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Il Camposanto di Cese: non “metterli a marcire in un bagno”

[Storia delle Cese n.217]
di Roberto Cipollone

La storia dell’attuale cimitero di Cese risulta piuttosto travagliata, soprattutto in considerazione dei molti impedimenti e ritardi che hanno accompagnato l’iter realizzativo. Prima delle fondamentali leggi del 1800, la gestione dei luoghi di sepoltura non aveva carattere d’interesse pubblico ed era demandata all’organizzazione ecclesiastica, congregativa e privata. L’origine del tema viene fatta risalire al 313 d.C., quando, con il cosiddetto “Editto di Milano”, le comunità cristiane poterono organizzare culti e spazi funerari senza il vincolo della clandestinità; così, la sepoltura uscì dalle catacombe e si avvicinò ai luoghi della vita liturgica, ossia le pievi rurali e le chiese urbane. Nel corso dell’Alto Medioevo (VI–XI secolo), si diffuse l’aspirazione a riposare accanto ai Santi (“ad sanctos”), poiché la vicinanza fisica alle reliquie dei martiri o agli altari era percepita come elemento di valore rispetto all’intercessione e quindi alla salvezza. Da qui, la gerarchia degli spazi interni alle chiese – come cripte, presbiteri e navate – o esterni, come sagrati e piccoli cimiteri annessi[1]. Gli spazi, tuttavia, erano in numero finito, a fronte di una domanda ciclica; la rotazione era dunque una prassi consolidata, per cui le fosse venivano continuamente riaperte e i resti venivano ricollocati nell’ossario. Tra Umanesimo e Barocco, il sepolcro divenne un mezzo di autorappresentazione, spinto fino alla “monumentalizzazione”. Il XVIII secolo segnò invece una rottura, per cui la sepoltura iniziò ad uscire progressivamente dalle chiese e dai chiostri per approdare in spazi appositamente progettati, anche per motivazioni igienico-sanitarie. La svolta arrivò con il decreto napoleonico “di Saint-Cloud” del 1804, quando si affermò che la sepoltura era materia d’interesse pubblico, da regolare con criteri uniformi; da lì nacque il modello del cimitero comunale suburbano, che entrò progressivamente in tutto il territorio nazionale. Con l’Unità d’Italia, l’impianto napoleonico venne uniformato e il Regolamento di polizia mortuaria (1891) codificò sia la centralità del Comune nella gestione dei cimiteri, sia il principio di inumazione gratuita in campo comune, garantita a tutti i cittadini. L’evoluzione degli spazi cimiteriali ha seguito parallelamente tutte queste trasformazioni.

