[Storia delle Cese n.185]
da Roberto Cipollone, Annunziata Guidoni, Roberta Torge, Mario Petracca
«Non so come si possano spiegare certe cose. È stato come se la Madonna di Cese mi avesse ispirato questo desiderio, e io l’ho sentito crescere in me. È stata una gioia grande poter portare l’immagine della Madonna ai nostri compaesani emigrati in Argentina. Un’emozione immensa». “Nunziatina” Guidoni ha raccontato così l’inizio di quel percorso di fratellanza tra Cese e Berisso che ha portato ad una continua vicinanza e ad un gemellaggio tra la cittadina argentina e la comunità cesense e marsicana. Il 19 dicembre 1993 la replica della Madonna di Cese realizzata da Mario Petracca su commissione di Annunziata Guidoni e Mario Marchionni arrivava in Argentina per portare ai nostri conterranei il messaggio di unione e amicizia dell’intera popolazione di Cese. E quale icona, se non la “nostra” Madonna, poteva caricarsi sulle spalle tutte le emozioni, il comune sentire, il desiderio di fratellanza che fa da ponte tra queste due anime della stessa comunità? Sotto la materna protezione della Madonna di Cese, oltre trenta anni fa iniziava un percorso comune che si sarebbe rafforzato con il gemellaggio formale tra il nostro paese e la città di Berisso. Una comunione che si riscopre ancora salda, radicata, scavata nel solco di un viaggio che la memoria ha ceduto al cuore, perché non si dimentichi chi siamo stati, e con quanta forza siamo passati sui nostri anni.
In seguito all’arrivo della replica della tavola, il 19 dicembre 1993 il parroco argentino Julio Santurio scriveva al nostro don Angelo: “Al Signor Parroco di Cese. Mi rivolgo a Lei per dimostrarle quanto mia è gradita la bellissima Immagine della Vostra Madre che è venuta a rallegrare, per suo consenso, questa nostra parrocchia che ha molti vostri parrocchiani venuti qui negli anni lontani e che con tanto amore è stata accolta da me e dai parrocchiani argentini e cesaroli. Desidero che la Santissima Vergine di Cese aiuti e protegga sempre i vostri compaesani ma anche tutta la nostra parrocchia, per sua intercessione e possa ricevere e dare tante benedizioni a noi tutti. Dall’Argentina, riceva lei e la sua comunità un caro saluto ed un fraterno abbraccio da me e da tutta la mia comunità parrocchiale. Grazie, grazie, grazie. Dal Parroco Julio Santurio. Parrocchia Santa Maria Ausiliatrice – 19 dicembre 1993”.
In quella circostanza, “Nunziatina” Guidoni parlò così alla comunità presente a Berisso: «Miei cari, la Madonna è venuta a trovarvi in Argentina, ma forse finora non è stata con voi?! No, lei è stata sempre con voi, con noi tutti. Ora però è presente qui con la sua bellezza, e quanto più la cercheremo, tanto più ci farà sentire la sua presenza e la sua protezione. Può sembrare un’esaltazione l’aver pensato di portare l’immagine della Madonna delle Cese qui in Argentina, invece ha una grandissima importanza. Lei è venuta a trovarvi per abbracciarvi, sostenervi in questi tempi così duri, è venuta a portarvi i saluti dei vostri cari lontani, dei vostri amici, di tutto il paese che oggi qui Ella stessa rappresenta. È venuta per fare un vero gemellaggio fra Cese e l’Argentina. Ora non sarete più soli, potrete trovare in Lei gioie grandi. Venite spesso a trovarla, per avere compagnia, per avere conforto e speranza nei momenti di gioia o di dolore. Lei non vi ha mai dimenticati da quando siete partiti, eravate nel profondo del suo cuore di mamma, anche quando sembravate smarriti e soli come emigranti in terre straniere, sconosciute per voi, cresciuti in un paesino solitario. Ma ora è qui e vi porge le mani per esservi di aiuto. È qui per rafforzare la fede a chi ne ha poca, per ridarla a chi ce l’ha spenta ed aumentarla a chi ne ha già tanta. È venuta a portarvi l’affetto dei parenti che lasciaste da tanto; rappresenta i vostri genitori, i nonni, i fratelli, gli amici e i paesani che lasciaste, magari piangendo a malincuore. È qui per