[Storia delle Cese n.192]
di Roberto Cipollone
Si è già sottolineato come negli anni successivi al terremoto gli abitanti di Cese avessero avuto modo di lamentare l’assenza di infrastrutture e servizi importanti come quella stradale e quello elettrico. Anche prima del 1915, tuttavia, le carenze a livello di opere pubbliche erano evidenti, come dimostrano diversi documenti risalenti anche al XIX secolo.
Risale in particolare al 1876 una richiesta di intervento stradale avanzata da Francesco Tomei a riguardo della “strada di Santa Lucia”. Con il crollo del tetto della chiesa madre, infatti, sembra che la chiesetta di Santa Lucia fosse temporaneamente utilizzata per le funzioni ordinarie, ma che la strada tra la piazza e il piccolo edificio sacro fosse in condizioni totalmente disagevoli poiché ricoperta di fango. Si legge nel documento: “Cese li 17 febbraio 1876. Signore. Atteso la catastrofe toccata a questa Chiesa Parrocchiale, il venerabile è stato trasportato alla Chiesa rurale di S. Lucia lontana da questo abitato circa canne duecento, in essa si celebrano le sacre funzioni giornaliere, ed in essa si raccoglie la popolazione per assistere ai sacri riti, la strada però che colà conduce è pessima e difficile a pratticarsi per il molto loto che la ricopre”. Eppure la sistemazione della generica “strada comunale” era stato deliberato già sei anni prima, stando ad un altro documento con cui il Consiglio Comunale di Avezzano adottava il progetto del geometra Vincenzo Brogi facendo seguito alla decisione della Deputazione Provinciale del 10 gennaio 1870. Nello stesso atto, inviato al Prefetto dell’Aquila in data 3 agosto 1870, si legge tra l’altro: “Mi pregio spedirle la Deliberazione del Consiglio Comunale di Avezzano, con la quale si adotta l’unito progetto per la sistemazione della strada Comunale, dietro la riforma portavi dal redattore Geometra Sig. Vincenzo Brogi in analogia alla decisione suddetta. Prego per la determinazione di risulta e sarò obbligato per la sollecitudine one i lavori siano intrapresi e compiuti entro la propizia stagione”.
Un altro documento comunale precedente al terremoto e risalente, in particolare, al 1911 fa riferimento anche al sistema fognario, apparentemente costruito proprio in quell’anno (sebbene esista un “collaudo dei lavori idrici e fognari di Avezzano e di Cese da parte dell’ingegner Giulio Stefanoni” del 1906). Nella delibera della Giunta Comunale del 5 dicembre 1911 “Pei lavori di costruzione di una fogna, di un abbeveratoio e lavatoio nella Frazione Cese”, si legge infatti che successivamente alla liquidazione finale delle opere realizzate dall’Impresa Mancini “diversi frazionisti hanno dichiarato che le opere suddette non furono eseguite regolarmente e in conformità del progetto”. In conseguenza di ciò, la Giunta incaricava l’ingegner Sebastiano Bultrini (“direttore dei lavori di risanamento della Città”[1]) di collaudare le stesse opere. Del collaudo, però, ad oggi non si hanno esiti noti, mentre si ha traccia di una più vecchia delibera del Consiglio Comunale relativa a “Distribuzione di acqua e fognatura in Avezzano e sua frazione Cese”[2] del 1898. Dalla delibera alla realizzazione della fogna, dunque, erano passati almeno 13 anni, e altri ancora sarebbero dovuti passare (con la distruzione del terremoto nel mezzo) prima dell’estensione dell’impianto fognario alla strada in uscita verso Capistrello, al tempo Via Napoli, raggiunta solo nel 1920[3]. Negli stessi anni sarebbero insorte anche alcune controversie con le ditte incaricate dei lavori, come dimostra la delibera del Consiglio comunale del 27 agosto 1922 riguardante gli “atti di collaudo dei lavori della strada di Cese e decisione sulle controversie con l’impresa”[4].