A Cese, in particolare, i tempi di adeguamento sono stati notevolmente più lunghi rispetto a quanto previsto dalla legge, che imponeva anzitutto il distanziamento dei cimiteri dalle chiese interne all’abitato, prima di allora deputate – come era anche per l’antica chiesa di Santa Maria – anche a luoghi di sepoltura[2]. A tale proposito, risulta dalle carte uno “spurgo di due sepolture a Cese” ancora nel 1834, uno “spurgamento di Sepolture in Cese” nel 1853 e un altro “Spurgamento di due sepolture di Cese” nel 1854. In quegli anni l’iter per la realizzazione del Camposanto era avviato ma non entrato nella fase operativa, in quanto era stata definita solo la tipologia dell’opera (“per tumulazione” e non “per inumazione”), ma i lavori non erano stati assegnati. La prima lungaggine relativa alla costruzione del nuovo cimitero sembra essere legata alla scelta del luogo, che in prima istanza era da individuarsi in siti prossimi a quelle che venivano chiamate “chiese rurali”, ossia, nel nostro paese, la Madonna delle Grazie, Santa Lucia e San Rocco. Inizialmente, infatti, (nel 1827) la scelta era caduta sulla Madonna delle Grazie, salvo esser poi ritirata per la vicinanza al corso della Rafia; in un secondo momento, nel 1829, era stata scelta la chiesetta di San Rocco, a sua volta superata, dopo diversi anni, anche per la non sufficiente distanza dal centro abitato. Si legge, in particolare, in una delibera consiliare del 1873 che “nella borgata Cese evvi assoluto bisogno di un cimitero, più perché la chiesiuolina attualmente ivi dedicata a tale uso è insufficiente per la tumulazione de’ cadaveri, più perché trovasi a contatto coll’abitato”. La scelta successiva è caduta su un sito prossimo alla chiesetta di Santa Lucia, come risulta da un atto del 1883, sebbene non risulti chiaro, dai documenti che si è riusciti finora a consultare, se tale sito coincida con l’attuale collocazione del cimitero. La delibera disponeva infatti “che sia sollecitamente indetta l’asta pubblica per appaltare i lavori di costruzione del Camposanto in Cese, e propriamente nel fondo acquistato da Raffaele De Amicis al di là della Chiesiolina di S. Lucia”. Come noto, questa sorgeva in corrispondenza del numero 12 dell’omonima strada, mentre l’attuale cimitero si trova ad almeno centro metri di distanza da quella posizione. Sulla questione della collocazione si sono alternate, a quanto pare, diverse Commissioni, perizie, reclami di consiglieri e di cittadini, interventi della Prefettura. È facile immaginare che, al riguardo, si siano contrapposte forze politiche legate ad interessi esterni; allo stato attuale delle conoscenze, tuttavia, non si conosce l’esito delle diverse operazioni, ma si sa che i reclami e le opposizioni erano legati alla natura e posizione del sito individuato e, soprattutto, alla questione delle infiltrazioni d’acqua. In un reclamo del 1885, nello specifico, si legge che “le vene di acqua sorgiva potabile correndo in direzione dal cimitero verso l’abitato, ai naturali di Cese andrebbe peggio che a …, cioè bever dovrebbero i loro estinti” e che “nella stagione invernale sarebbe impossibile tumulare cadaveri senza la certezza di metterli a marcire in un bagno”. Nel 1886 si sarebbe nominato il primo custode del Camposanto, Nunzio Cipollone, ma i reclami relativi alle infiltrazioni d’acqua si sarebbero prolungati ancora, fino alla relazione dell’ufficiale sanitario, il Dottor Nardelli, che nel 1892 “avrebbe espresso il convincimento di doversi assolutamente abbandonare l’attuale Camposanto, causa non dubbia delle epidemie di epizoozie che infestano quella frazione”. A tale relazione sarebbe seguita una verifica tecnica affidata all’ingegner Giulio Gallese (“verifica da eseguirsi in diverse condizioni di tempo”, si legge), ma delle opere successive non si trova ad oggi dettaglio. Si sa invece che dopo il devastante terremoto del 1915 numerosi cadaveri furono seppelliti “a ridosso dei due muri esterni del cimitero stesso, in una zona idonea e sufficiente” e che l’anno successivo, “per evitare profanazioni da parte di uomini ei di animali e per soddisfare ad un legittimo desiderio dei superstiti”, si procedette ad una prima recinzione muraria dell’area esterna secondo il progetto redatto dall’ingegner Bultrini, “salvo in seguito a fare le opere complementari e richieste pure dalle vigenti disposizioni legislative e regolamentarie”. Il resto della storia, evidentemente, rientra nelle trasformazioni e negli adeguamenti avvenuti da un secolo a questa parte.


Delibere consiliari e di Giunta del Comune di Avezzano relative al Camposanto di Cese

1824 – Camposanto per il Commune di Cese

In terzo luogo [il Decurionato] ha proposto che a termine del giornale d’Intendenza numero 175 in ordine alla formazione de Campi Santi per tumulazione, o inumazione, si preferì nella seduta 22 aprile (?) ultimo di risolversi per Commune di Cese e fissarsi, se in detto Commune debba farsi il Campo Santo per tumulazione, o pure per inumazione. Il Decurionato ha deliberato di farsi il campo Santo per tumulazione nel Commune di Cese nel modo stesso, come ha risoluto pel Commune di Avezzano, Propone all’oggetto il Locale dietro all’anticamera a man dritta della Sacrestia della Chiesa Parrocchiale e si è conchiuso.