fasciare le vostre piaghe. Ora in lei li avete tutti qui vicino nel suo cuore di mamma. Non siate però voi ad abbandonarla, promettetele oggi stesso che verrete spesso a trovarla e che almeno un giorno all’anno farete una festa in suo onore, dedicata tutta a lei, magari che sia lo stesso giorno in cui si festeggia a Cese, ma a questo non devo pensarci io, perché penso che voi, nella grande gioia che avete oggi, farete molto di più. Allora la Madonna sarà ben felice di essere venuta qui fra voi. Se l’amerete molto, vedrete grandi meraviglie nelle vostre famiglie e nei vostri cuori. Lei è la nostra madre che vuole venirci incontro, vuole aiutarci, vuole essere la nostra compagna di vita in questi tempi di confusione e di scoraggiamento in cui è la sola che può risollevarci. Di che cosa non è capace Lei! Lei sa raddrizzare le nostre sorti disperate, se noi ci affidiamo al suo cuore, sa compiere miracoli quando siamo nell’impotenza. Noi però ricorriamo spesso al suo aiuto con fiducia. E lei che tutto può e tutto dà a chi gli si abbandona, ci aiuterà volentieri e senza riserve. Lei che con Gesù condivide la regalità sulla Chiesa e sul mondo intero. Quante risorse ha il suo seno materno, per il potere che Dio le ha concesso da sempre, ma soprattutto in questi tempi chiamati i tempi di Maria! Lei, l’intermediaria tra Dio e gli uomini, è una mamma che nulla nega ai suoi figli. Perciò affidiamoci al suo aiuto per essere protetti, illuminati e guidati in questi tempi di confusione, in modo che Ella possa agire in noi e darci il suo aiuto. L’arrivo della Madonna in Argentina è capitato nei giorni di Natale, questo ci fa pensare al viaggio di Maria da Nazareth a Betlemme, dove nacque Gesù, quindi è venuta a portarvi Gesù. Questo Natale 1993 resterà sempre nel vostro e nostro ricordo come un anno di grande grazia e misericordia, da ricordare per sempre. La Madonna ci ricolmi tutti di ogni grazia e benedizione, a maggior gloria di Dio. Intanto nel mio grande desiderio, rimane solo la speranza che l’immagine della Madonna delle Cese, qui fra voi, venga molto venerata. Per tutta questa grande gioia mia e vostra ringrazio il Vescovo di Avezzano, Don Angelo e tutta la parrocchia di Cese, Il Vescovo ed il Parroco di questa parrocchia, e voi tutti che accogliete Maria in questa chiesa e nei vostri cuori. Il Signore ci benedica oggi e sempre. Amen».
Sul giornale di Berisso venne anche pubblicato un articolo dedicato all’evento: “La comunità cattolica del paese di Cese, Avezzano, provincia dell’Aquila, Italia, residente a Berisso, si è riunita la scorsa domenica per accogliere un quadro dell’immagine della Vergine Maria Stella, Madonna “delle Cese”, patrona del detto paese. Per iniziativa della signora Nunziatina Guidoni, che iniziò la pratica presso l’Arcivescovato (sic) di quel paese, si ottenne che il Santo Padre concedesse il trasporto presso questa città di un quadro, replica della reliquia del 1300 conservata nel Museo del Vaticano (sic), affinché fosse venerato nella chiesa di Maria Ausiliatrice. Si è tenuta una cerimonia religiosa seguita da un gran numero di credenti. Terminata la cerimonia, i presenti (in numero superiore al centinaio) si sono portati presso la Società Italiana di Berisso, dove è stata organizzata un’iniziativa sociale di stampo familiare nella quale non sono mancati i canti, la musica ed i balli tipici, e all’interno della quale è intervenuto il rappresentante di quel paese, dottor Vincenzo Patrizi, con un discorso indirizzato a tutta la comunità di Cese residente a Berisso. Prima di concludere la bella iniziativa, si è realizzato un atto emozionante, con l’accensione di tutte le candele disposte sulle composizioni floreali di tutti i tavoli, con un canto alla Vergine ed un successivo brindisi alla pace ed alla felicità di tutti. Come detto, il quadro è stato accolto dal Parroco della chiesa di Maria Ausiliatrice ed è esposto per la venerazione presso detto tempio”.
