici”. Moltissimi matrimoni avvenivano tra consanguinei realizzando quella che in biodemografia viene definita “linea pura” o “inincrociata”. Il matrimonio tra consanguinei è definito per “linea…

  • La tregua di Natale del 1943

    La tregua di Natale del 1943

    [Storia delle Cese n.42] da Osvaldo e Roberto Cipollone Anche Cese, nel suo piccolo, ha generato una propria “tregua di Natale”, il 24 dicembre del 1943, quasi trent’anni dopo la tregua più famosa del 1914 (all’inizio della prima guerra mondiale), raccontata magistralmente nel film del 2005 scritto e diretto da Christian Carion. A Cese, alla…

  • I canti popolari di Cese

    I canti popolari di Cese

    [Storia delle Cese n.40] di Luigi, Osvaldo e Roberto Cipollone Esistono diversi canti popolari dedicati a Cese o riconducibili al paese. Uno dei più antichi è quello che porta il titolo di “Cese belle”. Dello spartito musicale di questo brano non è giunta a noi traccia ed il testo evidenzia alcune forme non esattamente riconducibili…

  • “Santo Martino”

    “Santo Martino”

    [Storia delle Cese n.38] da Osvaldo Cipollone Solitamente era nella sera del 10, vigilia di San Martino, che il paese respirava un’aria insolita, ed i vicoli, le cantine e le abitazioni vivevano a pieno l’euforia del momento. La gente, come d’incanto, si rallegrava d’entusiasmo; anche il mosto, prossimo a diventare vino, sembrava impaziente. Profumi diversi…

  • Il giorno dei morti, i papiri a Camposanto

    Il giorno dei morti, i papiri a Camposanto

    [Storia delle Cese n.37] di Roberto Cipollone A Cese ancora oggi resistono diversi rituali legati al culto dei defunti, con particolare riguardo alla commemorazione del 2 novembre ed all’intero mese, considerato “jo méso dejji morti”. Tra le consuetudini scomparse si ricorda quella particolarissima secondo cui, nel giorno della commemorazione dei defunti, si portavano in chiesa…

  • La ‘ncioccata, j’occhitto, le prime occasioni d’incontro

    La ‘ncioccata, j’occhitto, le prime occasioni d’incontro

    [Storia delle Cese n.36] da Osvaldo Cipollone La “’ncioccata” rievoca una situazione del passato dal forte richiamo simbolico. Come facilmente intuibile, il termine deriva da “ciocco”, ossia grosso pezzo di legna da ardere, tradizionalmente legato alla sera di Natale, quando si utilizza(va) per riscaldare, assieme alla casa, anche il Bambinello. In un tempo in cui…

  • Le famiglie allargate e la ‘ndufata

    Le famiglie allargate e la ‘ndufata

    [Storia delle Cese n.34] da Osvaldo Cipollone Dopo il terremoto del 1915 ed in seguito alle due guerre mondiali, erano molte le famiglie di Cese che avevano perso uno o più componenti. Le vedove che avevano anche figli da mantenere spesso passavano a seconde nozze; non sono stati rari i casi in cui, risposandosi, abbiano…

  • 1917. Poche baracche, senza corrente né strade

    1917. Poche baracche, senza corrente né strade

    [Storia delle Cese n.32] di Roberto Cipollone Le criticità avvertire ed affrontate dai cesensi nella propria vita quotidiana hanno tracce ormai secolari. Risalgono al 1917, in particolare, due reclami presentati dagli abitanti del paese in relazione alle difficoltà emerse soprattutto nel post-terremoto.Nel primo reclamo, inviato al Ministero dell’Interno, l’accento è posto sul tema della costruzione…

  • Pietro Marso: i primi anni e il legame con Cese

    Pietro Marso: i primi anni e il legame con Cese

    [Storia delle Cese n.31] da Roberto Cipollone e Mario Di Domenico Pietro Marso nacque a Cese in una data che deve collocarsi intorno al 30 Ottobre 1441, in base ad un obituario[1] attestante come data di morte il 30 Dicembre 1511[2]. Nell’epitaffio del Marso, voluto da suo nipote Ascanio ed anticamente conservato in San Lorenzo…

  • Fra’ Bonaventura da Cese. Storia e voci

    Fra’ Bonaventura da Cese. Storia e voci

    [Storia delle Cese n.28] da Giovanni Pagani, Mario Di Domenico, Osvaldo Cipollone Giovanni Pagani include nel suo “Luci di nostra gente: Avezzanesi illustri” la figura di Fra’ Bonaventura da Cese, vissuto nel XIII secolo. Le fonti storiche sul frate cesense sono però labili e non sempre concordi. Ecco quanto riporta Pagani. La tradizione vuole che…

  • Un soldato ungherese ajjo “Colle Streppìto”

    Un soldato ungherese ajjo “Colle Streppìto”

    [Storia delle Cese n.27] di Roberto Cipollone C’era una fibbia metallica in un terreno da poco arato nella campagna di Cese, in zona “Colle Streppìto”. Nei pressi, tegolame e pietre lavorate che riconducono con tutta probabilità alla presenza nell’area di un’antica villa romana. Ma quella fibbia metallica è davvero uno strano ritrovamento.Risulta infatti essere parte…