1826 – Chiese rurali all’uopo de Campi Santi

Il sudetto Sig. Presidente ha dato lettura di un pregiato foglio del Sig. Sottintendente N. 1360/1743 colla quale si fa conoscere a questo Decurionato che essendosi rimesso a V.E. il Ministro Segretario di Stato degli affari Interni lo stato delle Chiese fuori l’abitato la … E.I. richiede ora sapere quali di tali Chiese potrebbero addirsi all’uopo de Campi Santi. Il decurionato … di dare disposizioni, è venuto a fare il seguente dettaglio delle Chiese rurali che sono fuori l’abitato, esse sono varie, alcune sono in una situazione atta a tal uopo ma sono ristrettissime, e limitrofe alla Strada Consolare, altre che sarebbero … restano nel basso, per cui ogni piccolo scavo che anderebbe a farsi verrebbe a riempirsi immediatamente di acqua;  […] rapporto poi al Comune riunito di Cese esso possiede due Chiese rurali, una piccolissima e l’altra invasa dall’acqua nel inverno; Vi tiene per altro un locale detto li Fossi dietro Castello fuori l’abitato … provveduto di muri, e che con picciola spesa potrebbe ridarsi all’uopo indicato.

1827 – Scelta della chiesa rurale di Cese per la costruzione del Camposanto

Ha in seguito … lettera di altra proprietà Foglio … colla quale domanda che il Decurionato scelga in … in una delle Chiese rurali di Cese per la costruzione del Camposanto per uso di detto Comune. Il Decurionato è d’avviso che il sudetto possa … nella Chiesa così detta di Madonna delle Grazie, incontrandosi la sola difficoltà che la costruzione sudetta verrà con difficoltà ad eseguirsi, seguendo nelli scavi da farsi l’acqua.

1829 – Indicazione del sito adiacente la chiesa rurale di Sant’Andrea di Avezzano e di quello adiacente la chiesa rurale di San Rocco di Cese come camposanti

In secondo luogo ha proposto, che per dare esecuzione alle disposizioni contenute nel giornale d’Intendenza de’ 21 aprile 1829 n. 82, è di necessità, che i Signori loro scelgano il sito da addirsi ad uso dei Camposanto, che sia attaccato a delle Chiese rurali distanti dall’abitato almeno 100 passi: inoltre dovranno far rimarcare il metodo, che vorran stabilire, se di tumulazione, o inumazione de’ Cadaveri. Il Decurionato, vista la proposta del Sig. Sindaco, ha deliberato unanimemente che presceglie la Chiesa rurale di Sant’Andrea col sito adiacente, che rimane ad una distanza maggiore di quella richiesta nel citato giornale, per la formazione del Camposanto del Comune Centrale di Avezzano, e la Chiesa rurale di San Rocco per quello del Comune riunito di Cese. Adotta il metodo di tumulazione in esclusione di quella della inumazione, come cosa più conveniente, più decente, e meno dispendiosa, e che presenta il vantaggio di non produrre mefitiche esalazioni.

1830 – Deliberazione per lo ristauro del Fontanile e Cimiterio di Cese

In quarto luogo ha proposto che il Sig. Sottintendente, con Suo Ufficio de’ cinque corrente, ha rimessa una perizia fatta da Gio: Francesco D’Agostino fabbricatore per vari accomodi da farsi nel Fontanile del riunito Comune di Cese, e per ristauro de’ parapetti del Cimeterio dello Stesso Comune, per cui fa ascendere la spesa a docati 29,16, e chiede, che il Decurionato convenevolmente si deliberi; perciò nel far la presente proposta ha chiesto di deliberarvisi. Il Decurionato vista la proposta del Sindaco, e la Perizia, di cui è parola, Considerando, che la spesa, che si porta in detta Perizia è alteratissima, ché tra l’altro si pretende prender la pozzolana a San Pelino a dieci miglia di distanza … colla spesa di grana 25 la salma, quando nel tenimento di Curcumello a contatto di quello di Cese … si è detta eccellente non più lontano di un miglio, e meglio circa, il che presenta un risparmio grandissimo. Delibera che il Sig. Sindaco, chiamato dall’art. 251 a invigilare sulle opere pubbliche Comunali faccia da altro più abile soggetto prendere la perizia de’ lavori occorrenti pel ristauro del Fontanile, e Cemiterio di Cese, tantopiù, che la perizia in discorso si è presa senza sua intelligenza, come ha dichiarato in seduta. Dietro di essa il Decurionato delibererà si debba farsi per appalto, o per economia, e nominerà una Deputazione per diriggere il lavoro.

