[Storia delle Cese n.205]
di Roberto Cipollone
Ricostruire la storia dei rappresentanti politici di Cese è un’operazione che difficilmente si potrà dire mai definitiva, sia per la complessa demarcazione dei ruoli politici in epoca feudale, sia per i rapidi avvicendamenti e la temporaneità, in alcuni casi estrema, delle cariche politiche nei tempi moderni. Per circoscrivere il campo, ci si limiterà in questa sede all’analisi degli incarichi elettivi (Consiglio) ed esecutivi (Giunta) strettamente riferiti all’ambito comunale, escludendo gli ambiti territoriali più ampi, così come gli altri enti pubblici e le istituzioni diverse.
In termini di ricostruzione storica, un primo fondamentale spartiacque è rappresentato dall’abolizione della feudalità voluta da Giuseppe Bonaparte con la legge del 2 agosto 1806, con la quale venivano riportate sotto la competenza dei Sovrani e rese da questa inseparabili “tutte le giurisdizioni baronali, ed i proventi qualunque, che vi siano stati annessi”. Fino ad allora, Cese era stata “Università” ed aveva mantenuto un’amministrazione autonoma, con atti e delibere proprie, mentre in seguito è stata accorpata, assieme a Capistrello, al Comune di Avezzano, diventandone la più antica frazione. Le figure “politiche” dell’antica Università erano di fatto individuabili negli amministratori delle finanze locali, i cosiddetti “massari” che gestivano ed erano diretti depositari delle finanze pubbliche. I documenti storici di quell’epoca restituiscono alcuni nomi di coloro che nel tempo hanno assunto l’incarico di “massari”, “amministratori” o “deputati” (oltre ai ruoli di “stimatori” o “apprezzatori” e “cancellieri”). In un atto del 1736, ad esempio, si trovano i nomi di Sabbatino Corradino e Gioseppe Micoccio massari; in un altro, quelli di Silvestro Cipollone e Pasquale Palone. Nel “Catasto dell’Università delle Cese” del 1754 compaiono invece i nomi di “Amministratori, e Deputati, ed Apprezzatori eletti col pubblico suggello”, con un Tomei “Deputato”, Ippolito Rosati e Angelo Cipollone “massari eletti”, e Venanzio di Luca, Pietro Antonio Pace, Benedetto Marchionni, Ascenso Rosati e Antonio (?) Torge “deputati eletti”, Giacomo Corradini “aggiunto” e quattro “stimatori eletti” (Antonio Ferrantino, Geronimo Cipollone, Giuseppe Mucci ? e Simone Stato). In ulteriori documenti di fine ‘700 si trovano diversi nomi, riportati sempre come “massari/amministratori” dell’Università delle Cese: Angelantonio Palone e Tomasso Ferrantini (Ferrantino) (1777), Giacobbe Torge e Giustino Corradini, Giambattista Cipollone e Arcangelo Cipollone (1782), Luigi Cipollone e Nunzio Rosati (1789), Ascenso Cosimati e Bartolomeo Arioli (1790), Sabbatino Cosimati e Vincenzo Cipollone (1792), Zenobio Palone e Tomasso Micocci (1793), Pietro Pace e Filippo Valente (1793), Melchiorre Marchionni e Giacobbe Torge (1794), Giovanni Marchionni e Bartolomeo Arioli (1796), Sabbatino Cosimati e Salvatore Pompei (1796), Felice Micocci e Giuseppe di Loreto (1798).