Diversi sono gli atti della Giunta, del Consiglio e anche del Sindaco relativi a lavori di ristrutturazione di opere pubbliche, alcuni molti antichi come il “progetto di rifacimento delle strade interne di Cese e dei Piani Palentini”, approvato dal sindaco Mattei il 3 luglio 1812, o come la “restaurazione del canale in Cese” del 1863, altri riferiti già al XX secolo come il “collegamento telefonico tra questo capoluogo e la frazione Cese” del 1919. Numerosi sono anche quelli riguardanti la costruzione e la sistemazione delle strade di collegamento tra Cese e i paesi confinanti di Cappelle, Corcumello e Capistrello. Il primo di cui si ha traccia è del 1869 e fa riferimento al progetto della strada tra Cese e Corcumello, chiamando in causa anche prestito per le opere pubbliche di Avezzano contratto con il Principe Torlonia. Vi si legge infatti che “allorché si provvide per la costruzione delle strade, canali e marciapiedi di questa Città, si stabilì benanco di accomodare il tratto di strada che parte dal principio dall’abitato della Borgata di Cese e va a terminare ai confini del territorio del limitrofo Comune di Corcumello. Non si stabilì però nomina alcuna e riservossi il Consiglio far procedere al regolare proggetto di arte, in vista del quale avrebbe provveduto a tale bisogna, desumendone la spesa sul prestito di lire 85.000 contratto col Principe Signor Torlonia per le opere pubbliche di questa Città”. L’anno successivo si sarebbe deliberato della “Costruzione e sistemazione del tratto di strada Comunale nel riunito Cese al tenimento di Corcumello”[5], ma anche del tronco stradale Cappelle – Cese – Valle Roveto, nominando come esperti Livio Pace di Cese e l’ingegner E. Lolli. Della stessa strada il Consiglio avezzanese avrebbe deliberato ancora nel 1875 (“Completamento della Strada Comunale da Cese a Corcumello e deliberazione d’urgenza della Giunta del 22 luglio 1875”[6]), affidando i lavori agli impresari D. Ferretti e A. Castrucci, su perizia di Biagio Orlandi, e nel 1881 (“Domanda di Raffaele Corbi, riguardante la costruzione della strada che da Cese va a Corcumello”[7]). Risalgono agli stessi anni anche le delibere riguardanti i collegamenti con Cappelle e Capistrello. Nel 1877, infatti, il Consiglio si pronunciava in merito alla “Strada obbligatoria di Cese a confino con i comuni di Scurcola e Capistrello”[8]; circa venti anni dopo, nel 1896 nello specifico, la strada per Cappelle avrebbe necessitato di lavori di sistemazione, stando alla delibera del Consiglio riguardante i “Restauri alla strada che da Cese mena alla stazione ferroviaria di Cappelle”[9]. Nel 1889 il Consiglio deliberava la partecipazione in solido alla costruzione della “via equicola albense da Capistrello a Cese” “per il bene della frazione, che era stata multata da Regi Carabinieri per sporcizia delle strade”. Gli abitanti, nel frattempo, avevano diretto al Prefetto una petizione pubblica per potersi allacciare alla via consolare marsicana. Nel 1919, invece, si sarebbero resi necessari dei “lavori di restauro alla strada rotabile Cese – alla provinciale Avezzano-Sora”; decenni prima, come noto, per il progetto di strada rotabile e di ferrovia si era ipotizzato anche il passaggio attraverso Cese e i piani palentini.
Ulteriori interventi stradali furono in generale necessari al termine e in conseguenza della Seconda guerra mondiale. Una nota dell’8 giugno 1946 indirizzata al Dirigente della “Sezione autonoma del Genio Civile” dal sindaco Antonio Jatosti, in particolare, ha ad oggetto “Danni bellici. Strada comunale per la frazione Cese”: “Come da precedenti intese, prego vivamente la S.V. di voler disporre per la sollecita compilazione e l’inoltro al Provveditorato Regionale alle Opere Pubbliche della perizia dei lavori occorrenti per la riparazione della strada di accesso alla frazione Cese (da Cappelle dei Marsi) e della strada che, dalla stessa Frazione di Cese mena a Capistrello. Dette strade, come è noto, a causa dei danni causati dalle vicende belliche, sono pressoché impraticabili ed in alcuni punti addirittura pericolose. Mi sarà gradito un cortese cenno di riscontro, dovendo a mia volta riferire al Consiglio Comunale. Con ringraziamenti ed ossequio, IL SINDACO (Antonio Jatosti)”. Tali lavori risultavano ancora in corso nel 1948, stando ad un pro-memoria dell’Ufficio tecnico comunale riservato al Sindaco. Nello stesso, datato 16 giugno 1948, si