1840 – Camposanti

L’anno milleottocentoquaranta, il giorno trenta Agosto in Avezzano Il Signor Sindaco Presidente ha ricevuto il Decurionato … seduta, ed ha … un ufficio del Sig. Sottintendente del Distretto la di cui data è di 30 Luglio (?) ultimo col quale egli dispone … del Sig. Intendente che non essendo … di aversi un’offerta sia per l’appalto, sia per il  … d’ordine in … alla costruzione de’ Camposanti in Avezzano, e Comune riunito di Cese debba procedersi in linea economica fatto … del Sindaco, 1° Eletto, ed intero Corpo Decurionale i quali tutti sono chiamati solidalmente responsabili della regolarità, ed esattezza dell’opera, e della sollecita esecuzione di essa. Ha invitato per … il Decurionato a deliberare analogamente. Il Decurionato Ha primariamente rivolta la sua attenzione alle cause le quali hanno influito ad allontanare gli offerenti dall’appalto per la costruzione de’ Camposanti anzidetti, e si è convinto, che ciò dipende principalmente dall’essersi … nella perizia, che servono di fondamento alla subasta con prezzo troppo mite i materiali, e la mano d’opera occorrenti per la costruzione dell’opera. […]

1873 – Costruzione del Camposanto nella Frazione Cese

Il Sindaco Presidente ha esibita una domanda del Consigliere Comunale della Frazione Cese Sig. Melchiorre Marchionni, con la quale dimostrando l’assoluta necessità del Cimitero in quella frazione, chiede dal Consiglio che siano prese le necessarie deliberazioni per la costruzione del Camposanto. Il Consiglio, Vista la lettura della suindicata dimanda, Trovando giustissima la proposta del Consigliere Sig. Marchionni per la costruzione del Camposanto nella Frazione Cese. Considerando esser necessario, pria di prendersi le definitive deliberazioni, nominarsi una Commissione di quattro membri scelti nel seno del Consiglio per riconoscere un locale adatto all’uopo, Ad unanimità Deferisce al Sindaco Presidente la nomina della Commissione sudetta. Il Sindaco, seduta stante, ha nominata la Commissione in persona dei Signori Corbi Raffaele, Tomei Francesco, Giffi Fabrizio e Marchionni Melchiorre, la quale si recherà nella Frazione Cese per stabilire un locale adatto per la costruzione del Camposanto, con le norme stabilite dal regolamento sulla sanità pubblica, e ne darà relazione dettagliata al Consiglio in una delle prossime sedute, dietro di che si prenderanno le diffinitive deliberazioni.

1873 – Costruzione di un Camposanto nella frazione Cese

Il Sindaco Presidente riferisce che nella borgata Cese evvi assoluto bisogno di un cimitero, più perché la chiesiuolina attualmente ivi dedicata a tale uso è insufficiente per la tumulazione de’ cadaveri, più perché trovasi a contatto coll’abitato. Che tale necessità fu altra volta riconosciuta da questo Consiglio Comunale, il quale con deliberazione del 23 Settembre 1873 dava incarico ad una Commissione scelta nel seno del Consiglio medesimo e nelle persone dei Signori Corbi Raffaele, Tomei Francesco, Giffi Fabrizio e Marchionni Melchiorre perché destinasse un locale adatto all’uopo e farne relazione dettagliata al Consiglio, lo che non è stato mai eseguito. Che stante così le cose, invita il Consiglio ad emettere le ulteriori provvidenze.

1876 – Costruzione di un Camposanto nella frazione Cese

Il Consiglio, Udita la relazione del suo Presidente, Riconosciuta la necessità e l’urgenza della costruzione di un cimitero della frazione Cese, Ad unanimità per alzata e seduta, Adotta in massima tale costruzione ed incarica il Sindaco medesimo a nominare una novella Commissione di tre membri in sostituzione di quella di sopra riferita, e questa seduta stante invita i Signori Orlandi Biagio, Corbi Matteo e Tomei Francesco d’occuparsi di tale faccenda conformemente a quanto è prescritto nel regolamento sulla sanità.

1879 – Progetto d’arte per la costruzione del Camposanto di Cese

Il Consiglio, Riconosciuta la necessità e l’urgenza di far costruire un Camposanto nella Frazione Cese, Ad unanimità per alzata e seduta Incarica il perito d’arte Comunale Sig. Bartolomeo Corbi a redigere analogo progetto d’arte indicando il locale adatto per la costruzione del Cimitero e delibera che la relativa spesa sia inscritta per metà nel bilancio del 1879 e l’altra metà in quello del 1880.