In età napoleonica, quella che attualmente si chiamerebbe “amministrazione comunale” era gestita attraverso il “decurionato”, antenato del moderno Consiglio comunale e costituito da un numero ristretto di persone elette per sorteggio e sottoposte al rigoroso controllo dell’intendente locale, in rappresentanza del potere regio, e del sindaco. La particolarità del sistema era nel fatto che solo coloro che erano iscritti nella lista degli “eligibili”, approvata dagli intendenti, potevano far parte del decurionato, e che, per entrarvi, i decurioni (che potevano anche essere analfabeti) dovevano possedere una determinata rendita annua, non inferiore a soglie prestabilite in base alla popolazione del Comune. Per quanto riguarda Cese, ormai “riunito”/“frazione” di Avezzano, era plausibilmente previsto un numero definito di decurioni, evidentemente eletti tra le persone più abbienti del luogo. Nelle delibere della prima metà dell’800 si trovano alcuni nomi di quei rappresentanti politici, come Girolamo Rosati decurione e Filippo Tomei eletto (1812-1813), Felice Antonio Cosimati decurione (1819-1820), Giovan Battista De Amicis decurione (1820-1829), Girolamo Rosati decurione (1822), Don Filippo Tomei, eletto municipale e Giovanni Micocci decurione (1826), Antonio Rosati “eletto di Cese” (1830), A. (Antonio?) Marchionni “eletto del luogo” (1835), G. De Amicis “eletto di Cese” (1839), Filippo Tomei decurione (1840), Giovanni Micocci decurione, Antonio Marchionni eletto (1845), D? Corradini decurione (1850), M. (Melchiorre?) Marchionni (1851) e B. Cosimati decurione (1853).
L’impianto amministrativo moderno nasce di fatto con la legge 20 marzo 1865, con cui si risolveva l’annosa “quistione amministrativa” incentrando l’amministrazione comunale su tre istituti: il Consiglio, la Giunta e il Sindaco (supportati da una più o meno ridotta burocrazia avente a capo il Segretario comunale). Per tale motivo, anche per Avezzano dal 1866 si fa riferimento alle deliberazioni del Consiglio e della Giunta comunale; all’interno delle prime, in particolare, si trova traccia di alcuni “consiglieri” eletti per la frazione Cese. Da una prima ricognizione parziale, i nomi che figurano sono quelli di Melchiorre Marchionni e Francesco Tomei (1873), Vincenzo Cosimati e lo stesso Francesco Tomei (1883), Carlo Marchionni, Oreste Cosimati e Antonio Petracca (1896-1897), Vincenzo Tomei e Giovanni Cipolloni (1902). Tra gli atti del 1875 si trova anche una “Dimanda degli abitanti della Frazione Cese pel riparto dei Consiglieri”, plausibilmente finalizzata a richiedere una maggiore rappresentanza da garantire alla frazione. La stessa rappresentanza passò successivamente a tre consiglieri, stando ad un documento del 1889 relativo al “Reclamo del sig. Vincenzo Cosimati avverso le elezioni amministrative per la frazione Cese”. Nel reclamo, in particolare, si contestava l’elezione di Giovanni Cipollone di Vincenzo per l’impossibilità di attribuire a lui le schede elettorali prive dell’indicazione di paternità; nel caso specifico, il Consiglio avrebbe accolto il ricorso di Vincenzo Cosimati e avrebbe proceduto alla sua elezione “a 3° Consigliere Comunale della frazione Cese”[1]. Tra i nomi citati con riferimento a questa fase storica emerge in particolare quello di Carlo Marchionni, il cui mandato all’interno del Consiglio Comunale di Avezzano durò ben 21 anni, secondo quanto riportato in un articolo memoriale apparso sul giornale americano “Marsica Nuova” il 23 gennaio 1923. Vi si legge: “A 72 anni, circondato dall’affetto della famiglia e dell’intera popolazione, spegnevasi serenamente ed amaramente rimpianta la nobile esistenza del signor Carlo Marchionni, per 21 anni Consigliere Comunale, rappresentante di questa frazione presso il capoluogo del Comune Avezzano. Fu uomo amato e stimato, altruista all’eccesso che dedicò gran parte del suo tempo al miglioramento della frazione. Parecchie volte venne chiamato qual giurato nelle Assise di Aquila ed a lui si deve la conduttura d’acqua potabile, la luce elettrica, le strade carrozzabili di allacciamento coi comuni limitrofi specie quella importante da Cappelle a Cese. Colla morte del signor Marchionni è scomparsa una delle più belle figure del paese. Ai funerali prese parte una fiumana di popolo. Il defunto lascia nel dolore cinque figli di cui tre a Cese: Palmerino, Enrico e Tancredi e due a Rochester N.Y. (U. S. A.) Zefferino e Cesidio in Rochester N.Y. ai quali tutti esterniamo le nostre vive condoglianze”[2].