riportano -tra gli altri- gli importi relativi alla riparazione dei due tratti stradali in questione, secondo le voci “Riparazione strada da Cese alla Nazionale S.S. 82: Lavori in corso _ Impresa Enrico ROSATI. Importo lire 6.150.000 – Netto lire 5.365.875” e “Strada Cese-Cappelle. Perizia in corso di approvazione. Importo lavori preventivati Lire 5.000.000”. Per quanto riguarda le strade interne, invece, si ha traccia di un programma di lavori, con relativi preventivi di spesa, riguardanti la “inghiaiatura delle strade interne” e datati 3 aprile 1950. In quell’anno, dunque, si programmava ancora la sola copertura con ghiaia, mentre l’asfaltatura avrebbe dovuto attendere ancora diversi anni. Il programma di lavori del 1950, in ogni caso, comprendeva“Via Isonzo (180 metri * 3 metri), Piazza Baracca (40*40), Via Paolo Marso (300*4), Via Madonna delle Grazie (160*4), Via S. Sebastiano (50*4), Via 18 Febbraio[10] (50*4), Via M.Bianchi (180*3), Rione Mandre (50*60), Rione sulle Mura (50*50), Piazza S.Felice (60*6), Via P.Marso[11] (100*4)”. Il totale di ghiaia necessaria ammontava a 400 metri cubi, per un costo di 120.000 lire a cui andava sommata la manodopera di due operai per 15 giornate di lavoro (30.000 lire), per una spesa totale preventivata di 150.000 lire. Negli stessi giorni veniva deliberata anche l’approvazione di spesa per la “sistemazione e manutenzione di opere igieniche della frazione Cese”. La Deliberazione di Giunta del 13 aprile 1950 recita infatti: “LA GIUNTA. Visto il preventivo in data 1° corrente dell’Ufficio Tecnico Municipale relativo alla spesa occorrente per la costruzione di un raccordo della fognatura, per la ripulitura e sistemazione del cunettone di raccolta delle acque luride in Via Isonzo, per lo svuotamento dei pozzi neri delle scuole e delle case demaniali e per la fornitura di quattro recipienti occorrenti per gli scarichi e la pulizia dei gabinetti di decenza delle scuole della razione Cese, per l’importo complessivo di L. 71.000. Ritenuta la necessità di provvedere ai lavori ed alla fornitura suddetti allo scopo di soddisfare le esigenze della frazione, anche in accoglimento delle premure rivolte da quella popolazione. Con voti unanimi espressi nei modi di legge DELIBERA Di approvare il preventivo […] autorizzando l’Ufficio Tecnico Comunale medesimo ad eseguire i lavori e la fornitura in economia […].”
Le fotografie di quegli anni, d’altra parte, raccontano bene quale fosse la situazione delle strade interne, mentre le cronache e gli articoli di giornale riportano le fondate richieste degli abitanti relative ai servizi essenziali come quello idrico e quello fognario. Quest’ultimo, in particolare, è rimasto di attualità per via dei necessari adeguamenti richiesti dal trascorrere del tempo; la storia delle opere pubbliche a Cese, dunque, è sempre aperta.
[1] E futuro responsabile del Piano cittadino di ricostruzione post-terremoto.
[2] Archivio Storico Comune di Avezzano, Deliberazioni Consiglio Comunale, b. 8 reg. 29 15/2/1898 20/12/1898, Avezzano 1898 ottobre, 17. c. 94v.
[3] Archivio Storico Comune di Avezzano, Deliberazioni Delegato Speciale, b. 9 reg. 38 12/1/1920 19/12/1920 Avezzano 1920, luglio 9” Frazione di Cese – Progetto per la costruzione della fogna in muratura lungo Via Napoli”. pag. 111.
[4] Archivio Storico Comune di Avezzano, Deliberazioni Consiglio Comunale, reg. 39 27/2/1921 27/1/1924 Avezzano 1922 agosto 27, pag. 102.
[5] Archivio Storico Comune di Avezzano, Deliberazioni Consiglio Comunale, b.2 reg.3 2/5/1869 28/1/1872, Avezzano 1870 luglio 14, c. 99v.
[6] Archivio Storico Comune di Avezzano, Deliberazioni Consiglio Comunale, b. 3 reg. 5 7/5/1874 7/4/1876, Avezzano 1875 dicembre, 5, c. 238 r.
[7] Archivio Storico Comune di Avezzano, Deliberazioni Consiglio Comunale, b. 5 reg. 11 9/01/1881 20/12/1881, Avezzano 1881 dicembre 20, c. 131 r.
[8] Archivio Storico Comune di Avezzano, Deliberazioni Consiglio Comunale, b.4 reg. 8 23/8/1877 18/12/1878, Avezzano 1877 (agosto 23), c. 2 r.
[9] Archivio Storico Comune di Avezzano, Deliberazioni Consiglio Comunale, b. 7 reg. 27 5/01/1896 31/12/1896, Avezzano 1896 dicembre 7, c. 82r.
[10] Da correggere con Via 11 Febbraio
[11] Si tratta per esclusione di Via Pietro Marso, ex via Roma
<Elaborato sulla base della documentazione dell’Archivio Storico del Comune di Avezzano e degli Atti dei Sindaci riportati in O.Cipollone, “Orme di un borgo”, 2002>