1880 – Costruzione di un nuovo Camposanto in Cese

Il Consiglio, Visto ed esaminato il progetto di che si tratta, Atteso che il medesimo è stato redatto a norma delle prescrizioni delle leggi e regolamenti vigenti al riguardo, Ad unanimità per alzata e seduta lo approva in tutte le sue parti e delibera che il medesimo venga rassegnato assieme al presente atto alla Superiore autorità competente.

1880 – Sito per la costruzione del nuovo Camposanto in Cese

Il Consiglio (Meno il Consigliere Sig. Raffaele De Amicis che si è assentato) Visto il progetto d’arte del Camposanto da costruirsi in Cese superiormente approvato, da cui risulta che il terreno destinato per tale uso si appartiene esclusivamente al Signor Raffaele De Amicis, e trovasi apprezzato per lire 396:00, Atteso che è giusto pagare al Signor De Amicis il reddito corrispondente per detto fondo dal tempo in cui venne ceduto, fino al giorno del pagamento del valore di esso fondo, Ad unanimità per alzata e seduta Delibera Che sia pagato al Signor Raffaele De Amicis la somma di lire 396:00 pel terreno da lui rilasciato per la costruzione del Camposanto in Cese, ed incarica la Giunta di liquidare l’altro pagamento dovutogli pel reddito del ripetuto fondo.

1883 – Camposanto per la frazione Cese

Il Sindaco presidente riferisce che il Consiglio Comunale fin dal 30 ottobre 1881 deliberava che fosse stata indetta l’asta pubblica per appaltare i lavori di costruzione del Camposanto in Cese e stabiliva che il pagamento dovesse farsi in tre anni; che fino ad ora non è stata data esecuzione al suddetto deliberato per non essere stata prima di questo tempo regolarizzato l’andamento finanziario di questo Comune, ma essendosi col prestito delle lire centomila provveduto al pagamento di tutti i debiti arretrati del comune, trovandosi inscritta nel bilancio del corrente anno la somma di lire … Invita il Consiglio a deliberare novellamente a riguardo della costruzione del Camposanto di Cese. Il Consiglio Visto il progetto d’arte del Cimitero di Cese frazione del Comune di Avezzano debitamente approvato, non che i capitoli di oneri annessi al medesimo, ed altri alligati Visto che la complessiva spesa ammonta a lire 5500.00 Attesoché questo Comune non può in un solo anno pagare all’appaltatore l’intero prezzo Ad unanimità per alzata e seduta delibera Che sia sollecitamente indetta l’asta pubblica per appaltare i lavori di costruzione del Camposanto in Cese, e propriamente nel fondo acquistato da Raffaele De Amicis al di là della Chiesiolina di S. Lucia, e con l’espressa condizione che il pagamento debba farsi entro tre anni, cioè una terza parta della complessiva risultante dalla definitiva aggiudicazione nel 1883, un’altra nel 1884 e l’ultima nel 1885.