Prima del terremoto, in rappresentanza di Cese sedevano nel Consiglio comunale Antonio Cipollone, Innocenzo Cosimati e Francesco Cosimati, eletti l’8 luglio 1914. Il 26 ottobre 1920, invece, venivano eletti consiglieri Giocondo Cipollone, Palmerino Marchionni (figlio del citato Carlo) e ancora Francesco Cosimati. Giocondo Cipollone (“jo méteco Cipollone), in particolare, è stato il riferimento politico locale per tutta l’epoca fascista, dapprima da stimato medico condotto e rappresentante podestarile a Cese, poi da segretario del partito nel capoluogo comunale. Una traccia successiva è databile al 17 maggio 1940, a ridosso dell’entrata in guerra dell’Italia del 10 giugno, quando il Podestà attribuiva la “delega delle funzioni di Ufficiale del Governo per la frazione di Cese al consultore Cipollone Enrico”. Quattro anni dopo, circa un mese prima della fine della guerra, veniva nominato “delegato ed Ufficiale del Governo per la frazione Cese” l’ingegner Augusto Ciciarelli[3], che in tale veste avrebbe tenuto, l’11 giugno 1944, il discorso di liberazione alla presenza del colonnello neozelandese Denver Fountaine e dei soldati alleati rifugiati in paese. Immediatamente dopo la guerra, nel gennaio del 1946, risultava “assessore supplente” Matteo Marchionni e veniva confermata l’assegnazione di due consiglieri a Cese “per i 970 abitanti”. Nello stesso periodo, o poco dopo, veniva eletto come consigliere comunale Ivo Marchionni, non per nulla conosciuto in paese come “jo sindaco”. Nel 1957 partecipavano a quella che sarebbe stata l’ultima seduta del sindaco Angelo Tirabassi, tra gli altri, i consiglieri Enrico Cipollone, Giovanni Cipollone e Giuseppe Petracca. Negli anni successivi, assumeva incarichi politici anche l’avvocato Filippo Cosimati, del quale esiste una foto all’interno dell’aula consiliare sebbene non risulti la sua elezione a consigliere; esiste traccia, tuttavia, della sua nomina nella Commissione per i tributi locali in tutti i bienni dal 1960 al 1971, così come della nomina di Giulio Cipollone nel Comitato Esecutivo dell’Ente Comunale di Assistenza (ECA) nel 1957 e nel 1962. Il 14 dicembre 1963 venivano invece eletti come consiglieri comunali Fernando Stati (“Statino”) e Oreste Cipollone; quest’ultimo, in particolare, ha preso parte a due legislature (la seconda di durata ridotta per le dimissioni del sindaco Ciofani) ed è entrato in almeno una commissione comunale negli anni ‘70. In seguito, con le elezioni del giugno 1976 sono diventati consiglieri Umberto Ciciarelli (4° più votato in quella tornata) e Giuseppe Cipollone (“Peppetto”), primo per numero di voti nell’intero comune e nominato successivamente assessore ai lavori pubblici e Vicesindaco sotto l’amministrazione Sansone[4]. Nel 1981 è stato eletto per la prima volta Vincenzo Patrizi, che ha ricoperto la carica di consigliere comunale per oltre 30 anni (ultima legislatura 2007-2012) ed è anche entrato nella Giunta cittadina come assessore (urbanistica e poi bilancio, con il sindaco Floris), oltre ad aver ricoperto diversi incarichi in enti e istituzioni locali. In quegli anni, tra l’altro, a Cese era stata istituita una Delegazione che curava tutti gli atti amministrativi (Isaia Cipollone ne teneva il registro) e la delega con autentica delle firme era attribuita allo stesso Vincenzo Patrizi. Assieme a lui, nel 1993 sono entrati in Consiglio