In seguito all’arrivo della Madonna di Cese, i nostri compaesani residenti in Argentina decisero di fare un gemellaggio con la loro Madonna di Lujan, patrona dell’America Latina. Il 24 giugno del 1996, alcuni nostri compaesani argentini, Loreta, Evaristo, Carminella, Angela e il marito Giuseppe, con il sindaco di Berisso Nestor Kuzwa, portarono a Cese la Madonna di Lujan, una piccola statua di 55 cm che è stata accolta dal nostro paese con una bella cerimonia, alla presenza del parroco del tempo, don Angelo Leonetti, del sindaco Mario Spallone, dei rappresentanti della Comunità montana Marsica 1 (che aveva formalizzato il gemellaggio con la città di Berisso), di altre personalità e di molte persone di Cese. In quella circostanza è stato formalizzato il gemellaggio e si è festeggiato l’evento con scambi di doni, belle testimonianze e la partecipazione della banda di Cese. Da allora, la piccola statua della Madonna di Lujan è venerata anche nella chiesa di Cese, dentro una campana di vetro posta su una colonna di marmo.
Nel 2007 Roberta Torge ha riportato in un articolo testimonianze e sensazioni sul “ponte” ideale tra Cese e Berisso e sul legame tra gli “emigranti cesaròli” e il loro paese d’origine.
Berisso è una città di immigrati provenienti da tutti i Paesi dell’attuale Europa, sfuggiti alla povertà, alla fame e alla disoccupazione durante i primi anni del secondo dopoguerra. Fondata da un genovese di nome Giovanni Berisso, si trova a circa un’ora e mezza da Buenos Aires e a pochi minuti da La Plata, una cittadina moderna, sede di una importante Università. Berisso è formata da tante casette basse, con un cortile davanti ed uno di dietro al quale si accede dalle cucine, le strade sono tutte ordinate e perpendicolari tra loro a formare angoli retti che delimitano i cosiddetti “quadri”. Ogni cittadino ha imparato a convivere con persone di cultura e provenienza diversa, la solidarietà è di casa tra questa gente che può contare solamente sul proprio vicino poiché ha lasciato la famiglia lontano. Tra russi, polacchi, libanesi, spagnoli, tedeschi ci sono moltissimi italiani e tra di loro diverse persone di Cese che hanno lasciato, giovanissimi, il paesello per andare incontro all’ignoto in un Paese sconosciuto e lontanissimo. Quanto coraggio… Non è stato molto difficile abituarsi al nuovo modo di vivere, alla lingua e a nuove tradizioni (come il festeggiamento dei 15 anni delle ragazze, ricorrenza molto più sentita ed importante dei i nostri 18 anni, rappresenta l’entrata in società dell’adolescente), senza però dimenticare le proprie origini, così in queste case regna una mescolanza di tradizioni e abitudini: “asado” (carne alla brace) “sagnette” e lasagne, caffè e “mate” (tipico infuso dei paesi sudamericani), nonni che parlano cesarolo e nipoti che rispondono in spagnolo!!!! Tra loro c’è Loreta, che nel 1950, all’età di 18 anni e con un figlio di appena sei mesi, è partita per l’Argentina a bordo del battello Conte Grande, affrontando un viaggio lungo 15 giorni. A Berisso Las Talas la aspettava Evaristo, suo marito partito dopo appena 2 mesi di matrimonio nel 1949 all’età di 19 anni. Lì hanno lavorato come ortolani aiutati a supportati da altri immigrati abruzzesi provenienti da Corvaro, Massa d’Albe e Castelnuovo. Successivamente con fatiche e risparmi sono riusciti ad aprire una macelleria a Berisso che ha permesso loro di vivere una vita serena. Hanno due figli Giuseppe (macellaio) e Michele (dentista) e quattro nipoti ormai grandi tutti orgogliosi di essere discendenti di italiani. I figli Giuseppe e Michele hanno organizzato un incontro con tutti i loro cugini italiani il 12 agosto a Cese e sono rimasti per 10 giorni nel paese di provenienza dei loro genitori. Loreta, con suo marito, ha avuto la possibilità di viaggiare molto: Brasile, Uruguay, Spagna, Inghilterra, ma non dimentica mai la sua Patria, l’Italia (dove torna molto spesso), pur ammettendo che l’Argentina le ha dato tutto, permettendole di vivere una vita meravigliosa. In tutta l’Argentina sono sorte organizzazioni chiamate “Società italiana”, i cui membri ogni anno si incontrano nelle varie regioni dell’Argentina. Qualche anno fa c’è stato un gemellaggio tra Berisso e la Comunità Montana di Avezzano.