1883 – Relazione del Perito d’arte sul Camposanto di Cese

Il sindaco presidente riferisce che pei reclami fatti dal Sig. Francesco De Amicis ed altri di Cese, gli Assessori Sig. Avv. Bartolomeo Giffi ed avvocato Giovanni Cerri incaricarono il perito d’arte Sig. Bartolomeo Corbi perché si recasse sul luogo e rapportasse sulla convenienza oppur no di costruire il nuovo Camposanto di quella frazione in un sito diverso da quello già stato all’uopo destinato. Che il perito suddetto con suo rapporto di 3 fogli mentre non nega che il nuovo sito proposto si presterebbe anche alla costruzione del Camposanto, fa osservare che il medesimo dista dall’abitato 300 metri più dell’altro e che costruirvi il Camposanto occorrerebbe una maggiore spesa. Che dietro simile reclamo, alcuni mesi fa inoltrato da vari Cittadini di Cese alla Regia Sottoprefettura, quest’Ufficio Comunale fu chiamato a prendere le opportune informazioni dalle quali risultò che nessun serio motivo giustificava la domanda di voler cambiato il sito per la costruzione del nuovo Camposanto, e che anzi tutte le ragioni stavano pel luogo già designato, che sei Cittadini che avevano firmato quel reclamo parte vi erano stati indotti per inganno e parte da bizze o interesse personale. Che il terreno acquistato per la costruzione del Camposanto fu prescelto fin dal 1877, dopo essersi recato sul luogo per osservarlo il Sindaco di quel tempo, Sig. Orazio Mattei, con l’intera Giunta Municipale. Che ne fu fatto l’acquisto dal proprietario De Amicis Raffaele. Che fu compilato il progetto d’arte con la designazione di quel sito e che fu superiormente approvato. Che in conseguenza dello stesso progetto furono iniziati i lavori pel cavamento delle fondazioni e che infine con regolari subaste fu proceduto nello appalto per la costruzione del Camposanto in parola. Che in tutto il tempo trascorso dal 1877 fino al corrente anno non fu inoltrato alcun reclamo contro la scelta del sito suddetto. Che per i motivi addotti, e per informazioni assunte, e per lo stesso parere dato dal Perito d’arte, non solo non vi fu alcuna ragione per trasportare il Camposanto in un sito diverso da quello stabilito, ma s’incorrerebbe nella inconveniente di una maggiore spesa, di un maggior disagio, e probabilmente anche nelle noie di una lite minacciata dagli appaltatori, qualora dovesse essere il Camposanto costruito in un sito diverso da quello designato nel progetto di arte che fu base dello appalto dai medesimi assunto. Il Consigliere Sig. Avv. Giffi propone che si nominasse una Commissione la quale si recasse sul luogo per verificare nuovamente lo stato delle cose. Il Consigliere Sig. Lolli risponde essere superflua la nomina della Commissione dopo la visita fatta sul luogo dal Sindaco e dalla Giunta, la relazione del Perito, il progetto approvati e tutte le altre considerazioni di sopra svolte, e propone quindi il seguente ordine del giorno: Il Consiglio, Visti gli atti tutti che alla pratica si riferiscono Conferma le antecedenti deliberazioni e determina che il Camposanto sia costruito nel locale acquistato. […] Procedutosi quindi all’appello si è affermato il seguente risultato. Hanno risposto Sì: Il Sig. 1° Brogi Tommaso, 2° Contaldi Beniamino, 3° Corbi Cesidio, 4° Corbi Giuseppe, 5° Cosimati Vincenzo, 6° Falcone Gaetano, 7° Fiori Raffaele, 8° Gentile Luigi, 9° Iatosti Gustavo, 10° Iatosti Nicola, 11° Lolli Comm. Emmanuele, 12° Mattei Paris. Hanno risposto No: Il Sig. 1° De Amicis Francesco, 2° Giffi Bartolomeo, 3° Tomei Francesco. Si è astenuto il Sig. 1° Gallese Giulio. In vita di tale risultato, il Presidente ha dichiarato approvato l’ordine del giorno proposto dal Sig. Lolli.