Comunale Rocco Semplice e Vincenzo Murzilli, al tempo del primo mandato del sindaco Spallone. Nel secondo mandato, iniziato nel 1997, oltre a Vincenzo Patrizi è stato eletto Egidio Bianchi; i due consiglieri compaiono, tra l’altro, in una foto scattata in Campidoglio al tempo della battaglia per Avezzano provincia. Risale invece al 2002 il primo incarico politico di Iride Cosimati (eletta poi per diverse legislature, fino al 2020-2025), al tempo consigliera e poi nominata assessore nella Giunta Floris. La stessa Iride Cosimati ha inoltre rivestito il ruolo di Vicesindaco sotto la seconda amministrazione Floris e di Presidente del Consiglio Comunale (prima donna nella storia del Comune di Avezzano!) sotto l’amministrazione De Angelis. Come lei, anche Emilio Cipollone è stato consigliere (dal 2012), assessore e Vicesindaco (ruolo, quest’ultimo, rivestito sempre sotto l’amministrazione De Angelis); lo stesso ha ricoperto anche altri ruoli istituzionali e a lui è stato assegnato l’assessorato di maggior rilievo, quello ai lavori pubblici, nella seconda amministrazione Di Pangrazio (2020). Unici candidati sindaci originari di Cese sono stati nel 2012 Iride Cosimati e Italo Cipollone[5]; quest’ultimo, in quella circostanza, è arrivato al ballottaggio con Gianni Di Pangrazio e ha poi svolto il ruolo di consigliere fino al 2017. Tra gli altri consiglieri originari di Cese si possono citare inoltre Giancarlo Cipollone (2012-2020), Giuseppe Petracca (dicembre 2015-giugno 2017) e Annalisa Cipollone (2017-2020). Nella presente legislatura non è invece presente nessun consigliere o assessore residente a Cese o avente origine nel nostro paese, almeno nell’attuale configurazione. Un’assenza che non si riscontrava da moltissimi anni e che impone una riflessione doverosa, aprendo a considerazioni complesse e a questioni non facilmente risolvibili.
[1] Trascrizione completa: Il Presidente dà lettura del reclamo del Sig. Vincenzo Cosimati che è del tenor seguente. “All’Onorevol Consiglio Comunale di Avezzano. Il sottoscritto elettore della frazione Cese, in virtù del disposto dell’Art.90 della vigente legge Comunale e Provinciale, ricorre all’Onorevole Consiglio Comunale contro la proclamazione a Consigliere fatta nella persona del Sig. Giovanni Cipollone di Vincenzo, poiché mentre in detta frazione esistono altri due elettori che hanno l’istesso nome e cognome di costui, quasi tutte le schede mancano della indicazione di paternità, oltre di che sono stati erroneamente attribuiti al Sig. Cipollone molti dei voti esclusivamente dati agli altri suoi omonimi. Il ricorrente quindi augura che l’Onorevole Consiglio annullando l’elezione di esso Cipollone vorrà correggere il risultato delle operazioni in conformità dell’Art.91 della citata legge. Con perfetta stima. Cese 9 ottobre 1889. Vincenzo Cosimati”. Invita quindi il Consiglio ad emettere le sue decisioni. Il Consiglio, visto l’Art.90 [omissis] Attesoché ai numeri d’ordine 195, 196 e 197 della lista amministrativa di questo Comune per l’anno in corso vi sono iscritti Cipollone Giovanni di Arcangelo, Cipollone Giovanni di Giuseppe e Cipollone Giovanni di Vincenzo. Attesoché pel giudizio da accertarsi dal Consiglio si ravvisa indispensabile lo esame degli atti tutti riferitisi alle elezioni amministrative del tre scorso mese di Novembre, e conseguentemente la necessità di procedere