[Storia delle Cese n.127]
da Osvaldo Cipollone
Lungo le strade del paese si possono notare ancora oggi diversi segni di autentica religiosità, tra cui due statue dedicate alla Vergine Maria. Quella che viene comunemente chiamata “Madonnina” si trova su Via Paolo Marso, all’altezza della biforcazione con via San Sebastiano; la seconda è invece collocata nello spazio attiguo all’ex sacrestia della “Chiesa Vecchia”.
Altri segni importanti sono rappresentati dalle croci, nella quasi totalità legate alle vecchie “missioni”, periodi di riflessione e preghiera che duravano solitamente quindici giorni. Erano per lo più coordinate dai Padri Passionisti, che coinvolgevano i fedeli in momenti di riflessione, amministravano la confessione ed organizzavano processioni ed incontri di preghiera. In ricordo di questi eventi, solitamente si celebrava l’anno tramite l’apposizione di una croce lungo una strada del paese o in prossimità di un incrocio. Al momento, almeno secondo le nostre conoscenze, sono otto le croci posizionate nel nostro territorio.
- La più antica, che risale al 1914, si trova su via Isonzo, all’incrocio con la stradina che un tempo portava al cosiddetto “Camposanto delle Vacchi” (così chiamato in quanto lì venivano sotterrati gli animali morti e non adatti al consumo).
- Percorrendo via Paolo Marso in direzione della “Pro Loco”, a destra si incontra la croce che un tempo si trovava vicino alla fontanella e alla “Madonnina”. Purtroppo, la pietra posta alla base non riporta date, ma dai documenti fotografici del tempo si può ipotizzare che risalga alla fine degli anni ’ 30 del secolo scorso.
- La croce collocata in prossimità di “San Rocco”, spostata per i lavori di costruzione dell’acquedotto, risale al 1947.
- Quella posta alla curva di via della Fonte (zona “Préti Santi”) un tempo si trovava a ridosso degli ultimi fabbricati ed è del 1953.
- Anche la croce del piazzale del cimitero ha subito diversi spostamenti e porta la data del 1966.
- Diverse sono state anche le modifiche subite dalla croce di via Madonna delle Grazie, che è del 1975.
- Alla curva di via San Sebastiano si trova una delle croci più recenti. Posta nel 1987, è stata benedetta l’anno successivo con una processione solenne e la partecipazione della banda musicale di Cese che, nell’occasione, ha avuto una delle sue prime esibizioni.
- Nel 1994 una croce molto significativa è stata installata su Monte San Felice, accanto all’edicola di San Barnaba (o “Santa Barbara”). È la sola a non essere legata ad una “missione”, poiché posta per iniziativa privata.
Singolari sono le situazioni verificatesi negli anni immediatamente successivi ad alcune delle stesse “missioni” citate. È risaputo, infatti, che nelle omelie i frati, oltre a raccomandare la preghiera, la penitenza, la fratellanza ed il culto, esortassero le famiglie alla procreazione, qualificando sempre i figli come “dono del Signore”. Ebbene, in determinati anni successivi alle missioni, a Cese si è registrato un più elevato numero di nascite, come nel 1915 (successivamente alla missione del 1914), nel 1948 (missione del ’47) e nel 1954 (missione del ’53).
Pur non entrando nel contesto della simbologia religiosa di matrice strettamente privata, si deve tuttavia rilevare che diversi icone ed immagini installate su facciate e nicchie del paese sono visibili a tutti. Nello specifico, diverse nicchie sono incastonate tra le mura, incorniciate e protette da lastre di vetro, ad incuriosire quei viandanti che, alzando gli occhi, osservano e fanno riflessioni sulle antiche consuetudini legate al culto religioso locale. Quelle più note sono tutte successive al terremoto del 1915 e molto probabilmente sono state realizzate al tempo della ricostruzione, tra gli anni ’20 ed i ’30. Se ne contano almeno sei, la metà delle quali lungo il corso: San Vincenzo Ferrer sulla parete di Rantucci, il Sacro Cuore sulla facciata dei Bianchi, la Madonna col bambino sulla facciata di Galdi, la Madonna sulla facciata di Alfonsi, San Rocco sulla via omonima. Altre immagini religiose sono invece poste all’interno di riseghe, finestrelle e piccole cavità (come San Pio da Pietrelcina alla strettoia di via Pietro Marso, o la Madonna con bambino presso la stalla di Di Giamberardino su via dell’Ara), a simboleggiare una dedizione nella quale si mescolano sacro e popolare, sempre con la stessa autenticità.
<Tratto da O.Cipollone, “Tra rue bianche e strade imbiancate”>





