1885 – Costruzione del Camposanto nella frazione Cese

Il presidente riferisce: dietro reclami pervenuti dalla frazione Cese per il Camposanto ivi in costruzione mi recai sopra luogo unitamente al Sig. Bartolomeo Giffi Sindaco, all’assessore Sig. Raffaele Fiori, e questi anche nella qualità di sorvegliante de’ lavori, non che ai Consiglieri Si. Cav. Angelo Cerri, Beniamino Contaldi, Vincenzo Cosimati e Francesco De Amicis, gli ultimi due rappresentanti della frazione istessa, seguiti da numeroso popolo, che unanime manifestava il generale malcontento per la posizione piena d’inconvenienti del cimitero in parola. Ebbimo infatti a costatare: 1° Che il sito ove si costruiva il cimitero è il punto più depresso della contrada e che nelle fondazioni scavate, non ancora ripiene, l’acqua risorgeva alla profondità di meno di 75 centimetri e vi fluiva in quantità rimarchevole. 2° Che il cimitero istesso rimanendo appena alla distanza di poco più di 200 metri dall’abitato della frazione e nella direzione Nord-Ovest, cioè sulla strada che dovrà condurre alla stazione ferroviaria pur essa in costruzione, ed essendo verso quella parte che il caseggiato tende a svilupparsi, gli abitanti di Cese si vedrebbero impossibilitati a poter continuare nella costruzione di quella parte, ostandovi il disposto dell’art. 65 del regolamento per l’esecuzione della legge sanitaria, approvato col regio decreto 6 Settembre 1874, n. 210 ( serie 2^). 3° Che le vene di acqua sorgiva potabile correndo in direzione dal cimitero verso l’abitato, ai naturali di Cese andrebbe peggio che a …, cioè bever dovrebbero i loro estinti. 4° Che … nella stagione invernale sarebbe impossibile tumulare cadaveri senza la certezza di metterli a marcire in un bagno, se pure … con cui fluisce l’acqua non impedisca a dirittura di escavare fosse come a norma di legge. In vista di tali nolentissime ragioni, e di altre che per brevità si tralasciano, ed in vista pure che nel territorio della frazione non avevamo altri terreni adatti è nostro avviso di proporre la sospensione de’ lavori del cimitero di Cese, e riferirne all’autorità competente per gli ulteriori provvedimenti. Invita quindi il Consiglio a deliberare al riguardo. Il Consiglio. Vista la relazione del suo presidente. Visti gli inconvenienti che rendono impossibile la costruzione del cimitero nella frazione Cese nel luogo ove si era stabilito, ed in via di costruzione. Visti gli art. 62, 63, e 65 del regolamento 6 Settembre 1874, n. 2120 (serie 2^). Ad unanimità per alzata e seduta delibera Sospendersi i lavori e riferire all’Ill.mo Sig. Prefetto della … per gli ulteriori provvedimenti.

1886 – Salario al Custode del Camposanto a Cese

Il Sig. presidente riferisce che la Giunta municipale nella seduta del dì 10 agosto corrente anno nominava a custode del Camposanto a Cese il Sig. Nunzio Cipollone, rimettendo al Consiglio di stabilirsi il salario da iscriversi in bilancio. Il Consiglio ad unanimità per alzata e seduta stabilisce pel Custode del Camposanto a Cese l’annuo salario di lore 50:00.

1892 – Provvedimenti pel Camposanto di Cese

Il Sindaco dà lettura di una nota del Signor Sotto Prefetto del Circondario in data 13 spirante N. 889, con la quale comunica che a seguito di reclami fatti da diversi abitanti della frazione Cese, avendo incaricato il Dottor Nardelli, quale Ufficiale Sanitario di questo Comune, perché visitasse e riferisse sullo stato del Cimitero di detta frazione, in cui la tumulazione si diceva impossibile per la infiltrazione delle acque, sarebbe risultato purtroppo vero quanto da quegli abitanti si lamenta, e lo stesso Sig. Nardelli in apposita relazione avrebbe espresso il convincimento di doversi assolutamente abbandonare l’attuale Camposanto, causa non dubbia delle epidemie di epizoozie che infestano quella frazione. Dà inoltre lettura della relazione predetta ed invita il Consiglio a prendere le sue risoluzioni, non senza fa rimarcare che trovandosi nelle identiche condizioni di quello di Cese anche il Cimitero di questo Capoluogo, sarebbe necessario innanzi tutto assodare se per avventura il male che si deplora non dipenda dalle continue piogge cadute durante il volgente mese. Il Consigliere Sig. De Bernardinis osserva che pur non potendo mettersi in dubbio l’esistenza degl’inconvenienti che si lamentano, non crede sia per ora il caso di decretare la immediata costruzione di un nuovo Cimitero, sia perché l’estenuate finanze del Comune non lo permettono, sia perché non è finora regolarmente dimostrata l’assoluta necessità di tale provvedimento. Propone quindi di rimediare provvisoriamente ai danni con la escavazione di un fossato di cinta che possa raccogliere le acque del Cimitero ed immetterle nella sottostante pianura; mentre si potrebbero colmare con strati di sabbia le screpolature che si verificano nel suolo durante la stagione estiva. Il Consigliere Sig. Lolli dichiara di non esser alieno dall’associarsi alla proposta del Sig. De Bernardinis, salvo beninteso a determinare innanzi tutto la spesa dei lavori. Riguardo però alla proposta di cambiamento di locale che qualcuno vorrebbe far credere essere stato malamente scelto, è dolente dover dimostrare il contrario col rifare la storia della lunghe pratiche precedenti alla definitiva decretazione di esso. Cita quindi le varie deliberazioni esistenti sull’oggetto, le continue e contraddittorie domande degli abitanti di quella frazione ed i pareri infine della varie Commissioni recatesi sopra luogo e conchiude col sostenere come non sia assolutamente il caso di occuparsi di altro locale, tantoppiù che gl’inconvenienti ai quali ora di accenna possono esclusivamente dipendere dalla eccezionale quantità di pioggia testé caduta. Il Consigliere Sig. Resta, senza riandare sul passato, si limita a dichiarare: che se il Camposanto di Cese non risponde realmente alle prescrizioni di legge, è necessario innanzi tutto far procedere alle debite verifiche e provvedere. Se poi gl’inconvenienti che si deplorano sono tali da potersi rimuovere con le opere proposte dal Sig. De Bernardinis, in questo caso si potrebbe subito incaricare persona dell’arte perché verificasse e riferisse in proposito. Propone quindi per tale verifica l’Ingegnere Sig. Giulio Gallese. Il Sig. Cosimati raccomanda di sollecitare i provvedimenti per evitare seri danni. Il Sig. Gentile si associa alla proposta del Sig. Resta. Dopo di che essendosi dichiarata chiusa la discussione Il Consiglio Ad unanimità, per alzata e seduta, Approva la proposta del Sig. Resta di demandare all’ing. Sig. Giulio Gallese la verifica dell’attuale Camposanto di Cese; verifica da eseguirsi in diverse condizioni di tempo. Lo incarica poi di riferire sull’inquinamento delle acque pei provvedimenti a prendersi. Rinvia ogni ulteriore deliberato dopo che il Sig. Gallese avrà presentata la sua relazione. Il presente atto, previa lettura e conferma viene sottoscritto.