novellamente allo spoglio delle schede per la nomina dei Consiglieri della frazione Cese. Attesoché, previa l’apertura della busta ove le sudette schede si conservano, si è dal Sindaco colla assistenza degli scrutatori Signori Antonio Avv. Lolli e Tommaso Conte Resta proceduto allo spoglio dal quale è risultato che Giovanni Cipollone senza paternità ottenne voti n.23, Giovanni Cipollone di Vincenzo voti n.3 e Giovanni Cipollone fu Vincenzo voti n.1. Attesoché le schede portanti il nome di Giovanni Cipollone senza paternità non contengono quelle altre indicazioni che servono a determinare a quale dei tre Giovanni Cipollone si è voluto dare il voto, e quindi esse non possono essere ritenute valide a favore di Giovanni Cipollone di Vincenzo. A maggioranza di voti palesi n. 14, per essersi astenuto il Sig. Giovanni Avv. Cerri, e per essersi avuto un voto negativo. Accoglie il reclamo del Sig. Vincenzo Cosimati fu Francesco ad ai termini dell’Art.91 della citata legge Comunale e Provinciale, delibera che sostituito al candidato Giovanni Cipollone di Vincenzo, illegalmente proclamato Consigliere, l’atro che dopo di lui ha il diritto di essere eletto. Vista quindi la tabella di scrutinio allegata al verbale per la elezione dei Consiglieri Comunali e dalla quale risulta che il Sig. Vincenzo Cosimati fu Francesco ottenne voti n.20. Alla stessa maggioranza come sopra, Il Consiglio Proclama eletto a 3° Consigliere Comunale della frazione Cese il Sig. Vincenzo Cosimati fu Francesco.
[2] Marsica Nuova, Volume 6, Number 4, January 23, 1923 – DALLE CITTA’ E BORGATE DEGLI ABRUZZI E MOLISE – “CESE LA MORTE DEL SIGNOR CARLO Marchionni”.
[3] Trascrizione completa: Oggetto: Nomina del delegato dell’Amministrazione per la frazione Cese. Pubblicata il 15-5-44. Non fu prodotto reclamo. L’anno millenovecentoquarantaquattro XXII° il giorno sei del mese di maggio nell’Ufficio Comunale di Avezzano. Il Commissario Prefettizio del Comune suddetto, signor Dr. Boccaletti Giuseppe assistito dal Segretario Signor Tiberii Menotti, ha adottato la seguente determinazione. Vista la circolare del Capo della Provincia in data 22-3 u.s. n. 1257 Dir. Gab. Ritenuta la necessità di provvedere alla nomina di un proprio delegato per la frazione Cese che rappresenti gli interessi della frazione e sia responsabile per il mantenimento dell’ordine pubblico e per l’esecuzione degli ordini impartiti dalle autorità italiane e germaniche. Considerato che la frazione Cese dista dal capoluogo km 12. Esaminata la opportunità di delegare per le funzioni di cui sopra l’Ing. Augusto Ciciarelli di Gennaro, avente i requisiti di legge per la nomina ad amministratore comunale. Visto l’art.48 del vigente t.u. della legge com. e prov.
Delega all’Ing. Ciciarelli Augusto di Gennaro le funzioni di delegato ed Ufficiale del Governo per la frazione Cese. Letto, approvato e sottoscritto Il Commissario Prefettizio Il Segretario capo
[4] Nella tornata interna con cui è stato eletto il sindaco Sansone risultano anche due voti a Cipollone Giuseppe.
[5] Oltre ai due voti ottenuti da Giuseppe Cipollone nella citata elezione interna del 1976.
<Articolo originale basato sui documenti d’archivio, sulle testimonianze orali e sulla pubblicazione di Filippo Fabrizi, “Avezzano – Cinquanta anni di Sindaci e Consigli Comunali (1958-2008)”. Amministrazione comunale di Avezzano, 2009>