Una copia della Madonna di Cese è stata portata a Berisso, nella chiesa di Maria Ausiliatrice, e la Madonna del Lujàn è stata portata in Italia. Il prossimo 24 settembre verrà inaugurata la nuova cappella che ospiterà la Madonna di Cese e la messa sarà celebrata in italiano da un prete italiano.
Quella riportata di seguito è una poesia scritta da un “emigrante cesarolo” al suo “paesello”. Non è così banale il pensiero di coloro che hanno lasciato tutto (ma davvero tutto!!!) per ricominciare una nuova vita in un nuovo mondo, sradicati dalle proprie origini sono un nucleo familiare a se stante. I loro figli e nipoti conoscono le proprie origini dai racconti…. per non parlare della voglia e della curiosità che hanno di conoscere “il resto” della loro famiglia.

Il 29 dicembre 2013 il ventennale del gemellaggio è stato celebrato con un rito religioso intensamente partecipato ed accompagnato da una raccolta di documenti, testimonianze ed approfondimenti, come il parallelismo tra la Madonna di Cese e Nuestra Senora de Lujàn curato da Mario Petracca. Il rito celebrato nella chiesa di Cese è stato al tempo seguito in contemporanea dalla comunità di Berisso, mentre, in seguito alla ricorrenza, l’ambasciatore argentino presso la Santa Sede ha voluto inviare un prezioso ringraziamento al nostro paese.
Desidero ringraziarVi per avermi concesso l’onore di presentare il mio personale omaggio e quello dall’Ambasciata Argentina presso la Santa Sede, in occasione del ventesimo anniversario del gemellaggio tra Cese di Avezzano e Berisso. È noto e consolidato lo stretto vincolo che lega l’Italia all’Argentina, ciò nonostante è sempre una piacevole sorpresa scoprire che ogni singola cittadina dei nostri due paesi sia legata da una cultura simile e soprattutto dagli stessi valori religiosi che si consolidano e si rinnovano ad ogni anniversario. È inoltre significativo che il Gemellaggio tra Cese di Avezzano e Berisso si celebri durante il periodo del Natale, festività che ci porta a riflettere sull’importanza della religione per le famiglie che hanno generato il flusso migratorio e che hanno portato con sé le tradizioni e la spiritualità di questa celebrazione. Desidero rinnovarVi i miei più sentiti auguri per il Vostro Anniversario e per i festeggiamenti che avverranno all’unisono, nonostante la distanza. Cordiali Saluti, Juan Pablo Cafiero, Ambasciatore.
Un segno di vicinanza che conferma il legame tra Argentina e Italia, e, in piccolo, tra Cese e Berisso.
<Rielaborato da ricerche personali, da R.Cipollone, “La Voce delle Cese” (edizione speciale dicembre 2013) e da I.Cipollone, “Genealogia delle Cese” (2007)>