1916 – Costruzione di muri di cinta per l’ampliamento e la sistemazione del cimitero di Cese

L’anno millenovecentosedici, addì diciotto del mese di Agosto in Avezzano e nella Casa municipale. Il Cav. Uff. D. Italo Pio, Delegato speciale del Comune, assistito dal Segretario M. Colaneri, Si premette che per provvedere alla sepoltura delle cinquecento vittime del terremoto del 13 Gennaio 1915, le autorità civili e militari preposte dalla Direzione dei servizi dopo il disastro tellurico, nella assoluta insufficienza del cimitero esistente, seppellirono molti dei cadaveri rinvenuti a ridosso dei due muri esterni del cimitero stesso, in una zona idonea e sufficiente. Per evitare profanazioni da parte di uomini ei di animali e per soddisfare ad un legittimo desiderio dei superstiti, non che ad una norma di legge, si rende necessario recingere con conveniente muro tale area esterna adibita a sepolture, sistemando in tal modo l’esistente cimitero in modo da poter servire anche per le necessità future. E perciò si è fatto redigere regolare progetto tecnico per un recinto semplice ed economico, salvo in seguito a fare le opere complementari e richieste pure dalle vigenti disposizioni legislative e regolamentarie. È perciò che riconosciuta la necessità e l’urgenza dell’opera da compiersi prima del prossimo inverno; Visto che l’importo dell’opera è stato anche stanziato nel bilancio del 1916 in corso di approvazione; Lette le disposizioni circa i poteri dei Delegati speciali nei paesi colpiti dal terremoto del 13 Gennaio 1915 Delibera di approvare il progetto tecnico 10 Luglio 1916, redatto dall’ing. Bultrini per la sistemazione del cimitero della frazione Cese per l’importo di lore novemilasettecento. Tale somma, già iscritta nel bilancio 1916 in corso di approvazione all’articolo 73 sarà richiesta al Ministero dell’Interno. I lavori, in vista dell’urgenza, saranno concessi a trattativa privata, perciò se ne chiede la speciale autorizzazione all.Ill.mo Sig. Prefetto a norma dell’art.183 del vigente Testo unico della legge comunale.


[1] Le collocazioni di prestigio erano quelle del centro e dell’altare, mentre il margine e la fossa comune denotavano fragilità economica o assenza di legami; il sagrato era lo spazio di confine in cui il defunto restava “alla porta” della chiesa, ma dentro la sua benedizione.

[2] Ancora nel 1824 si proponeva come collocazione del cimitero “il Locale dietro all’anticamera a man dritta della Sacrestia della Chiesa Parrocchiale”.


<Articolo originale elaborato da atti amministrativi e ricerche personali >

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