[Storia delle Cese n.134]
da Osvaldo Cipollone
La popolazione di Cese è stata sempre abbastanza pacifica, ma in alcune circostanze non sono mancati episodi di protesta e manifestazioni anche eclatanti. Tra gli atti di Sindaci si ritrovano diverse manifestazioni di dissenso, come quella del 1839 con la quale “uno stuolo di abitanti di Cese (che contava allora 500 anime) reclamava al Ministro degli Affari Interni di Napoli contro il decurionato avezzanese…”. In quel caso, la materia del contendere era l’assegnazione del forno pubblico. Negli anni ’50 del ‘900 si generò invece un vero e proprio tumulto per le terre della “Séleva”, che secondo un progetto dovevano essere utilizzate per colture sperimentali (qui l’articolo completo). Gli abitanti, uniti e capeggiati dalle donne, si munirono in quel caso di forche ed attrezzi vari per mostrare il proprio risentimento contro il sopruso, arrivando addirittura a sdraiarsi davanti ai mezzi meccanici e riuscendo nell’intento di fermare il disegno. Un altro episodio significativo fu quello vissuto da diversi giovani in occasione di una cerimonia svoltasi a Corcumello e presenziata da alte personalità politiche e religiose. I cartelli preparati per la circostanza portavano da un lato scritte di benvenuto e dall’altro frasi di protesta verso le varie personalità presenti, responsabili dei problemi del paese, come quello delle fogne, delle strade e dell’acqua. La cronica carenza di quest’ultima, in particolare, ha dato vita a diversi episodi di protesta, di cui uno abbastanza importante nato spontaneamente. In questo caso gli abitanti, esasperati per il disinteresse dei responsabili, si sono mobilitati compatti dirigendosi verso la sede del Comune di Avezzano, decisi ad ottenere giustizia.
In precedenza, nel corso degli anni ’60, alle manifestazioni di protesta si erano affiancati anche alcuni articoli di giornale e lettere indirizzate direttamente al Prefetto dell’Aquila o al Sindaco di Avezzano. Nella prima lettera, indirizzata al Prefetto e datata 2 ottobre 1962, si denunciava “l’incredibile stato di abbandono in cui versa Cese” e si elencavano tutti i problemi relativi alla rete stradale e fognaria, allo stato dell’abitato, della campagna e dell’edificio scolastico, nonché alle carenze in termini di delegazione locale e di vigilanza.
Cese, 2 ottobre 1962
Per Sua Eccellenza
Sig. Prefetto dell’Aquila
Oggetto: Stato della frazione di Cese, comune di AvezzanoStrade di comunicazione
Intransitabile la strada Cappelle – Cese – Capistrello, che unisce la SS. n.° 5 (Tiburtina-Valeria) con la SS. n.° 82 (Valle del Liri) e che collega la frazione con il capoluogo Avezzano. La strada in argomento è provinciale e si attende che sia asfaltata, ma né va all’asta il lavoro di bitumazione, né nel frattempo c’è una manutenzione efficiente. Su detta strada, che attraversa la frazione tutta quanta, si svolge un gran traffico che solleva continuamente polvere e fango.
Strade interne
Sono solo polvere, fango e pozzanghere al pari delle strade che collegano la frazione con i centri limitrofi. Con gran pena i cittadini del luogo confrontano il loro paese abbandonato e fangoso con i paesi viciniori, che so- no un vero gioiello per vie e piazze ben messe, quali il piccolo Santa Croce, La Meta, Corcumello e Cappelle.
Piazze
Ci sono due piazze, ma il loro piano è letteralmente campestre; non un solo metro di asfalto, di massicciata…
Fogne 1915
Sono state costruite nel 1958/’59, ma più per iniziativa privata che per opera pubblica. Inoltre non si estendono per l’intero abitato, né sono efficienti. Quando piove, l’acqua scorre e ristagna per le vie e per le piazze proprio come quando le fogne non c’erano.
Edificio scolastico
Pavimenti, porte, finestre, bagni ed arredamento in genere non si possono rappresentare. Mancano le aule, ce ne sono soltanto due per otto sezioni. Un finanziamento di alcuni anni fa, per dieci milioni, destinato ad ampliare l’edificio scolastico, è lasciato a dormire. Intanto si impartiscono lezioni a 25 o 30 ragazzi trattenuti in aulette di m. 3×3! D’inverno, naturalmente, queste stanze hanno porte e finestre chiuse. Spesso infezioni contagiose costringo- no a sospendere le lezioni durante l’anno scolastico. Così è avvenuto per tosse, ipertosse e influenza di vario tipo… L’edificio è circondato dalla rete fognaria, ma i servizi scaricano in pozzi neri non allacciati alle fogne stesse.
Approvvigionamento idrico
Sono 1200 abitanti con tre fontanelle pubbliche soltanto, nonostante il numeroso bestiame. Non un lavatoio. Nessuno ha l’acqua in casa. Liti fino a tarda notte nei pressi delle tre fontanelle. Si sta costruendo un nuovo acquedotto, ma i lavori procedono a rilento. Inoltre l’aumento dell’acqua non risolverà il problema poiché mancano le fontanelle pubbliche in numero proporzionato alle esigenze. Finora le autorità ancora non parlano di una rete interna per l’utenza privata dell’acqua.
