Quei voli in parapendio nel nostro cielo…

[Storia delle Cese n.107]
di Roberto Cipollone

Nei primi anni ’90 il nome di Cese era ben noto tra gli appassionati di parapendio, deltaplano e aeromodellismo per via della presenza di una base di partenza situata su Monte Cimarani, base tuttora esistente ma certamente meno utilizzata di un tempo. L’attività più praticata, allora e – in forma minore – anche oggi, era quella del parapendio, sia nella forma classica che in quella “a motore” (nota anche come “paramotore”).

Il termine “parapendio” deriva dall’unione di due parole che stanno a indicare la possibilità di lanciarsi con il paracadute dalle cime o dai pendii delle montagne. Lo strumento consiste in uno speciale paracadute orientabile caratterizzato da una forma rettangolare con profilo ad ala e da un tessuto molto leggero adatto appunto al volo. La disciplina ha cominciato a diffondersi intorno alla fine degli anni ’60 e da allora è passata dall’essere un’attività per appassionati ad uno sport praticato anche con vere e proprie competizioni. Ancora oggi è apprezzato soprattutto perché rappresenta un modo originale e adrenalinico per godersi le bellezze del paesaggio e scoprire le peculiarità del territorio da un punto di vista assolutamente inedito e privilegiato.

In Abruzzo il volo in parapendio è ad oggi presente in diverse località. Il maggior numero di decolli avviene nel parco del Gran Sasso (Campo Imperatore, Campo Felice) e nella zona di Rocca Calascio, con due punti di partenza posti a un’altitudine di 1000 e 1400 metri di altezza (il cosiddetto Panettone e la Pinetina). A Tocco da Casauria il decollo è molto più basso, a 615 m, con esposizione Est-Nord Est nel Parco della Maiella. Da Schiavi di Abruzzo, in provincia di Chieti, si sorvola invece il territorio del Sannio, decollando a un’altitudine di circa 1500 metri. Nella Marsica si vola soprattutto da Celano sopra la piana del Fucino, da Civitella Roveto (Monte Orbetta) e da Gioia dei Marsi (Monte Serrone). La zona di monte Cimarani collocata tra Pietraquaria ed i ripetitori radiotelevisivi rientra ancora nella mappa degli amanti del parapendio, con un decollo fissato a 1050 metri sul livello del mare ed un’area di atterraggio indicata “nei piani Palentini oltre l’abitato di Cese”[1]. L’esistenza della base viene attestata anche dalla Relazione Generale del PAN esecutivo della riserva “Monte Salviano”, nella quale si legge: “In prossimità della cima del Monte Cimarani sul versante Ovest è individuata la base di partenza per il volo dei deltaplani e parapendii, raggiungibile mediante un percorso segnalato all’interno della Riserva e/o tramite un percorso dal paese di Cese”[2].

I cesaròli hanno sempre seguito i voli dei parapendii e dei deltaplani con comune curiosità, interrogandosi di volta in volta sul luogo dell’atterraggio e preoccupandosi a tratti per traiettorie poco lineari e velocità di avvicinamento apparentemente eccessive. Attorno al paese si vedevano spesso, soprattutto in primavera ed estate, auto e furgoncini che attendevano di recuperare i piloti una volta atterrati; così come si vedevano spesso questi ultimi sui campi, intenti a ripiegare il parapendio. Diverse sono le documentazioni fotografiche relative ad attività di aeromodellismo partite dall’area di Monte Cimarani, così come numerosi sono i filmati che testimoniano i voli in parapendio o deltaplano sui piani palentini.

Un filmato inedito di metà anni ‘90, in particolare, documenta lo svolgimento di una gara di parapendio con atterraggio nella campagna di Cese.

Riprese sui piani palentini, su Cese e sulla base di lancio per parapendio da Monte Cimarani in occasione di una competizione di metà anni ’90

In un’altra ripresa datata 1995 si può invece apprezzare il volo di un deltaplano (partito da una base posta a terra) che nella fase finale sorvola i piani palentini e Cese (minuto 25:45).

Deltaplano sulla Marsica occidentale (1995). Cese visibile al minuto 25:45

Un altro video piuttosto recente (registrato nel 2021) mostra invece un volo in parapendio sul Salviano con atterraggio nella zona sud di Cese.

Parapendio dal Salviano (2021). Atterraggio nella zona sud di Cese

Purtroppo alcune testimonianze sono relative a spiacevoli fatti di cronaca anche recenti. Il 23 luglio 2023, in particolare, un avezzanese di 57 anni è rimasto ferito dopo essere precipitato con il proprio parapendio su monte Salviano. L’uomo, ferito ma cosciente, è stato fortunatamente soccorso da una persona che aveva notato l’incidente ed è stato trasportato in ospedale con l’elisoccorso. Fortunatamente episodi del genere sono considerati rari e la disciplina dell’attività di parapendio è ad oggi più stringente rispetto al passato. Anche – ma non solo – per questo motivo, la frequenza di utilizzo della base di Monte Cimarani è fortemente scesa nel tempo. Un secondo fattore alla base del calo dei voli sembra essere legato al cambiamento di forza e direzione dei venti nella zona interessata; un’evoluzione che, tuttavia, potrebbe non essere irreversibile nel tempo.


[1] Si legge su http://www.parapendio.it/d.htm : “Decollo di facile accesso posto sul lato Nord-Ovest del M.te Cimarani nei pressi del Santuario della Madonna di Pietraquaria. L’atterraggio posto 500 mt. più in basso è perfettamente visibile dal punto di decollo”.

[2] https://www.regione.abruzzo.it/system/files/ambiente/tutela-territorio/vinca/6453/Allegato%201%20-%20Relazione%20Generale.pdf


<Articolo originale basato su ricordi personali e sulle fonte citate in nota>

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