  • Dalle Cese all’Argentina

    Dalle Cese all’Argentina

    [Storia delle Cese n.26] da Roberto Cipollone, Italo Cipollone, Osvaldo Cipollone Fin dalla sua nascita come nazione indipendente, l’Argentina ha attuato una politica di reale incentivo all’immigrazione. Il grande flusso degli italiani ha avuto inizio intorno agli anni ’30 dell’800 ed è stato caratterizzato dall’arrivo di emigranti provenienti soprattutto dalle regioni del nord Italia. Tra…

  • Il giorno delle nozze

    Il giorno delle nozze

    [Storia delle Cese n.25] da Osvaldo Cipollone Agli inizi del ventesimo secolo il vestito della sposa non era necessariamente bianco, ma di sovente aveva tonalità pastello. Lo spreco non era ammissibile, dunque bisognava fare in modo che le donne potessero indossare il capo anche in altre occasioni importanti. Molte giovani chiedevano il vestito in prestito…

  • Don Baldassarre Quadrano, il prete bandito

    Don Baldassarre Quadrano, il prete bandito

    [Storia delle Cese n.24] da Fulvio D’Amore, Osvaldo Cipollone, Antonio M. Socciarelli, Ermanno Grassi e Pino Coscetta Il fenomeno del banditismo/brigantaggio antispagnolo nacque agli inizi del 1500, si sviluppò rapidamente in tutto il Regno di Napoli e arrivò in Abruzzo verso la fine del secolo. Qui ebbe come capo incontrastato Marco Sciarra, detto “re della…

  • La scuola prima del terremoto

    La scuola prima del terremoto

    [Storia delle Cese n.22] di Roberto Cipollone Uno dei primi documenti che testimoniano l’esistenza di un’educazione scolastica “formale” a Cese è del 1817 e consiste in una “Tabella dello stato semestrale degli scolari della scuola primaria del Comune di Cese”. La stessa educazione scolastica era impartita dagli “Istitutori”, coincidenti di fatto con i parroci; nel…

  • Le bande musicali di Cese

    Le bande musicali di Cese

    [Storia delle Cese n.21] da Osvaldo e Roberto Cipollone, Gianluca Tarquinio L’esistenza della banda musicale di Cese viene fatta risalire al 1889, sotto la guida del quarantenne Gabriele Di Marco di Capistrello; aveva un organico di 14 elementi (5 clarinetti, un basso, 2 piatti, 2 trombe, un trombone, 3 tamburi) e provava in un’aula della…

  • Padre Antonio Tchang, la guerra e Cese

    Padre Antonio Tchang, la guerra e Cese

    [Storia delle Cese n.17] da Osvaldo e Roberto Cipollone Padre Antonio Tchang era un francescano nato in Cina nel 1911. Allo scoppio della seconda guerra mondiale fu nominato cappellano di un campo di internamento e nel 1941 ricevette dalla Santa Sede l’incarico di assistente spirituale del campo di Isola del Gran Sasso, in provincia di…

  • Quel prete di Cese che sparò ai briganti

    Quel prete di Cese che sparò ai briganti

    [Storia delle Cese n.15] da Roberto Cipollone Dopo il 1860 il fenomeno del brigantaggio esplose anche nella Marsica e nell’aquilano, così come nel resto del Meridione, fomentato da motivi di chiara ostilità nei riguardi di un governo, quello unitario piemontese, che veniva visto come estraneo e ostile. Nella nostra zona, tuttavia, la matrice politica del…

  • Padre Domenico da Cese

    Padre Domenico da Cese

    [Storia delle Cese n.13] da Osvaldo e Roberto Cipollone Emidio Petracca, il futuro Padre Domenico, nasce a Cese il 27 marzo 1905 da Giovanni Petracca e Caterina Tucceri, al n. 30 di Via Isonzo (all’epoca “Via del Pozzo”). A quei tempi il battesimo veniva celebrato subito dopo la nascita, e così avviene anche per quel…

  • La passatèlla

    La passatèlla

    [Storia delle Cese n.11] da Osvaldo Cipollone (con il contributo di Michele Cipollone) Oltre al gioco delle bocce ed alla morra, gli uomini di Cese praticavano (e praticano) volentieri anche quello delle carte. Una caratteristica del tutto particolare risiedeva nel fatto che al termine di ogni partita si svolgeva la “primiera” a cui seguiva la…

  • Famiglie e cognomi di Cese

    Famiglie e cognomi di Cese

    [Storia delle Cese n.7] da Italo Cipollone Tredici famiglie, avendo abitato a Cese almeno dal 1600, o comunque da molti più anni rispetto alle altre, le definisco autoctone. I Bartolucci sono a Cese da moltissimo tempo, probabilmente dalla fine del 1500. Una presenza che si è andata però via via riducendo: all’inizio del 1800 era…

  • Canapine, fuso e ruci

    Canapine, fuso e ruci

    [Storia delle Cese n.5] da Osvaldo Cipollone In passato i Piani Palentini erano trapuntati di piantagioni di canapa che andavano dal verde al dorato, a seconda delle stagioni. Erano concentrate, per lo più, nei campi confinanti con il fiume Imele, in quelli adiacenti al torrente Rafia e nelle zone denominate “Canapine” (il nome di queste…

  • Dalle Cese all’America

    Dalle Cese all’America

    [Storia delle Cese n.4] da Roberto Cipollone Il sogno americano, come gli altri sogni che tanti Italiani hanno fatto in Argentina, in Brasile, in tutto il mondo, nasceva dalla voglia e necessità di cambiare la propria esistenza, lasciare gli stenti, la miseria, le difficoltà del vivere quotidiano per cercare un’altra strada. Dura, tortuosa, a volte…


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