Vigile urbano
Un vigile urbano viene mandato a Cese per tre ore al giorno, mentre urge ripristinare il servizio fisso di vigilanza come fino a dieci anni fa.
Delegazione comunale
Cese dista 12 Km. da Avezzano e ciò rende necessaria l’istituzione di una delegazione comunale con più ampia facoltà di quella attribuita alla presente.
L’abitato
Le stalle fanno parte integrante del paese e costituiscono il 50% delle costruzioni. Ciò rende assai critica la situazione igienica generale con evidente danno alla salute pubblica. Non esiste affatto un servizio di demuscazione.
La campagna
La campagna circostante, estesa per circa 1000 et- tari, manca di strade interpoderali con evidenti danni all’agricoltura in genere. Molte volte non è possibile accedere ai terreni.Si confida che Sua Ecc, il Prefetto voglia tenere costantemente presente l’incredibile stato di abbandono in cui versa Cese e voglia dare autorevoli disposizioni al riguardo.
Nella seconda, scritta poco più di un anno dopo e indirizzata da “Popolazione e Maestri di Cese” al Sindaco di Avezzano Alfredo Santucci, il tema affrontato era quello del servizio di trasporto pubblico, con la segnalazione dei punti critici che non risparmiavano alcuni aspetti spinosi. Tra questi, il sovraffollamento di alcune corse che causava “fra gli adolescenti e fra i giovani i più gravi inconvenienti che è vergogna narrare qui” e i prolungati tempi di attesa che gli operai dovevano trascorrere “nelle bettole spendendo danaro, rovinandosi la salute e correndo pericolo di facili risse.
Cese, 29 gennaio 1964
Ill.mo Sig. Prof. Dott. Alfredo Santucci Sindaco di Avezzano
I sottoscritti genitori di studenti medi che frequentano la scuola di Avezzano, operai di Cese che lavorano in Avezzano, lattaie e viaggiatori occasionali, tutti residenti in detta frazione, rivolgono alla S. V. Ill.ma la più viva istanza al fine di facilitare le tante disagiate condizioni in cui si vengono a trovare tutti coloro i quali si recano nel capoluogo, rispettivamente per motivi di studio e di lavoro.
Perché la presente istanza sia tenuta nella giusta considerazione, si specificano qui appresso i principali inconvenienti che si verificano nel servizio che attualmente collega Cese con Avezzano.
1) Il prezzo dell’abbonamento mensile è esagerato per lattaie, studenti ed operai, come il prezzo del biglietto per i passeggeri; da rilevare, al riguardo, che nessuna particolare agevolazione godono le famiglie numerose, gli studenti, gli operai e le lattaie…
2) Gravi inconvenienti si verificano nelle corse di andata e ritorno: gli studenti arrivano in Avezzano 35/50 minuti prima del suono della campanella e rimangono per quel periodo completamente abbandonati a se stessi. Da Avezzano ripartono alle ore 13,50 tutti gli studenti, anche quelli che escono dalla scuola alle 12,20 ed alle 13,10.
3) Di solito nell’autocorriera viaggiano dalle 30 alle 50 persone di cui molte in piedi, addossandosi l’una all’altra in modo assai pressato e pertanto, fra gli adolescenti e fra i giovani, si verificano i più gravi inconvenienti che è vergogna narrare qui.
4) Gli operai che di solito staccano dal lavoro alle 16,30 debbono aspettare un’ora prima di ripartire e tale tempo lo passano nelle bettole spendendo danaro, rovinandosi la salute e correndo continuo pericolo di facili risse.
5) Le lattaie desiderano vivamente una corsa alle 6 del mattino per non dover partire, come attualmente capita, alle 7,10 da Cese.
Si rivolge istanza alla S. v. Ill.ma e all’Amministrazione Comunale cui Ella presiede affinché voglia concedere l’autorizzazione alla Ditta che attualmente detiene la concessione della linea, ad adeguare gli orari delle corse ai bisogni pratici dei viaggiatori ed agli orari dei treni, pur mantenendo in vigore le attuali corse della Ditta Cosimati o concedere il Servizio Urbano Co-Ma ad integrazione delle corse mancanti nel modo seguente:Segue la proposta di sette linee Avezzano – Cese e Cese – Avezzano, con l’indicazione dei rispettivi orari….
Nella piena fiducia per quanto esposto, si porgono fin d’ora i più vivi ringraziamenti, uniti ai più distinti saluti.
La popolazione e i Maestri di Cese
Le proteste degli anni ’60 si sono poi trasformate in un vero e proprio movimento di contestazione che ha manifestato il proprio dissenso ed esplicitato le proprie rimostranze e richieste in modo spesso eclatante, con volantini e scritte sparse per tutto il paese.
<Rielaborato da Osvaldo Cipollone, “Orme di un borgo” e “Le Cese. Immagini di ieri”>
